venerdì 14 novembre 2008

3 DAYS IN MA(I)NHATTAN

Ho prenotato una sera di inizio ottobre,così, senza avvisare nessuno, senza nemmeno chiedere al mio compagno di viaggio se gli avrebbe fatto piacere,se aveva altri impegni per quella data...Ma avendo trovato un'offerta simile, 2 voli A/R 22,60 €,non potevo non andare!E così si parte per Francoforte,la Manhattan d'Europa; nè Ste nè io eravamo mai stati in aereo perciò eravamo emozionatissimi anche solo per il volo! Partenza da Pisa mercoledì 5 novembre alle 8.30 mentre a P.V.city imperversano i preparativi per la "fiera mata",mentre l'America sceglieva Obama per dimostrare al mondo, ancora una volta quanto siano avanguardisti nonostante tutto, noi prendevamo per la prima volta l'aereo. Arriviamo a Francoforte hahn alle 10.05,l'autobus per Francoforte è alle 10.15,arriviamo in orario,alle 12 spaccate,in fondo anche se non me ne rendo ancora conto,siamo in Germania e la puntualità è uno dei-tanti-pregi. La stazione dei treni è immensa, appena mettiamo piede in suolo Francofortese mi rendo veramente conto che siamo all'estero, raccolgo le idee e comincio a pensare nel mio survival-english che, oltretutto, è anche un po'arrugginito. Alla stazione prendiamo un caffè e una bottiglietta d'acqua. A 6€. Da bravi neoturisti sprovveduti! Poi, guida alla mano,cerchiamo l'ostello sulla cartina, chiediamo per Kaiserstrasse a due autisti dell'autobus in pausa sigaretta e, nel giro di 5minuti arriviamo al Frankfurt Hostel. Al terzo piano di un edificio di 6,è davvero un posto figo: sgabelli anni '70 in pelle,lampade circolari con cristalli rettangolari pendevano dal soffitto,piccoli specchi alle pareti,sedie in pelle bianca con lo schienale lughissimo accanto a tavoli ikea in semplicissimo noce,un vecchio piccolissimo pianoforte di legno,un bellissimo divanetto in pelle marrone a due posti e, a completare il quadro,4 terrazzini semicircolari con porte-finestre in legno verniciato di bianco da cui si vedeva Kaisertrsasse e le luci dei grattacieli in lontananza. Gli ostelli sono, per antonomasia, posti ggiovani e ggiusti fatti per ggiovani ggiusti;infatti a gestirlo, un gruppo di ragazzi e ragazze poco più che ventenni (anzi,uno di loro- quello che girava col microfono Gwen Stefani- aveva a malapena 18anni),tra questi ce n'è uno con un viso che più crucco non si può che sembra Augustus Gloop, il bambino tedesco ciccione che si ingozza di schifezze fino a scoppiare ne "La fabbrica del cioccolato"! Lasciate le valigie in ostello,usciamo al'aria pungente di Francoforte pronti ad immergerci nel cuore della città, attivi come non mai nonostante le due -e dico due- ore di sonno; arriviamo in centro in meno di dieci minuti, ci fermiamo a chiedere informazioni e mi accorgo subito della gentilezza disarmante dei Francofortesi, persone cordiali,che non grugniscono due parole a mezza bocca indicando frettolosamente con la mano, si fermano sorridenti, chiedono da dove veniamo,a volte ci accompagnano addirittura nei posti,ci dicono cosa vedere e dove mangiare (anche se non capendo una mazza dei menu scritti solo in crucco alla fine Mc Donald's ci ha tenuto compagnia per tre giorni). Il traffico è pressochè inesistente, le persone si spostano in metropolitana o in tram,nessuna zona del centro è adibita a parcheggio (a Firenze, piazze storiche come piazza Brunelleschi e Piazza Alberti sono state tristemente convertite a mega-parcheggi) , tutto è pulitissimo, organizzato, bagni pubblici ovunque,così puliti che ci potresti mangiare,la città è incantevole, grattacieli,chiese antiche,edifici del'400 e vastissimi parchi