venerdì 10 agosto 2007

C'EST LA VIE


Spesso mi capita di riflettere sulle persone,sui rapporti umani,su quanto sia piccola e"insignificante"la singola vita di ogni persona e allo stesso tempo unica,irripetibile,ognuna di esse è un piccolo universo,un microcosmo fatto di altre persone,altre vite.A volte mi perdo ad osservare il flusso di gente che si riversa per le strade di Firenze,vedo centinaia di persone,di tutte le età,di tutte le estrazioni sociali,di tutte le etnie.Alcune corrono,altre sorridono,altre parlano nervosamente al cellulare,altre ancora aspettano agonizzanti alla fermata dell'autobus...e provo ad immaginare le loro vite,ed è incredibile pensare che non saprò mai come sono effettivamente,pensare a quante persone non conoscerò mai.Ma mi stupisce ancora di più accorgermi di quante persone vivano la propria quotidianità senza rendersene pienamente conto,senza prestare realmente attenzione alle persone che la popolano.
Persone che si salutano ma non si vedono,persone che si parlano ma non si ascoltano,persone che vivono insieme e parlano di cose effimere piuttosto che impegnarsi e parlare di cosa non va,di cose a cui tengono,di cose che vorrebbero.
E può continuare così per anni,generalmente nell'inconsapevole accordo di entrambi;fino a che uno dei due si sveglia dal"coma comunicativo"e scopre di non conoscere più la persona con cui vive,vede una persona estranea a quella che conosceva.Ed è normale che sia così.
Le persone cambiano,ed io credo che il cambiamento sia quasi sempre una cosa positiva.
Mi chiedo:perchè è così difficile non perdere di vista la persona che abbiamo in fianco?Perchè la cosa più complicata è comunicare con la persona con cui si vive,con cui si dorme,con cui si parla ogni giorno?

Non lo so,non me lo spiego...forse ci si abitua alla presenza della persona,alla sua voce,al tono che usa quando è arrabbiato,a cosa pensa riguardo un determinato argomento,e credendo stupidamente che sia sempre così ci"dimentichiamo"di chiederci se in qualche modo quella persona non sia cambiata,anzi è peggio,decidiamo arbitrariamente,senza nemmeno interpellare il diretto interessato,che è così,che lo è stato e perciò è ovvio che lo sarà per sempre.
Penso a tutte le cose che ognuno di noi ignora delle persone con cui condivide la vita,a tutte le cose che non vengono ascoltate,osservate,percepite,capite...
Io non voglio che la mia vita sia così è farò il possibile perchè non lo sia;ho paura della quotidianità,se non è curata diventa l'anestetico della comunicatività e delle emozioni.

Persa nei meandri dei miei pensieri e delle mie paure,concludo questo post,scusandomi per l'uso e abuso della parola"persone",ma non sapevo come altro chiamare questi strani animali.
Picture:"La famiglia"-Francisco Goya-


5 commenti:

Anonimo ha detto...

post di riflessione,constatazione o veggenza???p.

Anonimo ha detto...

spero di non perdermi mai nella quotidianità e nella routine che si instaura con la persona che abbiamo di fianco amica o fidanzato che sia...

ciao fango

Anonimo ha detto...

Ciao sei la cugina di Sara?Piacere Sofia!Mi posso salvare questo post?Hai centrato in pieno i miei pensieri di questa estate...!

miwako ha detto...

Ciao Sofia,piacere Francesca!Sono felice che i miei post vengano capiti!un bacio

Anonimo ha detto...

Francesca, lascia camminare il mondo come desidera, la vita non è altro che un teatrino dove c'è chi fà la parte della persona in gamba, chi fà il costruttivo, chi fà il provocatore, chi fà l'ingenuo, chi fà lo smaliziato, chi fà il coglione chi l'intelligente. E' un deja vù, un mesto deja vù quello che questo thread ricama, il quale nulla aggiunge e nulla toglie all'eterna commedia della vita. Ed il forum, in quanto manifestazione di vita non si sottrae a questa regola.