giovedì 29 luglio 2010

FORSE QUALCOSA RESTA


Sorseggio un orzo caldo, ascolto musica prima sconosciuta e respiro l'aria intrisa di pioggia e di una vaga tristezza. La finestra spalancata, lascio entrare qualcosa di nuovo, o forse aspetto che qualcosa esca. Ho visto il suo viso ed è stato come vedere ciò che resta di LEI. So che non si tratta di LEI ma di sua madre, come sono sempre stata consapevole della somiglianza impressionante tra di loro, ma era una cosa a cui mi ero abituata col passare degli anni, una cosa quasi piacevole nella misura in cui mi ha sempre fatto sentire quella connessione con qualcuno che non c'è più. Ma oggi, quella smorfia, quel sorriso buffo che era solo SUO, per un istante, una frazione di secondo, breve e improvviso come una stella cadente, ha attraversato il suo volto, ed è stato come uno squarcio nella pancia. E lei è diventata LEI. E la madre è diventata la figlia. Siamo tutti figli delle nostre madri. E a volte, quando la vita è particolarmente ingiusta, ciò che resta di noi non sono i nostri figli, ma le nostre madri, custodi silenziose di una dolorosa eredità antecedente e postuma alla nostra esistenza. A volte avanti non si può andare, perchè la vita ti ferma prima. E allora non resta che guardare indietro, ciò da cui siamo stati generati è ancora li, anche quando noi non siamo più, quindi in qualche modo siamo ancora, anche quando non siamo più. O forse è solo questione di punti di vista, il mio nel caso, di chi nonostante il cinismo reiterato e convinto nei confronti di ciò che riguarda la morte e la supposta vita dopo la morte, si concede ogni tanto l'imperdonabile lusso di pensare, nelle profondità abissali dell'anima, negli anfratti più nascosti e inesplorati dell'ES, che forse qualcosa resta. Sempre.

martedì 27 luglio 2010

WHAT ABOUT LOVE?


" 525.600 minuti, 525.600 momenti tanto cari. 525.600 minuti, come si misura,? Come si misura un anno? In luce diurna, in tramonti, in mezzanotti, in tazze di caffè. In pollici, in miglia, in risate, in litigate. In 525.600 minuti, come si misura un anno di vita? Chne ne dite dell'amore?". E' così stupido, il tempo passa e noi ci accontentiamo di misurarlo in anni, giorni, ore, minuti, e non ci accorgiamo nemmeno di quante unità di misura potremmo scegliere, di quanto la nostra vita sarebbe migliore se solo ci fermassimo a pensare a quante volte abbiamo riso in un anno, a quanto abbiamo amato, pianto, dato, ricevuto, a quanto siamo cresciuti, a quante volte ci siamo sentiti felici, a quante volte avremmo dovuto sentirci grati per questa vita, a quante volte avremmo dovuto realizzare di essere fortunati per l'amore, gli amici, la famiglia, la bellezza che c'è nel mondo e per avere occhi per vederla. E lo so che è difficile, non farsi inghiottire dal canonico modo di misurare il tempo, so che è più facile pensare " mancano ancora sei settimane e poi finalmente sarò in vacanza", invece di " perchè aspettare sei settimane per dare un senso alle giornate che non sia il lavoro?", so che il più delle volte nascondiamo la testa in una quotidianità routinaria che ha ben poco di straordinario, ma credetemi quando dico che lo straodrinario c'è, basta saperlo vedere, basta cercare nei posti giusti, cioè dove non ci verrebbe mai in mente di guardare. E non perchè troppo strani ma perchè troppo ovvi. Guradi nel cassetto dei calzini alla ricerca dei tuoi preferiti, quelli a righe rosse e blu, ma non ci sono; così inizi a rovistare tra i vestiti, per finire a controllare anche il congelatore. Rassegnato ai calzini tinta unita, torni a guardare nel cassetto dei calzini, così, giusto perchè non si sa mai siano riapparsi dal nulla in cui erano stati inghiottiti. E ci sono, proprio li, nascosti tra un paio di calze bucate che non ti decidi a buttare e e un paio di mutandoni da tanto-dormo-da-sola. Non avevi guardato bene proprio nel posto più ovvio. La vita è la stessa cosa. Lo straordinario non va cercato nei grandi gesti, nelgli eventi, ma nelle piccole cose quotidiane. Lo straordinario è nell'ordinario. Basta avere occhi per guardare. Cercate di ricordarvelo tra un impegno e l'altro. Lo farò anch'io.

martedì 20 luglio 2010

I ♥ HEL(L)SINKI

Un mese. Un mese fa sono tornata dalla Finlandia. Ed è diventato reale. Se prima mi sembrava impossibile essere a casa, ora non mi sembra vero di aver vissuto ad Helsinki per sei mesi. Realtà- immaginazione, verità-finzione, tangibile-chimerico. Qualcuno mi spiega come trovare la via di mezzo?