venerdì 31 ottobre 2008

LA FELICITA' STA IN UN PICCOLO POSTO




C'era una volta un signore di nome Peppino, che abitava in un paese chiamato ILPICCOLOPOSTO. Il signor Peppino era davvero una brava persona, un signore dai modi gentili e di sani principi. Conduceva una vita molto modesta, abitava con la moglie, la signora Maria, in una casetta al centro di un microscopico giardino con dei bellissimi cespugli di lavanda che lo decoravano qua e la. Peppino aveva anche un minuscolo orto in cui crescevano insalata, carote, patate, cipolle, pomodori, cavoli e una piantina di rosmarino che, nonostante gli anni, non si decideva a crescere; ma tutto era talmente vicino che dopo pochi anni dalla prima semina, iniziarono a germogliare verdure dall'aspetto bizzarro: patate arancioni, insalate al rosmarino, perfino pomodori ripieni di cavolo e al sapore di cipolla.
Il signor Peppino e la signora Maria lavoravano entrambi come insegnanti,lei nel paese di LONTANODAQUI, lui nella città di ANCORAPIùLONTANO. Ahimè, possedevano un'unica auto - si narra fosse una vecchia Duna- , perciò il signor Peppino, ultimo dei cavalieri, lasciava che fosse la moglie a prendere la macchina, mentre lui usava una Graziellina richiudibile. Il povero signor Peppino per arrivare in tempo al lavoro si alzava con il canto del gallo, perchè la città di ANCORAPIùLONTANO era veramente molto lontano. Così per lungo tempo il signor Peppino in qualsiasi stagione,con la pioggia o con il sole,con la neve o con il vento, inforcava la sua graziellina cigolante e pazientemente pedalava fino ad ANCORAPIùLONTANO. Per un certo periodo alcuni dei bulletti della scuola lo prendevano in giro ogni mattina perchè arrivava in bicicletta da ILPICCOLOPOSTO, così il signor Peppino per farli smettere, lasciava la bici 500mt prima della scuola e faceva l'ultimo tratto di strada a piedi, fingendo probabilmentedi di essere sceso da qualche pullman o di aver parcheggiato distante.

Il signor Peppino e la signora Maria erano felici insieme, la mattina lavoravano e nel pomeriggio si occupavano della casa, dell'orto, della spesa e delle commissioni e la sera cenavano insieme chiaccherando o guardando un bel film; mancava qualcosa nella loro quotidianità, ma nonostante tutto conducevano una vita serena e dignitosa. Un giorno,mentre si recava al lavoro in bici come di consueto, il signor Peppino fu investito da un'auto, fu una brutta caduta e quando lo portarono all'ospedale lo ingessarono dalla testa ai piedi. I dottori dissero che era stato fortunato e che se fosse stato a casa a riposare fino a quando non fosse completamente guarito, tutte le ossa rotte sarebbero tornate come nuove. La convalescenza fu lunga,ma il signor Peppino era forte, si riprese alla grande e ricominciò a recarsi al lavoro con la sua graziellina. La vita del signor Peppino e della signora Maria sembrava aver ripreso a scorrere placidamente, come aveva fatto fino a prima dell'incidente, ma una sera, di ritorno da alcune commissioni,il signor Peppino trovò la moglie indaffarata ai fornelli che canticchiava:
"Maria, ti trovo di buonumore stasera!"
"Si,sono di ottimo umore! Ti ho fatto le melanzane alla parmigiana,  il pollo arrosto con le patate e per dessert la torta di mele!"
"Qui c'è qualcosa di speciale nell'aria se hai cucinato tutte queste cose buone! E come mai hai apparecchiato per tre? Chi viene a cena"
"Nessuno Peppino...Peppino...da oggi sarà sempre apparecchiato per tre."


