mercoledì 21 aprile 2010

NON SI PICCHIANO QUELLI CON GLI OCCHIALI


Non so perchè, è uno di quei clichè che ti entrano in testa fin quando sei bambina, senza un motivo preciso, solo per sentito dire. Cose che tutti sanno ma nessuno sa perchè, come "le donne non si toccano nemmeno con un fiore", o " una mela al giorno toglie il medico di torno", ma questa, che per ovvi motivi mi si addice più di altre, forse non è proprio così universale come credevo. Una mia cara amica mi deride ogni volta che le dico che "non si picchiano quelli con gli occhiali", dicendo che è una cosa che mi sono inventata io solo a mio uso e consumo. In realtà, sono certa voi lo sapete, non si tratta di qualcosa che dico io, si tratta di una verità assoluta, come il fatto che non si mescola l'aspirina con la coca cola, nessuno può dire il contrario e tutti lo sanno. E invece qualcuno osa.

venerdì 9 aprile 2010

FROM RUSSIA WITH LOVE

Di ritorno dalla Russia, cerco di concentrarmi sulla famigerata tesi che scalpita d'impazienza, aspettando di essere scritta... ma come si fa, quando c'è così tanta bellezza nel mondo? Chiamatemi naïve, ma non riesco a smettere di pensare alle strade di San Pietroburgo, alla sua immensità, alle poetiche rive del Neva, alla commovente bellezza della cattedrale del sangue versato, alla maestosità del palazzo di Caterina, alle meraviglie dell'Hermitage, all'immensità del Palazzo d'Inverno, alla cattedrale di Sant'Isacco, ai mosaici così imponenti da mettere i brividi.
E poi le chiese ortodosse con i cimiteri annessi, la cucina russa, le matrioske, l'ombra del comunismo palpabile come una patina di polvere a ricoprire vecchi soprammobili, la povertà, le persone che si inginocchiano e pregano fuori dalla chiesa al tramonto, la sontuodità degli antichi palazzi, la gente che fuma nei locali, la bellezza di una lingua incomprensibile. Tre giorni non sono abbastanza per vedere tutta la città, ne puoi solo intravedere la bellezza, assaggiare velocemente i sapori, annusare l'aria che odora di storia e di polvere e poi tornare alla vita di sempre, con quel retrogusto amaro che caratterizza ogni ritorno, specialmente da un luogo in cui non sai quando e se tornerai, portando con te le sensazioni, i colori, i pensieri di un posto lontano. La casa di Dostoevskij, Gogol, Nabokov, Pushkin e Tolstoj, le strade in cui Anna Karenina ha passeggiato pensando a Vronsky, le orme degli Zar, il luogo dell'assassinio di Rasputin.... Si respira storia, sofferenza, letteratura, arte, povertà e magneficenza, e così si conclude il mio viaggio a San Pietroburgo, una toccata e fuga nella città dai 600 ponti, che mi fa desiderare ardentemente di tornarci, magari con la mamma.