sabato 6 ottobre 2007

EYE IN THE SKY


E'autunno.Come sempre me ne accorgo in differita.Quando sono tornata da Firenze,arrivata nel giardino di casa,ad accogliermi un bellissimo tappeto di foglie;e c'era vento,e le foglie cadevano quasi danzando,in punta di piedi,senza far rumore,come pennellate di colore vivo che irrompono in una tranquilla tela di Friedrich.L'altra sera ho infilato pantaloncini e scarpe da tennis e sono andata a correre;erano anni che non correvo,così col solo scopo di correre credo di non averlo mai fatto in vita mia.Erano quasi le 7,Firenze era bella come non mai,il lung'arno brulicava di vita,sentivo il cuore che pompava sangue in tutto il mio corpo,guardavo il tramonto di un viola incredibile specchiarsi nell'arno,di una bellezza disarmante.E pensavo,ascoltando il battito del mio cuore che rimbombava nelle orecchie.Poco tempo fa era il 25 settembre,un giorno particolare,un compleanno mai festeggiato,una quantità imprecisata di ricordi,sentimenti sopravvissuti al passare degli anni,immagini nitide nella mia testa,fotografie,il suo viso,i suoi indomabili capelli color grano,quegli occhi di un blu così intenso che non ho mai più rivisto,il suo profumo,la sua risata,il suo strano modo di mangiare le pizzette,lei che scende le scale,lei che passa a prendermi la mattina presto,quell'ultimo sguardo,quell'ultimo"ti voglio bene",l'energia vitale che metteva in ogni cosa che faceva,i pomeriggi a sfogliare il"carnaby street",a parlare di reincarnazione e a raccontarsi nella sua stanza tappezzata di poster dei Nirvana,i suoi animali dai nomi stranissimi,le stronzate che solo a 14 anni e solo con la tua migliore amica puoi fare...E poi il buio.E non riesco a fare a meno di pensare a tutto ciò che non ha provato,assapporato,vissuto,a ciò che sarebbe diventata,a come sarebbe stato avere 20 anni insieme.Spesso mi ritrovo con gli occhi al cielo,la notte,quando le stelle sono così infinite che sembrano moltiplicarsi ad ogni istante,a parlare con lei,a raccontare,piangere,parlare,sentire,come se lei fosse da qualche parte in quell'immensità così densa e indefinita.Razionalmente mi rendo conto di parlare al vuoto,ma sotto la superficie un po'cinica,disillusa e scettica,c'è una parte di me che ogni tanto si concede di credere che lei sia lassù,da qualche parte...e così consegno al vento parole,silenzi,lacrime e domande,con la sensazione forte e insopprimibile che lei possa sentirmi,con la stessa speranza che nutrivo da bambina nell'esistenza di un paradiso per i cani.
Da allora sono passati otto anni.Non ho ancora smesso di parlare alle stelle.Ne avrò per molto,probabilmente a vita.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

"Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già."

(Nessun luogo è lontano - R. Bach)

Mami ha detto...

Sai, il tuo post mi ha fatto piangere.. mi manca tanto.. mi mancano tanto quei giorni di tanti anni fa.. e vorrei che fosse ancora qui con noi...

carpe diem ha detto...

NESSUNO PUO' DIMENTICARE, MA QUELLO CHE MI FA PIU' MALE SONO I SOGNI.

CARPE DIEM

DESMOLORENZ ha detto...

Amici,
Credo che sia meglio per me cominciare a tirar giù la valigia. Anche se non so bene l’ora d’arrivo e neppure conosca quali stazioni precedano la mia, sicuri segni mi dicono da quanto mi è giunto all’orecchio di questi luoghi, che io vi dovrò presto lasciare.
Vogliatemi perdonare quel po’ di disturbo che reco, con voi sono stato lieto dalla partenza e molto vi sono grato, credetemi, per l’ottima compagnia. Ancora vorrei conversare a lungo con voi, ma sia. Il luogo del trasferimento lo ignoro, sento però che vi dovrò ricordare spesso nella nuova sede, mentre il mio occhio già vede dal finestrino oltre il fumo umido del nebbione che avvolge, rosso il disco della mia stazione.
Chiedo congedo a voi senza potervi nascondere lieve una costernazione: era così bello parlare insieme seduti di fronte, così bello confondere i volti, fumare scambiandoci le sigarette e tutto quel raccontare di noi, quell’inventare facile nel dire agl’altri, fino a poter confessare quanto anche messi alle strette, mai avremo osato un istante per sbaglio confidare.
Dicevo insomma che era bello stare insieme, chiacchierare. Abbiamo avuto qualche diverbio, è naturale, ci siamo ed è normale anche questo, odiati su più di un punto e frenati soltanto per cortesia.
Ma cosa importa, sia come sia, torno a dirvi di cuore: grazie per l’ottima compagnia.

Questo passaggio l'ho preso dal film OVUNQUE SEI, chi lo ha visto potrà capirne la pertinenza col post. Anzi, vi sarei molto gratto se qualcuno mi sapesse dire da quale libro è tratto.
Cara Miwako, come penso tanta gente, anch'io so cosa vuol dire perdere degl'amici cari lungo il percorso. Non sono molto religioso, quindi non credo che i nostri defunti possano vegliare su di noi dall'alto. Allo stesso modo e qui mi contraddico, sono convinto che a volte, questo pensiero sia l'unico appiglio che ci permette di rimanere a galla.
Pace, fiori e Cicciolina, alla prossima.

Lorenzo Z.

miwako ha detto...

Di solito questi post rimangono incommentati,troppo dolorosi e opprimenti per sapere cosa scrivere.E invece trovo solidarietà da chi nopn conosco o conosco poco,comprensione da chi ha vissuto la stessa perdita...comunque sia grazie a tutti

Anonimo ha detto...

Congedo del viaggiatore cerimonioso - Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990)

DESMOLORENZ ha detto...

@Anonimo: Mi dispiace che tu non ti sia firmato, mi avrebbe fatto piacere conoscere il nome di chi stò per ringraziare: grazie mille.
Pace, fiori e Cicciolina, alla prossima.

Lorenzo Z.