domenica 28 dicembre 2008

MA SE SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO, IO CHI SONO?


Mangio, mangio, mangio e mangio ancora. Da una settimana a questa parte non faccio altro. Come giustificazione potrei addurre il fatto che è Natale, e in qualunque casa io entri, dalla mia a quella dell'amica della fidanzata di mio fratello, è stracolma di ogni genere di cibo che mi viene prontamente offerto. Oppure il fatto che io mi trovi in piena sindrome mestruale (cosa che una volta al mese mi consente di scusare in maniera plausibile il fatto che io m'ingozzi come un animale). Ma la realtà non cambia: mangio come un cane, mangio quanto mi dai e quanto trovo in giro. E purtroppo non ci sono ripiani troppo alti per me, non ho il divieto di salire sul tavolo e divorare il pandoro, sono bipede ed ho i pollici opponibili. Cosa può fermarmi? A parte il vomito, niente!

Ora, quante calorie avrà una crostatina? O meglio: quante calorie avrà una crostatina dopo cioccolatini, caramelle gommose, grissini, alle 4.40 di notte prima di andare a letto? 800? E anche glissando sull'inspiegabile fatto che io non ingrassi, il mio corpo cosa penserà vedendosi arrivare pasta frolla, carboidrati, zuccheri, burro, cioccolato alle 5 di mattina? Probabilmente che stiamo partendo per un pellegrinaggio a Santiago De Compostela, non certo che la mia prossima, geniale, mossa sarà fumarmi una sigaretta e andare a dormire!

giovedì 25 dicembre 2008

AND SO...


This is Christmas

martedì 23 dicembre 2008

HAPPY BIRTHDAY, MY DARLING!!!


Era una notte buia e tempestosa, precisamente il 23 dicembre 1990 quando, sul far del giorno, venne al mondo una paffuta bambina dai riccioli d'oro. Esattamente oggi, questa "bambina" compie 18 anni. Sono passati 18 anni ed io ricordo il giorno in cui è nata, mi sembra incredibile. Quando mia zia l'ha portata a casa ero curiosa e allo stesso tempo protettiva per quell'esserino innocente che mi fissava da sopra il letto, troppo piccola per capire realmente cosa comportasse avere un bambino da accudire, facevo un sacco di domande a mia zia. Ricordo un giorno, mentre eravamo in camera e la piccola era placidamente stesa sul fasciatotio, le chiesi se avesse fatto il cesareo, e poi le chiesi che cosa fosse questo CESARIO. Ho visto Sara muovere i primi passi, ridere e piangere senza motivo, io stessa l'ho fatta ridere, e forse anche piangere, l'ho vista crescere, l'ho sentita "fare la voce da uomo", abbiamo fatto le capanne insieme, guardato film, mangiato schifezze, ho avuto la fortuna di assistere al suo " BedeBede", così tenero e buffo che era impossibile resisterle, ho riso a crepapelle quando diceva di volere i PORCONN invece dei pop-corn, o quando raccontava di essere stata con la mamma al Porco incapace di dire Porto; l'ho iniziata ai peggiori film di paura, ma anche ai goonies (cui ovviamente ero stata a mia volta iniziata da mio fratello), infinite volte abbiamo giocato nel giardino di casa, ci bussavamo al muro di confine tra casa mia e casa sua per chiamarci e progettavamo di farci un passaggio, in quel muro; abbiamo anche litigato, ma si sa, 6 e 12 anni sono due età estremamente diverse; abbiamo guardato le stelle sdraiate a pancia all'aria la notte di San Lorenzo, abbiamo fatto esperimenti culinari immangiabili, abbiamo dormito insieme, siamo state sveglie tutta la notte a parlare e prima di andare a letto abbiamo preso un thè sul terrazzo col sole appena sorto, abbiamo giocato a trivial cimentandoci in vergognosi metodi di suggerimento per cui saremo ricattabili a vita, abbiamo riso come due sceme fino a sentir male alla pancia progettando una carrucola+ coperta che porti dal salotto alla camera quando si è stanchi, abbiamo passato ore ed ore al telefono a parlare di tutto, ho assistito alla "teierizzazione"del suo naso, lei ha assistito al mio scandaloso abbigliamento adolescenziale, abbiamo fatto il bagno nell'acqua gelida di lago insieme, abbiamo giocato a frisbee in piazza fino alle 6.30del mattino, l'ho fatta guidare per la prima volta (ovviamente mi riferisco ad una macchinina a pedali),abbiamo fatto i percorsi, pattinato sul terrazzo, preparato una coreografia anni'50, ballato sotto la pioggia in giardino...
Ed ora mi rivolgo a te, cugina nell'albero genealogico, ma sorella nel cuore, per farti gli auguri più sinceri che si possano fare alla propria sorella, perchè spero che tu sia felice, che tu trovi la tua strada, perchè spero che tu non perda mai la disarmante sincerità e la determinazione che ti caratterizzano, per dirti che sono fiera di te, che il mio appoggio è e sarà sempre incondizionato, che sarò la tua spalla su cui piangere e la "sorella grande" con cui ridere e sparare cazzate, che avrei sempre voluto avere una sorella, e potendo scegliere se avere te o un sorella biologica, io sceglierei comunque te, che sei una delle persone più importanti della mia vita, per dirti di goderti questi 18 anni con tutto ciò che comportano,pacchetto completo, dalle gioie ai dispiaceri, dalle difficoltà alle vittorie, perchè sono importanti; per dirti che ti voglio bene, per ricordarti che se tu avessi bisogno di me, verrei da te anche se fossi in capo al mondo, perchè come ti ho cambiato il pannolone 18 anni fa, te lo cambierei tra 70 anni - o, più probabilmente, lo farai tu a me tra 50, hahahaha-!


