venerdì 3 aprile 2009

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Vi capita ancora di lasciarvi stupire dalla vita? Parlo delle cose più semplici, delle vostre città, le stesse che vedete ogni mattina da vent'anni o forse più, delle cose che vi circondano, delle persone... Le persone poi... ecco, le persone sono qualcosa di straordinario,qualcosa di così irriproducubile,unico e incredibilmente imperfetto che a volte rimango senza fiato per qualche secondo. E mi succede sempre quando incontro quel genere di persone che, per qualche motivo, attirano la mia attenzione, che mi sembrano, come dire... speciali, diversi, non saprei da chi e da cosa, solo diversi, spogliati per qualche istante, da quella patina di uniformità con cui tutti, più o meno, ci vestiamo quotidianamente. Ho incontrato un uomo, qualche anno fa, abbiamo condiviso poco,pochissimo, quasi niente. Tre giorni. Tre giorni nei quali siamo sempre stati in pigiama, pochissime parole, non ricordo nemmeno il suo nome, nè dove vive, ricordo solo che era un omone di quasi due metri, di una gentilezza disarmante e con gli occhi di un azzurro così intenso da sembrare acquamarine. E ricordo il suo pigiama a righe. Sembrava il signor Rossi, proprio quello dei materassi, soltanto un po' allungato. Nel reparto eravamo gli unici a non riuscire a dormire la notte, così alle due o giù di li, mentre me ne stavo a cercare le stelle nascoste dietro un cielo piangente, guardando fuori dalla finestra della sala d'attesa,dove filtrava una luce così debole da farci sembrare completamente blu, lui arrivava alle mie spalle,ciabattando silenziosamente dalla camerata maschile, ci scambiavamo un sorriso e ci sedevamo sulle sedie fredde dell ospedale; qualche parola, ma così inutili che ciò che ricordo di quelle notti sono i silenzi, seduti l'uno a fianco all'altra,in pigiama. E poi ricordo che mi offriva sempre un ghiacciolo. All'anice. Questa dev'essere stata una delle poche parole che gli ho detto:"Anice, grazie". Ciabattava fino all'nfermeria e tornava con due ghiaccioli. E lui, che riusciva a parlare un po più di me, mi ha parlato della sua famiglia, di sua moglie, forse lavorava in campagna, ma non ne sono sicura. Non so niente di lui, non so il suo nome, di dove sia, che fine abbia fatto, siamo stati seduti vicini in silenzio per tre notti, nient'altro. Eppure mi sembra di averlo conosciuto. Eppure ho la sensazione di aver condiviso qualcosa di prezioso con lui. Forse il fatto di trovarci afoni, nell'impossibilità di comunicare nel modo più efficace che ci viene insegnato; forse il fatto di essere stati compagni di "sventura"; forse il fatto di trovarci li, soli, in pigiama, con la sola luce della luna... E'un paradosso solo pensarlo, ma credo che il fatto di non riuscire a comunicare, di trovarci improvvisamente incapaci di ciò che ti insegnano essere indispensabile, ci abbia in qualche modo unito, come altrimenti non poteva essere. Ed ogni tanto ripenso a quelle notti, silenziose, ovattate come quando sei sott'acqua, al suono della pioggia battente, a quella luna che sembrava parlare al posto nostro, alle risa miste al dolore per aver riso delle rispettive ciabatte. E mi chiedo: signore con il pigiama a righe chissà dove sei, come stai...Magari se ti rincontrassi "vestito" e parlante non saprei riconoscerti, forse abbiamo tutti una sensibilità sconosciuta, che aspetta solamente che ce ne stiamo un po'zitti per poter parlare . E mi chiedo, sei felice,signore col pigiama a righe?

9 commenti:

gowen ha detto...

Ciao , ho letto con piacere il commento al mio post. In effetti hai ragione non ci ho capito molto però sprigionava simpatia ed è questo che conta.

se posso lasciare traccia su quello che hai scritto qui in questo post , direi che la vita stupisce sempre , ogni volta succede qualcosa di imprevedibile nel bene e nel male. Te lo dice uno che di "sorprese" ne ha avute tante.

un saluto
gowen

carpe diem ha detto...

fango è uno dei tuoi soliti sogni,o è successo veramente?
credo che dietro a tutto questo si nasconda qualcos'altro, forse un po' di tranquillità.

carpe diem...

ClaGio ha detto...

se era un sogno ci sarebbe molto da dire..
se non lo era, ci sono persone che ci cambiano la vita anche solo per un secondo.
sembra quasi la figura di un racconto...
complimenti per il post, che definirei onirico!
gio

miwako ha detto...

non era un sogno, tutto surrealmente vero, così quotidiano, semplice e staordinario allo stesso tempo, che mi chiedo come faccia la vita ad essere così bella e inaspettata proprio nelle cose più ovvie.
Grazie per i complimenti ^_^

Livingstone ha detto...

C'è sempre qualcuno da conoscere, in questa vita. Sempre, anche dietro l'angolo piùinaspettato. E mi dispiace solo dire una cosa banale commentando un post che di banale non ha nulla.

miwako ha detto...

@livingstone:non è bello scordarsi di come la vita ti stupisca e che,puntualmente, sia lei stessa a ricordartelo? Fosre ciò che dici sarà banale, ma incredibilmente vero.

Anonimo ha detto...

lacrimuccia!...ma ti ricordi quando ti chiamai tutto contento per farti sentire gianna!?? tu nn riuscivi a parlare e quindi a dirmi che nn ti piaceva....io sentendo solo mugolii pensavo ti piacesse!!ahahaha issimissimo

miwako ha detto...

oddiooo è vero, me l'ero scordata!Comunque,anche se gianna non mi piaceva sei stato troppo tenero. E ricordo anche che chiamavi grazia per sapere come stavo :'),bellino!!!issimo

Gab ha detto...

oddio che storia.. Incredibile a leggersi, adesso. Incredibile!

^_^