martedì 27 luglio 2010

WHAT ABOUT LOVE?


" 525.600 minuti, 525.600 momenti tanto cari. 525.600 minuti, come si misura,? Come si misura un anno? In luce diurna, in tramonti, in mezzanotti, in tazze di caffè. In pollici, in miglia, in risate, in litigate. In 525.600 minuti, come si misura un anno di vita? Chne ne dite dell'amore?". E' così stupido, il tempo passa e noi ci accontentiamo di misurarlo in anni, giorni, ore, minuti, e non ci accorgiamo nemmeno di quante unità di misura potremmo scegliere, di quanto la nostra vita sarebbe migliore se solo ci fermassimo a pensare a quante volte abbiamo riso in un anno, a quanto abbiamo amato, pianto, dato, ricevuto, a quanto siamo cresciuti, a quante volte ci siamo sentiti felici, a quante volte avremmo dovuto sentirci grati per questa vita, a quante volte avremmo dovuto realizzare di essere fortunati per l'amore, gli amici, la famiglia, la bellezza che c'è nel mondo e per avere occhi per vederla. E lo so che è difficile, non farsi inghiottire dal canonico modo di misurare il tempo, so che è più facile pensare " mancano ancora sei settimane e poi finalmente sarò in vacanza", invece di " perchè aspettare sei settimane per dare un senso alle giornate che non sia il lavoro?", so che il più delle volte nascondiamo la testa in una quotidianità routinaria che ha ben poco di straordinario, ma credetemi quando dico che lo straodrinario c'è, basta saperlo vedere, basta cercare nei posti giusti, cioè dove non ci verrebbe mai in mente di guardare. E non perchè troppo strani ma perchè troppo ovvi. Guradi nel cassetto dei calzini alla ricerca dei tuoi preferiti, quelli a righe rosse e blu, ma non ci sono; così inizi a rovistare tra i vestiti, per finire a controllare anche il congelatore. Rassegnato ai calzini tinta unita, torni a guardare nel cassetto dei calzini, così, giusto perchè non si sa mai siano riapparsi dal nulla in cui erano stati inghiottiti. E ci sono, proprio li, nascosti tra un paio di calze bucate che non ti decidi a buttare e e un paio di mutandoni da tanto-dormo-da-sola. Non avevi guardato bene proprio nel posto più ovvio. La vita è la stessa cosa. Lo straordinario non va cercato nei grandi gesti, nelgli eventi, ma nelle piccole cose quotidiane. Lo straordinario è nell'ordinario. Basta avere occhi per guardare. Cercate di ricordarvelo tra un impegno e l'altro. Lo farò anch'io.

2 commenti:

carpe diem ha detto...

occhi per guardare , a volte non gli abbiamo proprio,ora invece credo di usarli pure troppo...
amare la quotidianità e i piccoli gesti non sempre è facile e sai perchè?abbiamo gli occhi altrove che guardano oltre a quello che possediamo,perchè quello che abbiamo ottenuto non ci basta ,ma vogliamo ancora ancora ancora di più.
chissà se la nostra sete passerà...

miwako ha detto...

la sete non si placherà mai, è questo che ci fa crescere, l'unica cosa che possiamo fare è apprezzare veramente l'acqua quando ci fermiamo a bere. E poi via, di nuovo, a cercare altre oasi.