lunedì 22 ottobre 2007

IM-PLOSION



A volte vorrei solo scappare.So che non è una soluzione,in nessun caso,ma a volte,davvero,vorrei solo salire in macchina e andare,il più lontano possibile.Con la musica a palla,un cambio di vestiti o due,le sigarette,una buona playlist,vorrei andare via,lontano,da tutto e da tutti,cambiare aria,circondarmi di facce sconosciute,parlare con persone mai viste prima e che probabilmente non rivedrò mai più.Staccare il telefono.Staccare il cervello.Staccare e basta.

giovedì 18 ottobre 2007

RANDOM WALK


Ieri è stata una di quelle giornate in cui non succede niente di particolare;tutto il giorno a lezione,le chiavi scordate in casa,un giretto per negozi...una giornata normalissima,in cui però mi sentivo inspiegabilmente felice.Una delle prime giornate in cui l'autunno si fa sentire,l'aria pungente,il tiepido sole d'ottobre,il cielo azzurro;una volta uscita da lezione sono passata in quel negozio di vintage che è di strada tornando a casa,entrando sono stata travolta dal caratteristico odore di naftalina e di baule della nonna,pervasa da quella commistura di strane sensazioni che provo sempre in questi negozietti di cose appartenute ad altre persone,cariche di altre vite,di ricordi quasi.E'grande e pieno di roba fino all'inverosimile,e non è uno di quei negozi trendy-chic in cui c'è vintage selezionato degli anni 50/60/70 che costa un botto,è un vecchio e ormai semi-introvabile negozio dell'usato,dove trovi qualsiasi cosa,dalla borsa anni 50,al vestitino anni 60,alla sacca in pelle anni 70,passando ovviamente per una moltitudine di camicie hawaiane,maglie in acrilico,giacchetti laminati con spalloni da quaterback anni 80.Io cercavo una borsa,per soddisfare la mia pseudo-dipendenza dall'acquisto di questi oggetti affascinanti;la signora che gestisce il negozio è una stravagante 55enne con occhialini da segretaria e camicioni paillettati.Sono stata li dentro un'ora e mezza,a frugare tra borse della nonna e improbabili quanto attraenti vesitini da debuttante anni 30,e per tutto il tempo abbiamo parlato dei suoi viaggi intorno al mondo,di tutti i mercati e negozietti rurali che lei ha preferito al trekking sulle montagne della thailandia o di chissà quale posto,alle persone che ha incontrato,e intanto mi istruiva sulle borse vintage,su come riconoscere una delle primissime Prada senza etichetta,su cosa acquistare per avere tra 50anni un vero patrimonio,sul suo occhio assoluto per riconoscere in mezzo ad un mucchio di roba il pezzo che,per tessuto e fattura,vale davvero la candela.Ero rapita e affascinata,un'ora e mezza mi è volata nello spazio di cinque minuti.Sono uscita accompagnata da un'adorabile borsetta da passeggio blu scuro,col sorriso stampato in faccia,felice di questo incontro inatteso,sia con la borsa,sia con la signora.Tornando verso casa mi sono fermata in un curioso tabacchi,le sigarette erano disposte su un'enorme mobile antico-forse quanto il tabaccaio-,altissimo,in massiccio legno scuro,talmente alto che il vecchietto non arrivava nemmeno al terzo ripiano,e ce n'erano 7.Il vecchietto era in buona salute,anche se senza denti,ed ha iniziato dal nulla a suggerirmi ricette con cui preparare succulenti bistecchine.Io gli ho detto che non mangio carne,e lui mi ha detto"Oh bellina,un'vorrai mica venì a Firenze senza mangià una bella fiorentina?",e da lì ammonimenti per cosa mi perdo,istruzioni per preparare un'ottima tagliata al sangue,concludendo con lo studio delle mie dita che "sono troppo magre e c'è poco da mangiare"(Hansel & Gretel?)...Insomma,una di quelle giornate normali,in cui però ti lasci sorprendere dalle piccole cose,dalle persone,dagli odori e dai particolari,una di quelle giornate in cui rientrando a casa ti fermi a comprare dei fiori per chi ti aspetta,e mentre prepari la cena pensi che è stata una bella giornata,anche se non c'è un motivo particolare,ti senti felice,e canticchi"La vie en rose"...

sabato 6 ottobre 2007

EYE IN THE SKY


E'autunno.Come sempre me ne accorgo in differita.Quando sono tornata da Firenze,arrivata nel giardino di casa,ad accogliermi un bellissimo tappeto di foglie;e c'era vento,e le foglie cadevano quasi danzando,in punta di piedi,senza far rumore,come pennellate di colore vivo che irrompono in una tranquilla tela di Friedrich.L'altra sera ho infilato pantaloncini e scarpe da tennis e sono andata a correre;erano anni che non correvo,così col solo scopo di correre credo di non averlo mai fatto in vita mia.Erano quasi le 7,Firenze era bella come non mai,il lung'arno brulicava di vita,sentivo il cuore che pompava sangue in tutto il mio corpo,guardavo il tramonto di un viola incredibile specchiarsi nell'arno,di una bellezza disarmante.E pensavo,ascoltando il battito del mio cuore che rimbombava nelle orecchie.Poco tempo fa era il 25 settembre,un giorno particolare,un compleanno mai festeggiato,una quantità imprecisata di ricordi,sentimenti sopravvissuti al passare degli anni,immagini nitide nella mia testa,fotografie,il suo viso,i suoi indomabili capelli color grano,quegli occhi di un blu così intenso che non ho mai più rivisto,il suo profumo,la sua risata,il suo strano modo di mangiare le pizzette,lei che scende le scale,lei che passa a prendermi la mattina presto,quell'ultimo sguardo,quell'ultimo"ti voglio bene",l'energia vitale che metteva in ogni cosa che faceva,i pomeriggi a sfogliare il"carnaby street",a parlare di reincarnazione e a raccontarsi nella sua stanza tappezzata di poster dei Nirvana,i suoi animali dai nomi stranissimi,le stronzate che solo a 14 anni e solo con la tua migliore amica puoi fare...E poi il buio.E non riesco a fare a meno di pensare a tutto ciò che non ha provato,assapporato,vissuto,a ciò che sarebbe diventata,a come sarebbe stato avere 20 anni insieme.Spesso mi ritrovo con gli occhi al cielo,la notte,quando le stelle sono così infinite che sembrano moltiplicarsi ad ogni istante,a parlare con lei,a raccontare,piangere,parlare,sentire,come se lei fosse da qualche parte in quell'immensità così densa e indefinita.Razionalmente mi rendo conto di parlare al vuoto,ma sotto la superficie un po'cinica,disillusa e scettica,c'è una parte di me che ogni tanto si concede di credere che lei sia lassù,da qualche parte...e così consegno al vento parole,silenzi,lacrime e domande,con la sensazione forte e insopprimibile che lei possa sentirmi,con la stessa speranza che nutrivo da bambina nell'esistenza di un paradiso per i cani.
Da allora sono passati otto anni.Non ho ancora smesso di parlare alle stelle.Ne avrò per molto,probabilmente a vita.