-questa storiella è tratta da una storia vera, romanzata, ma pur sempre una storia vera-

domenica 19 ottobre 2008

VENERDI' 17



Chiunque abbia stabilito che venerdì 17 porta male, ha detto una gran cazzata. Almeno per quanto riguarda la famiglia S. Venerdì 17 infatti il mio fratellone maggiore B-anale si è finalmente laureato con 100/110,è stata una giornata storica,i presenti possono confermare,Ferrara intera ha tremato alle urla tuonanti del leggendario HE-MAN, risorto a nuova vita per l'occasione, si è servito del corpo del nostro dottore per far visita a questo mondo,e chi meglio di lui poteva ridargli vita?La giornata,iniziata intorno alle 3 del pomeriggio con la discussione della tesi,si è protratta fino alle tre di notte,con i soliti irriducibili ubriachi come si può esserlo solo ad una festa di laurea che,oltre alla laurea stessa, festeggia anche il sodalizio decennale del nostro beiniamino con l'università.Fiumi di alcool sono scivolati giù come acqua per bocche mai abbastanza sazie di gioia etilica,grandi urla a spada tratta hanno riecheggiato per il capoluogo estense,molti i partecipanti,un po'meno per fortuna i vomitanti,e inaspettatamente anche il neolaureato era tra questi ultimi, anche se non è dato sapere a noi comuni mortali quale sia la forza sovrumana che abbia impedito al suo stomaco di espellere la spropositata quantità di alcool ingurgitata, forse tutto ciò è possibile solo grazie all'immenso potere di grayskull! Eccovi qualche succulentissima foto!



mercoledì 15 ottobre 2008

BESTEMMIE NON PIU'




In questi giorni ho pensato spesso a mia nonna. Ho un ricordo così dolce e tenero delle giornate passate con lei quand'ero piccola...la merenda con the caldo e biscotti in inverno,le mele al forno,le gran dormite nel letto suo e del nonno quando ero malata,le giornate passate a giocare sotto il tavolo della sala, la soffitta che allora mi sembrava grande,oscura e inquietante, ricordo lei che mi cantava "Marina", o qualche canzone della Zanicchi, i pranzi da lei in cui le dicevo che anche le posate a casa sua avevano un buon sapore,le storie che mi raccontava sempre strampalate e decisamente lontane dalle fiabe canoniche,le sue patate al forno e le mille volte in cui mi sono addormentata in braccio a lei,cullata da una beatitudine che solo l'abbondanza delle nonne di una volta può scatenare,una sensazione così piacevole che solo dormendo su una sesta di reggiseno si può provare. E allora mi sono chiesta: che razza di nonna sarò?Mia nonna mi ha insegnato l'educazione, mi ha insegnato a stare composta e ad andare in chiesa(insegnamenti che applico usando l'imperativo al posto del "per favore", sedendomi per terra a gambe aperte e parlando come un camionista),io che cosa potrò offrire ai miei nipoti?insegnerò loro i trucchi per spuntarla in una gara di rutti?li porterò con me ad aperitivo invece che alla messa delle sei?li farò fumare per la prima volta?e soprattutto cosa diranno i miei nipoti quando dormiranno in braccio a me?"Nonna, come sei spigolosa!Nonna com'è comodo e morbido il tuo osso di massimo (osso situato sopra la spalla che solo i membri di sangue della famiglia S.hanno ereditato)!Nonna ma perchè le nonna di cappuccetto rosso è paffuta e con le guance piene e rosee mentre tu sei ossuta,appuntita,gialla in viso e puzzi di fumo?". Appurato che devo smettere di aspettare che mi crescano le tette visto che l'età dello sviluppo è passata da un po',se anche prendessi un paio di taglie con la menopausa, secondo me a 70 anni sarò una vecchia incancarita,rinsecchita dal fumo,con le mani scheletriche e i nervi a fior di pelle,una specie di zio Tibia insomma,con lunghi capelli viola raccolti in uno chignon e vestita di cammei e panier,come Rita Levi Montalcini!Probabilmente i mie nipoti avranno paura di me(e faranno bene!),forse giocherò a strip poker con i vecchi amici delle elementari con cui si giocava a bottiglia,o forse io e miss E.vivremo insieme in una casa piena di gatti e furetti e ci chiameranno "le lesbiche decrepite",o magari entrambe le cose,fatto sta che x ora non ho nè le sembianze nè la giunonica grazia delle nonnette rassicuranti!Ora,con questi dilemmi esistenziali me ne vado a dormire,sperando che il passare degli anni mi trasformi in una nonna come si deve!
P.S. Il titolo è tratto da una canzone di chiesa che mia nonna cantava spesso^_^!

