lunedì 30 agosto 2010

AUTUMN

Francoforte sul Meno, 2008

L'estate se n'è andata. Forse tornerà, giusto il tempo di cambiare i vestiti nell'armadio, farci credere che è davvero finita, e magari tornerà facendosi beffe di noi. O forse no, e stavolta sarà l'autunno ad arrivare in anticipo. Con l'incedere maestoso e teatrale che spesso lo contraddistingue, una tempesta l'ha portato fin qui decisamente prima del previsto. E devo ammettere che la sorpresa mi è stata gradita. Sentire l'aria pungente sul volto mentre cammino per le strade del mio paese, tirare fuori quel vecchio golf che da anni accompagna ogni cambio di stagione, lasciarsi sorprendere dalla voglia improvvisa di starsene a casa, a fare un dolce, due chiacchiere con le amiche, mentre il profumo di vaniglia e cioccolato pervade la cucina. Perciò, contrariamente al popolo dei vacanzieri, a chi ha prenotato le vacanze ora "perchè costano meno e si sta tranquilli", a chi se ne starebbe volentieri altre due settimane all'ombra di un ombrellone a sorseggiare mojitos, io sono entusiasta di questo autunno un po'prematuro: vento tra i capelli, sciarpe colorate, foglie secche che scricchiolano sotto stivali di gomma, pop-corn e maratona Sex and the City, colori settembrini, marmellate di fichi, passeggiate nei parchi con la punta del naso infreddolita ... Questa per me è una situazione anomala, mai in 26 anni di vita mi sono ritrovata felice della fine dell'estate, ma suppongo si tratti della scia lasciata da quello che mi piace chiamare "Mal di Finlandia", e suppongo anche che l'estate per me non sia mai realmente iniziata. Forse il prossimo anno mi ritroverò con un bisogno viscerale di calore, sole, sabbia tra le dita e odore di salsedine; ma fino ad allora, credo mi godrò il freddo, che tanto mi manca della città Bianca del Nord.

sabato 28 agosto 2010

DREAMER'S HEART

Qual era il vostro sogno da bambini? Quello che vi teneva svegli la notte, nei vostri letti, a fantasticare su come sarebbe stato bello se si fosse avverato, ne avevate uno uno? Ne sono certa. Il mio primo sogno in assoluto, è stato fare l'acrobata, più esattamente la contorsionista. Guardavo il circo in tv, e sognavo come sarebbe stato bello percorrere una fune in equilibrio sulle mani, per poi piegarmi in 4 e rinchiudermi in una scatola trasparente, con il corpo al contrario e i piedi accanto al viso; sognavo quei costumini viola pieni di paillettes, affascinata dai gesti aggraziati delle circensi asiatiche, ammaliata da quei piccoli corpi che sembravano vetro fuso, luccicante e malleabile. Così indossavo il body di qualche cugina più grande (col malcelato intento di assumere portamento, grazia e movenze di Cindy Crawford durante le sue lezioni di aerobica in videocassetta), e mi contorcevo sul divano, simulando una grande performance. Gambe e braccia erano già incredibilmente lunghe, e con la tipica elasticità che rende i bambini a prova di rimbalzo e quasi indistruttibili, me ne stavo li, con una gamba dietro la testa, ammirata da un pubblico concitato , convinta non applaudissero solo in quanto esseri invertebrati, ad immaginare una vita tra funi tese da un paese all'altro, carovane un po' fatiscenti e piene di lampade, Moira Orfei che ci chiamava per il te delle 5 , cerchi di fuoco a creare il perimetro della doccia (rigorosamente sotto le stelle) e trapezisti che mi portavano la colazione a letto con un triplo salto carpiato e una rosa in bocca. E sapete qual è la cosa buffa? Che ci ho creduto davvero. Fino a che non è subentrata la genialata successiva, davvero pensavo avrei fatto la contorsionista. Tuttora, ogni tanto, mi capita di ritrovarmi con la gamba dietro la testa, oppure attorcigliata in posizioni improbabili nel vano tentativo di entrare nel cestello della lavatrice ad immaginare vite che non sono la mia ... sarà che una piccola parte di noi, rimane bloccata li, a quando hai 5 anni e tutto, ma proprio tutto, ti sembra possibile.

Qual era il vostro sogno?

sabato 21 agosto 2010

CHI TOCCA IL GIALLO MUORE... E CHI TOCCA IL VERDE ACIDO?