BUON COMPLEANNO SORELLINA!
TI VOGLIO BENE

martedì 16 dicembre 2008

AMLETO MI FA UN BAFFO...anzi, un pelo del naso!


Tutto il giorno in giro per il christmas-presents-tour, da mattina a sera. Alle 19.30, in preda ad un craving di fame allucinante, passo per una strada un po' malfamata in zona stazione, e cosa vedono i miei occhi stanchi? dentro ad un chioschetto-edicola, il rispettabilissimo signor giornalaio - che come se non bastasse assomiglia a Giuliano Ferrara-, se ne sta beato a guardare i passanti mentre, con un paio di cesoie che avrebbero segato una quercia secolare, si trastulla il naso stagliuzzandosi distrattamente i peli! Non si guarda allo specchio, no! Lui guarda i passanti, come stesse facendo un gesto abitudinario, tipo tirar fuori un fazzoletto dalla tasca, con aria assente! solamente che al posto di avere un innocuo fazzoletto di carta, infilato nel naso ha una forbice di 25 cm! Ora, io mi domando e dico: sarà colpa della fame atomica o veramente in quel chiosco c'era Giuliano Ferrara con un paio di cesoie infilate nel naso???

mercoledì 10 dicembre 2008

BRILLANTE COME UNO ZEFFIRO

Sono stati giorni lunghi quelli appena trascorsi,giorni tutti uguali: sveglia alle 14.30,a letto alle 7 di mattina e nel mezzo studio continuo. Sono uscita tre volte, una per andare all'ataf a protestare per l'incidente, la seconda per andare a fare la spesa e la terza per fare una passeggiata di venti minuti. Durante questa assenza,mi sono piacevolmente incantata davanti all'astuzia di Cavour,che avevo seppellito e archiviato nel file "elementari", ho partecipato alla spedizione dei mille con Garibaldi, ho chiacchierato amabilmente con Gregorio XVI , davanti a un bordeaux del '74, mentre lui mi parlava delle sue encicliche, sono stata alla fortezza dello Spielberg con Silvio Pellico(e Alessio)... Tutto questo per dire che, anche se non mi piace, anche se la reputo noiosa, troppo particolareggiata e- per me- assolutamente ostica, ha decisamente il suo fascino. Ovviamente sto parlando della Storia. Non riesco interamente a capire il significato e il gusto che si possa provare nel sapere che Luigi XV soffriva di indigestioni, o le abitudini sessuali del Re Sole, ma ammetto che la storia possa davvero essere interessante.L'esame è andato bene, il brillantissimo Zeffiro,(di nome e di fatto) ha premiato i miei sforzi un bel 28 che ricaccia giù l'amarezza per quel famoso 19, e mi sento bene, sono felice di aver dato quest'esame e che sia andato così.
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Ora, finalmente, in quello che è uno dei miei periodi preferiti, posso dedicarmi a tutto ciò che c'è da fare a Natale: decorazioni, dolci, regali, liste, biglietti. E ciò che amo di questo periodo è l'atmosfera che si respira. In una citttà come Firenze, è impossibile non sentirla; lunedì in via Gioberti c'erano, sparsi qua e la, cori a cappella che intonavano canzoni di natale, i bambini battevano le mani felici,i cani indossavano cappottini in tartan intonati a quelli dei loro padroni, ed io passeggiavo in mezzo a tutte queste famiglie,alle ragazze vestite da babbo natale che distribuivano caramelle,alle luci e al profumo di Natale tutta infreddolita, coi paraorecchie e il viso affondato nella sciarpa, godendomi qesto scorcio di feste natalizie e assorbendo tutta l'energia possibile, per poi tornarmene sui libri. Da qualche giorno ho iniziato la mia annuale ricerca dei regali, ma quest'anno mi sento un po' a corto di idee...non so, forse devo ancora riprendermi dal post-esame, o forse è tutta questa pioggia che annienta un po'la mia vena creativa, fatto sta che finora ho fatto solo un regalo. Per il resto, tutto ciò che ho visto in giro o non m'ispirava per niente,o costava troppo, oppure si trattava-dopo attenta valutazione-di cose che solo io avrei potuto apprezzare, come gli stivali da pioggia di hello kitty/gli stampini per biscotti a forma di winnie pooh/le borsette da nonnina dei negozietti vintage/lo stampino per toast che ti scrive "i love you" sul pane. Quindi devo organizzare le idee e smettere di pensare : "nessuna delle mie amiche potrà NON AMARE questi adorabili paraorecchie a forma di muflone viola"! Adesso sarà meglio concludere questo post sconclusionato, andrò a fare un giretto su e-bay per vedere se trovo qualche idea!
Cavour ed io all'epoca degli accordi segreti di Plombières, gli ho fatto da entreneuse alle terme.