convivono in un equilibrio armonico che ha dell'incredibile. Per tutti e tre i giorni il cielo è coperto,ma considerando che il meteo prevedeva pioggia,possiamo ritenerci più che soddisfatti; Ho scoperto in "novembre" il mio mese ideale per viaggiare. O almeno per visitare una città come Francoforte,che a quanto pare è il polmone verde della Germania; a Novembre la moltitudine di parchi che si incontra camminando per Francoforte,si tinge di colori splendidi:giallo, rosso, arancio, il verde dell'erba e il marrone dei tronchi; il tutto si fonde magnificamente al cielo plumbeo e agli imponenti grattacieli che si stagliano con forza a pochi passi da noi. A Novembre non fa ancora troppo freddo da sentire le mani indolenzite, ma abbastanza da godermi le passeggiate un po'infreddolite in una città che non conosco, assaporando l'odore dei primi freddi, il buio che cala presto per lasciare spazio ad una città che è quasi più luminosa di notte che di giorno. Questa mini-fuga dalla realtà è stata speciale, tre giorni per partire,visitare, vedere, assaggiare, annusare, conoscere e tornare; tre giorni intensi, divertenti, appassionati, spensierati. " Avere nelle scarpe la voglia di andare, avere negli occhi la voglia di guardare", come in una famosa canzone di Battisti , chilometri e chilometi a piedi per assorbire il più possibile in un tempo così piccolo, di una città che ha così tanto da offrire. Così in tre giorni visitiamo tutto il centro e le zone limitrofe, ci sono posti bellissimi,emozionanti, non dimenticherò il Romerberg, il kaiserdom, la casa di Goethe, la versione Germanica dei Pooh ( che- nel caso non fosse chiaro- sono quelli qui sotto, non quelli qui a destra) il Meno, la riva del Meno e i suoi mille musei, i grandissimi parchi, l'Eurotower, i grattacieli e la vista di Francoforte di notte dall'Eiserner Steg. E questi tre giorni sono stati arricchiti dai bizzarri personaggi che abbiamo conosciuto: Mike, l'assurdo aspirante-infermiere che ha dormito con noi la prima sera, che se ne stava rachitico nel letto a castello inferiore quando avrebbe potuto stare in quello soprastante, a guardare "Jurassik Park" sul suo mini laptop, al buio e bevendo una cassa di birra e coca-cola insieme.Puzzava.Puzzava di piedi, di birra e di crauti. Ma nonostante ciò,e nonostante mi abbia anche rubato i calzini lasciando i suoi-credo non li cambiasse da qualche mese- nel cestino in camera, era davvero simpatico. Zii il silenzioso malaysiano che occupava l'altro letto in camera nostra e che,quando dormiva sembrava un bambolotto asiatico in sovrappeso .
Nick il giovane costruttore di piscine canadese in viaggio per ostelli attraverso l'Europa; il suo boss era italiano, perciò le chiacchierate con lui erano sempre colorite dai suoi "Zio Cannnn!!!", "Sant'antonnio Ladro", "My boss call me BOCIA" e via imprecando in italiano...
Le due bionde, bellissime hostess 23enni della Lufthansa- si,lo so,se fossimo stati due uomini sarebbe stato la realizzazione di un sogno erotico-, incontrate causalmente in strada, che ci hanno offerto da bere e con cui abbiamo trascorso l'ultima sera.
E poi Mark,il tedesco con mamma italiana che assomigliava vagamente al signor Burns, il finlandese con madre italiana, in visita a Francoforte, ma che studiva in Spagna (aveva più o meno la mia età e parlava qualcosa come 5 lingue,ma sorvoliamo), Antonella,cresciuta in Francia da genitori italiani, a Francoforte da un anno per amore, il tipo che correva per la strada stringendo un coltello da cucina tra le mani...
