domenica 5 settembre 2010

GLI ALTRI SIAMO NOI




Ognuno di noi, nei recessi dell'inconscio, crede di essere indistruttibile. E' un dato di fatto. Cose come malattie incurabili, uno tsunami che annienta la casa e la vita, la povertà, sono cose che capitano agli altri, non a noi. Ma a volte gli altri diventiamo noi. E allora è tutta un'altra storia. Le discriminazioni, la fame, le malattie, fino a che non ci toccano da vicino sembrano cose incredibili, realtà lontane anni luce, così distanti da essere inimmaginabili. E se ci fermassimo un attimo a pensare? E se provassimo ad immaginare i volti di ogni singola persona dietro alle 230.000 vittime dell'epocale tsunami che ha colpito il sud-est asiatico nel 2004? E se provassimo ad ipotizzare cosa possano aver provato le 100-140 milioni di donne che hanno subito l'infibulazione? O le 250.000 persone che ogni giorno muoiono di fame? Se solo ci sforzassimo di vedere le persone dietro le cifre, la spaventosa sofferenza dietro le percentuali, forse saremmo tutti più sensibili a ciò che avviene al di là del nostro naso. Siamo coinvolti solo in ciò che ci riguarda; siamo diffidenti al punto che se vediamo qualcuno steso in mezzo alla strada per un attimo ci balena nella testa che forse non dovremmo fermarci, nel caso in cui si rivelasse un malintenzionato pronto a derubarci; siamo ottusi e miopi, incapaci di vedere che i barboni sono persone e non una specie di sotto-categoria di delinquenti pronti a tutto pur di avere qualche spicciolo; siamo presuntuosi, pensando di essere migliori di altri solo perchè abbiamo avuto la fortuna di nascere in una paese (sotto?)sviluppato; siamo ignoranti, capaci solo di giudicare senza neppure prenderci il disturbo di conoscere. E a questo punto mi chiedo: che ne è stato dell'altruismo? Raro, quasi estinto, al pari di un unicorno forse. Il mondo è fatto di persone, non di numeri, razze, generi, migliori o peggiori. Semplicemente persone. E nonostante sia ben consapevole che non siamo noi singolarmente i burattinai degli equilibri mondiali, sono fermamente convinta che se ognuno di noi facesse un piccolo gesto, il mondo sarebbe un posto migliore.
Per questo vi chiedo di dare un'occhiata a "Stand Up", un'iniziativa partita già nel 2009 e ribadita in occasione del summit delle Nazioni Unite sugli obiettivi del millennio che si svolgerà a New York dal 20 al 22 settembre. Il manifesto, vuole ricordare gli impegni presi 10 anni fa dalle Nazioni Unite il cui scopo è quello di sconfiggere le piaghe che affliggono l'umanità entro il 2015.
La campagna lanciata in questa circostanza vuole mobilitare quante più persone possibile attraverso un semplice gesto: fate sentire il battito del vostro cuore. Dopodichè scrivete, fotografate, parlatene agli amici, registrate un video, dipingete, qualsiasi cosa possa simboleggiare la volontà di cambiare le cose e lanciatelo nel web .Non dimenticatevi inoltre di segnalare il vostro Stand Up a standup@millenniumcampaign.it , servirà a sapere quanti siamo.
Vi starete chiedendo se davvero credo che una foto con una mano sul cuore, una canzone, un dipinto possano in qualche modo cambiare le cose ... Forse non le cambieranno immediatamente, forse non lo faranno per niente, ma è davvero un buon motivo per non provarci? Se ognuno di noi facesse seguire a ciò una reale presa di coscienza e responsabilità, se ognuno di noi nel proprio piccolo, si prendesse la briga di spendere qualche minuto del proprio tempo per fare qualcosa per gli altri, allora si che potremmo fare la differenza. Perchè il punto è proprio questo; anche una sola goccia nell'oceano fa la differenza, come diceva Einstein " Se un'idea non sembra inizialmente assurda, allora è senza speranza". E questa è, paradossalmente, abbastanza assurda da essere realizzabile. Perciò Stand Up, alzatevi in piedi, e se avete un cuore, fatelo sentire.

2 commenti:

carpe diem ha detto...

è difficile essere altruisti molto,siamo troppo presi a guardare noi stessi.io cerco di aiutare gli altri,soprattutto gli animale che sono indifesi e bisognosi di cure...come i due micini trovati da Omar... Oliver e Stan cresciuti a biberon e con tanto amore e pazienza sono diventati già in 15 giorni dei bei gattini!è poco fango ,troppo poco rispetto a quello che c'è nel mondo,però dico sempre piuttosto di niente va bene anche quel poco che faccio.
ps:appena riesco ti mando pure l'altra ricetta

miwako ha detto...

Lo so, è difficile, è proprio per questo che dovremmo tenerlo bene in testa, farci un piccolo promemoria mentale per ricordarci sempre che ci sono anche gli altri, che gli altri siamo noi.