venerdì 5 dicembre 2008

FOTO-DENUNCIA

Le telecamere di sorveglianza poste su ponte Alle Grazie, luogo dell'infausto incidente, hanno registrato l'accaduto. Ecco una prima immagine in anteprima.

mercoledì 3 dicembre 2008

TRAVOLTO DA UN INSOLITO DESTINO IN UNA UGGIOSA GIORNATA DI NOVEMBRE


Metti un martedì qualunque della tua vita. Metti che, come ogni altro giorno che dio manda in terra, ti alzi presto per andare al lavoro o all'università. Metti che, come sempre, fai colazione, esci di casa un po'di corsa con la sigaretta in bocca, le chiavi del lucchetto della bici e il K-way, perchè piove anche, in quel martedì uguale a tanti altri. Metti che inforchi la bici e percorri la stessa strada che fai ogni mattina e arrivato in QUEL punto preciso, che anche stamattina è uguale a sè stesso attraversi la strada, come ieri e ieri l'altro.Fin qui, niente di diverso dal solito. Ma a quel punto arriva un autobus, lanciato in curva e ti travolge in pieno. Ti prende con l'angolo sinistro del veicolo,e in un nanosecondo ti riporta violentemente fino a dove ti trovavi qualche secondo fa- cioè all'inizio dell'attraversamento pedonale- e, mentre tu scivoli per l'attrito sulla parte anteriore dell'autobus,ci finisci sotto, schiantato a terra con violenza dalla forza che può avere un autobus ai 30 all'ora in curva su una persona. Hai tutto il tempo per renderti conto che un autobus ti è venuto addosso,per pensare che continua a trasportarti con violenza, dove non si sa, per scivolarci sotto e vedere un ammasso di carrozzeria dal peso incalcolabile sopra di te che continua ad avanzare, chiudere gli occhi per allontanare l'immagine di te schiacciato da questo pachiderma e pensare. "Ecco, è finita...". Non senti più niente, continui a tenere gli occhi chiusi, in attesa che la spada di Damocle ti cada sulla testa,ma senti che qualcuno ti afferra e riapri gli occhi. Sei vivo. Le persone si ammassano intorno a te e ti bombardano di domande con la faccia sconvolta; tu non riesci nemmeno a pensare, figuriamoci a parlare! Senti solo l'espressione della morte sul tuo viso, precisamente della morte scampata. E' assurdo, quante cose possano accadere in pochi secondi.Pochi secondi di differenza determinano la nascita di una persona piuttosto di un'altra, puoi effettuare una ricerca su google che ti dica esattamente la densità di popolazione del Brukina Faso, puoi conoscere la persona con cui trascorrerai il resto della tua vita, l'esito di un intervento può essere ribaltato,puoi morire. E puoi credere di morire e riuscire a salvarti. Il tutto in una manciata di secondi. La vita è così fragile e incerta... e pensare che ognuno di noi è convinto del contrario, ognuno di noi è convinto che a noi non possa succedere, che queste cose capitino sempre agli altri. E ogni tanto "gli altri" diventiamo noi. Per fortuna è finita bene, il destino/la fortuna/Dio ha deciso che non doveva andare così. E Stè e qui con me, a raccontarmi di una signora che, subito dopo l'incidente, quando lui era ancora per terra attonito, gli ha chiesto: "ma è lei quello che l'autobus ha travolto?". Sorride e, guardando curioso le sue prime lastre, mi dice :"sai, quando ero la sotto mi sei venuta in mente tu.E mi è venuta in mente A.".