Chi mi conosce lo sa, la sobrietà non è mai stata il mio forte. E' un dato di fatto, non sono una persona discreta. E non mi riferisco alla capacità di non farsi gli affari altrui, in quello sono anche troppo brava, troppo distratta e poco interessata per accorgermi che all'ultimo festino in spiaggia S. non stava con P. ma - udite udite -, con F.; mi riferisco alla capacità di passare inosservata in mezzo ad una folla, la sottile arte di non farsi notare. E la cosa che mi affascina è che, nella maggior parte dei casi, questi muti esserini sociali senza labbra ma con grandi orecchie, captano ogni cosa senza farsi notare, come avessero antenne invisibili che spuntano alte dalla sommità della testa. Io ho le qualità opposte: faccio rumore quando mi muovo, tanto per cominciare; un ridicolo fracasso, una specie di rumoroso "frrrrrrrr" seguito da uno pseudo-potpottio da furetto gigante. E non capto un bel niente. Le mie antenne, se mai le ho avute, suppongo siano state tagliate per sbaglio insieme alle tonsille, qualche anno fa. Se al tutto si aggiunge 1.80 di altezza con braccia estendibili fino a perdita d'occhio, si capisce in fretta che la sobrietà non abita questo corpo. Purtroppo non posso farci niente. Tutto questo pippone sulla sobrietà, ad altro non serve se non ad arrivare, con la grazia che mi si confà, a parlarvi del mio ultimo acquisto. Trattasi di lunghissima giacca di lana verde acido, con polsini ampi e particolarmente voluminosi, e collo altrettanto voluminoso, a tal punto da impedirmi quasi la visuale ai lati. Ho fatto la ronda a questa giacca per 3 anni. Il primo anno costava troppo; il secondo anno costava sempre troppo ed avevano esaurito il colore che volevo (viola); quest'anno, finalmente, è mia. Il verde acido non è mai stato nelle mie grazie, probabilmente non rientra nemmeno nella mia concezione di "colore"; ma per qualche ragione che ancora mi sfugge, per qualche arcano motivo, c'è una sorta di alchimia degli elementi che la rende semplicemente fantastica. Avete presente quando si dice di qualcosa che è "ottimo sulla carta, ma fallevole nella pratica"? Qui ci troviamo di fronte all'esatto opposto: Terrificante in teoria, ma eccellente nella pratica.
Per questo, mi farò forte della mia vivace vena naive (se così vogliamo chiamare il coraggio di portare in giro il mio metro e ottanta avvolto in una palandrana color vomito), e sfoggerò con orgoglio la mia giacca verde acido. Erano anni che non ero così felice nel fare un acquisto, sarà che è qualcosa per cui ho aspettato tanto, sarà che l'ho pagato davvero poco, o sarà a causa di quel suo inconfondibile colore, fatto sta che la adoro! Detto ciò smetto di ammorbarvi con le mie elucubrazioni su quanto dista la sobrietà dal verde acido e, maglia-sacco dai colori fluo e mascherina alla mano, me ne vado a dormire. Sobria, anche in tenuta notturna!

venerdì 13 agosto 2010

PENSIERO DELLA BUONANOTTE




Qualcuno ha detto che la notte è la parte migliore del giorno. Ma che cos'è la notte? La gestazione di un nuovo giorno, o l'ultimo respiro di un giorno già morto? Impossibile rispondere; il giorno, la notte, sono come l'infinito. Dormire, pensare, fare l'amore, piangere, parlare, sognare, qualsiasi cosa sia per ognuno di voi, la notte ha in sè qualcosa di speciale. Provate a pensare alle stelle, qualunque cosa voi stiate facendo, avete la certezza che alzando gli occhi al cielo, aprendo una finestra, uscendo da un posto qualunque, le troverete li, splendenti come diamanti, a prescindere da ogni cosa. Non è semplicemente straordinario? E allora buonanotte a chi non c'è più, a chi sta lavorando, a chi sta facendo l'amore, a chi sta parlando sotto una coperta di stelle, a chi sta litigando, a chi dorme, a chi soffre d'insonnia, a chi rimane sveglio per il pianto di un bambino, a chi è tromentato dai rimorsi, a chi pensa che domani è un altro giorno, a chi fuma l'ultima sigaretta sul terrazzo, a chi aspetta il rientro di qualcuno, a chi si addormenta leggendo un libro, a chi non dorme mai senza calzini, buonanotte e basta. Qualunque cosa significhi per ognuno di voi.

lunedì 9 agosto 2010

TANTO PER LA CRONACA...

Mi rallaccio ad un post precedente, per essere esatti questo . "Non si picchiano quelli con gli occhiali", questo il succo. Per sfatare l'erronea e poco documentata credenza che sia frutto della mia mente, posto qui qualcosa in cui sono incappata proprio ieri; una tavola di Schulz, grande poeta della vignetta, maestro della sintesi, genio dalla comicità paradossale. E se lo diceva pure Schulz, scusatemi ma significa che una platea intera era in grado di coglierne il senso. Che poi io sfrutti questo proverbio a mio vantaggio, è un'altra storia.

martedì 3 agosto 2010

THE THIRD EYE



Apritelo. Apriamolo. ce l'abbiamo tutti.
(Foto scattata in un bagno ad Helsinki, maggio 2010)

domenica 1 agosto 2010

✿*゚‘゚・✿.。.:* HAIKU *.:。✿ ・゚’゚*✿

Piume Di Vita
Danzano Oltre L'ombra
Suona Il Vento.