giovedì 2 ottobre 2008

I ♥ TABASCO


Qualche week-end fa, mi trovavo a firenze,da una settimana studiavo per un esame ed ormai mi ero trasformata in quel brutto essere in pigiama, con le occhiaie e i capelli impresentabili in cui mi trasformo ogni qualvolta sono sotto esame,quando uno dei miei nuovi coinquilini-ballerini(che adoro ^_^)mi dice :"Fra,questa sera viene un po'di gente a cena,tu che fai,ti unisci a noi?Pensavamo di fare cena e discoteca". A queste poche parole sentivo già che le occhiaie si ritraevano,i capelli che si sistemavano miracolosamente e il pigiama che si tramutava in un tripudio di lustrini! "Ovvio che ci sto!". Così mi sono data una sistemata ed ho trovato un motivo più che valido per smettere di studiare, vestirmi e uscire finalmente di casa. La serata parte bene, cena con pizza, patatine fritte e non-ricordo-cosa, vino, caffè e per concludere giri di rhum&pera con annessi brindisi individuali per i motivi più svariati (citandone solo alcuni: gli uomini,raffaella carrà e gli anni 80 in generale,l'amicizia sincera e le sigarette).A mezzanotte decidiamo di uscire, diretti in una delle più famose discoteche gay di firenze, fuori piove ma niente ci scoraggia,siamo tutti avvolti in un mantello di felicità etilica e anche se il posto dista una mezzoretta da casa nostra cantiamo a squarciagola sotto la pioggia saltellando come grilli. Arriviamo a destinazione, la discoteca sorge nell'antica cripta di Santa Cecilia, la struttura è del '500 con archi, pietre e statue e fu la prima discoteca gay d'Italia,data di nascita 1974.Una volta dentro le mie narici sono letteralmente invase da folte schiere di feromoni e testosterone- anche se chiaramente non erano indirizzate a me!-, i miei occhi abbagliati da aitanti esemplari di maschi umani a torso nudo intenti a dimenarsi in una saletta grande quanto camera mia,di esemplari femminili neanche l'ombra, o quasi. Più precisamente la formazione è così suddivisa:una coppia di lesbiche, due trans più alte di me di 15 cm e con due tette grosse come la mia testa, una ragazza che assomigliava a mio padre ed io. Decidiamo subito di lanciarci in pista, il caldo è quasi insopportabile, la musica pompa nelle orecchie e il mio corpo si muove autonomamente, ballo senza sosta attorniata da ballerini seminudi e per la prima volta in vita mia i 50enni viscidi e con la pancia, non sbavano addosso a me, io posso tranquillamente dimenarmi come un'ossessa senza scatenare commenti osceni,palpate di culo e quant'altro!!! E' stato letteralmente meraviglioso, in questo paradiso sotterraneo,circondata da amici,conoscenti e sconosciuti, mi sono dilettata in coreografie da britney-spears ultima maniera (versione lap dancer vigliacca per intenderci) e nessuno ha tentato di stuprarmi!Mi sono divertita come non succedeva da tanto, alticcia al punto giusto,musica favolosa, in ottima compagnia,era come stare in un limbo tra il mondo reale e il mondo fantastico, un giardino di intoccabili delizie in cui danzare leggiadra senza alcuna preoccupazione.Serata davvero memorabile.