venerdì 8 febbraio 2008

LET IT SNOW

"-La testa che scoppia,per il mal di testa,per i pensieri,per i problemi.Mi sento vuota,stanca,arrancante.Mi sento piena,di pensieri,di guai,di cose che non vanno.L'amaro della mia vita si mescola alle lacrime che rigano il mio volto;il risultato è un sapore irriproducibile,di sconfitta,piccole gocce di sofferenza che solcano le mie guance,e bruciano come fossero fiamme,sfigurata in viso dalle mie stesse lacrime,mi taglio le braccia con una lama affilata ma fine come un capello,urlo di dolore,sanguino ma non muoio.Non cerco la morte,cerco il dolore.Sorrido sinuosa a chi mi si avvicina,e appena la fiducia è conquistata e la persona si abbandona a tal punto da affidarmi la propria vita,mentre dorme tranquilla e beata vicina a me la mordo al collo con tutta la forza che ho,e premo fino a che non sono certa di averla avvelenata mortalmente.Non lo faccio con coscienza,con intento,solo non riesco a ribellarmi alla mia natura,ferisco consapevolmente ma senza essere in grado di evitarlo. E mentre lo faccio non provo alcun tipo di gioia,mi piego inesorabilmente alla mia natura,come la madre di una numerosa cucciolata,il cui neonato più debole non riesce a farsi spazio e ad allattarsi e alla fine muore;la madre non lo vorrebbe,ma non ha scelta,è selezione naturale. Mi gira la testa,la sensibilità delle mie dita sparisce,ogni mio respiro diventa una boccata di sigaretta,nuvole di fumo si addensano intorno a me,gli occhi gonfi per il pianto,spenti e disillusi da ciò che vedo nello specchio,queste quattro stanche mura sono l'unico posto dove potrei stare adesso,trascino le mie membra esauste fino alla cucina,dove mi viene una voglia incomprensibile di caffè che allontano accendendo l'ennesima sigaretta.Apro la finestra e l'aria gelida mi sorprende,ripenso alla mia vita,a tutte le cose fatte,subite,scelte,sofferte,desiderate,scoperte,assaporate,provate,guardo la neve,così candidamente affascinante e decido di uscire.Al centro del giardino,come al centro della mia testa. Sola,in una notte bianca e nera,resto immobile, guardo i fiocchi che scendono fitti,imperterriti e silenziosi verso il loro destino; l'aria fredda lenisce il dolore,o forse intorpidisce la sensibilità, guardo per terra e vedo una specie di spirale rossa,gocce del mio sangue,brandelli di dolore impressi nella neve,alzo gli occhi al cielo,so che oltre il cielo grigio le stelle infinite mi guardano senza giudicarmi,loro che sono li,senza un perchè,senza un dove,senza colpa nè gloria se non umanamente attribuita,brillano come diamanti; mi lascio avvolgere dalla neve,mi abbraccia,si appoggia su di me senza chiedermi perchè mi trovi li,i fiocchi si sciolgono sul mio viso infuocato,credo di avere la febbre,sento freddo,ma non i brividi,sento le mani che si ghiacciano,la circolazione che rallenta,i vestiti che si bagnano,mi guardo intorno e tutto è immobile,non un filo di vento,non uno stupido animaletto,solo io,la neve e i miei pensieri. Rimango qui ancora un po',immobile e sanguinante,nella speranza che la neve copra i miei dolori come copre i tetti,che dia luce ai miei occhi come fa con un albero secco,che nasconda i miei orrori con il suo bianco regale,come fa con il grigio della strada. Vorrei solo sentirmi come lei,bianca,pura,immaccolata, senza un perchè,senza colpe e senza dolore,perciò rimango qui ancora un po',aspettando qualcosa che non arriverà e sussurando una piccola e insignificante preghiera :"coprimi...ti prego,coprimi"-"

-da un libro che non conosco-

5 commenti:

Kele ha detto...

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carpe diem ha detto...

BELLISSIME PAROLE E DEVE ESSERE UN BEL LIBRO ANCHE

carpe diem...

desmolorenz ha detto...

Minchia! Ma veramente?!
Fino all'ultimo ho creduto che l'avessi scritto di tuo pugno... stavo seriamente per preoccuparmi.

Anonimo ha detto...

massimo

Anonimo ha detto...

saltà paùa