Per concludere il nostro breve soggiorno a Francoforte, nonchè per dare un ultimo saluto allla città, prima di partire faccio QUESTA FOTO --> dalla stazione. E fin qui, niente di strano direte voi, se non fosse che uno dei simpatici pusher che spacciavano li davanti, è stato evidentemente disturbato dal mio entusiasmo da turista ed ha iniziato a sputare per terra e ad imprecare in crucco. Io,che non mi ero accorta di niente ovviamente, continuavo a dire a Stè, con l'aria ignara di chi non sa di essere nel mirino di un cecchino:"Forse potrei farne un'altra da un'angolazione diversa..." e Stè, che nel frattempo era sbiancato e deglutiva a fatica mi dice :"Fra, non so se te ne sei accorta, ma questo qui ce l'ha con noi, forse è il caso che metti via quella macchinetta e ce ne andiamo". Così entriamo nella stazione e, cercando di individuare un cartello direzionale che mi indicasse dove passavano i pullman per l'aereoporto, mi giro di tre quarti e,cosa vedo con la coda dell'occhio? Il pusher è dietro di noi,immobile ad un metro e ci fissa con sguardo torvo!Era più di un metro e novanta, magro e probabilmente aveva meno di trent'anni e non sembrava affatto un pusher, uno psicopatico con disturbi della personalità forse si,a ben guardarci, ma non un pusher! Mi giro verso Stè, che nel frattempo è svenuto, e dopo essermi accertata con una rapida occhiata che nelle vicinanze non ci fossero corpi di polizia, trascino Stè verso Starbucks, entro e racconto la faccenda ad una tipa. Anche li tutti gentilissmimi,siccome ci vedono un po'scossi ci offrono caffè, acqua e-dopo aver saputo che siamo italiani- caffèlatte; nel frattempo il pusher è sulla porta di Starbucks, fermo e duro come una roccia ed ora il suo sguardo da torvo che era, si è decisamente venato di una volontà omicida! Passano 5 minuti e il pusher se ne va, noi prendiamo l'autobus e poi l'aereo; una volta in volo, riguardo le foto, anche abbastanza distrattamente, e quando rivedo quella della stazione sento un brivido lungo la schiena; ingrandisco la foto e chi ti ritrovo nell'angolo a sinistra?il pusher in tutta la sua spaventevole pazzia!
Poco male comunque, anche il Pusher-assassino ha contribuito a rendere questo piccolo viaggio speciale e memorabile!Insomma, in definitiva è stata veramente una bella esperienza, persone deliziose, cibo un po'meno ma comunque decisamente commestibile,ostello ottimo (camera mista da 6 e colazione 22€ a testa), posti fantastici: se vi capita di trovare un'offertina su Ryanair o affini non fatevela scappare,fateci un giro.
P.S. Mi scuso per la prolissità del post,ma niente poteva essere tralasciato!

3 commenti:

carpe diem ha detto...

Fango belle le foto, io ho la fortuna di averle viste un po' più in grande, Francoforte davvero non me la immaginavo così , ma più stile vecchio antico e la immaginavo un po' sporca, invece è tutto il contrario...

carpe diem..

miwako ha detto...

credo che in pochi in realtà abbiano idea di com'è Francoforte,anche perchè è una città di cui si sente parlare solo per la Borsa,ma x il resto nessuno sa che città sia,al massimo tanti la ricordano come "la città in cui Heidi va a stare per un po' in casa di Clara",ma ovviamente è tutta un'altra cosa!

Giorgia Bernardini ha detto...

io in germania ci sono in erasmus. ad Heidelberg, che non è molto lontana da francoforte.
la Germania è un posto fantastico.
certo, io ci sono venuta per studio, altrimenti sarei andata a Parigi, barcellona o, per restare in tema, a Berlino.
ma qui è davvero tutto diverso.

a proposito...non ci conosciamo, ho trovato il blog per caso. la descrizione sul tuo profilo mi ha davvero incuriosito per la sincerità!