venerdì 12 novembre 2010

SI STA COME D'AUTNNO SUGLI ABERI LE FOGLIE

E' una giornata bellissima, di quelle luminose e variopinte, con cui l'autunno si fa perdonare tutta la pioggia scrosciata ininterrottamente per giorni e giorni, di quelle che ti fanno venir voglia di avere un portico, solo per poterti sedere su un divanetto di vimini con una coperta e ammirare il tutto sorseggiando un caffè americano, di quelle in cui pensi che il colore dell'oro non possa  che ispirarsi al  giallo delle foglie di betulla, di quelle in cui vorresti avere 5 anni e poter saltare su tutte quelle foglie, sentendone il crepitio sotto i piedi senza che qualcuno pensi che sei troppo grande per farlo. Osservo la magnolia, di un verde acceso, sempiterno, imperturbabile, noto che è cresciuta molto e non ci avevo fatto caso, specialmente in larghezza, è talmente magnifica, rigogliosa che posso solo credere che per lei l'avvicendarsi degli anni, delle stagioni, delle tempeste e delle fioriture, sia qualcosa da cui viene solo sfiorata; ora è appesantita da grosse e morbide pigne da cui spuntano piccole palline vermiglie, parsimoniosa di fiori fino all'estate,sempreverde e sempreviva, c'è in lei una possente dignità , una specie di muto, grandioso orgoglio, forse alimentato da un eccesso di linfa o,chi lo sa, magari da un ego smisurato, che la rende possente in qualsiasi stagione. Le foglie non cadranno ma rimarranno spesse e lisce come fossero di stoffa, non sarà come per gli altri alberi che popolano il mio giardino, non sarà un'orgasmica, variopinta agonia in cui le foglie si indeboliscono, si tingono dei colori dell'uva, delle zucche e dell'oro per poi cadere esauste e trasparenti sulla terra umida che le inghiottirà nell'arco di un paio di mesi, ma manterrà la maggior parte delle sue foglie incredibilmente verdi. Alcune, sparute, cadranno, senza però perdere la caratteristica monocroma, trasmutando, improvvisamente, dal verde compatto e senza sfumature a un caldo color castagna, si poseranno a terra senza sforzo, senza alcun calvario, non si lasceranno tormentare dal vento e dalla pioggia, girando su se stesse indecise per centinaia di volte prima di lasciarsi morire, semplicemente si staccheranno, quando lei, col suo ego linfatico, deciderà che la stagione afosa e smeralda, per loro è finita. E quando lei si stancherà, sarà come un taglio netto, le foglie precipiteranno al suolo, come panna montata caduta accidentamente sul pavimento, densa e silenziosa. C'è qualcosa di tristemente poetico in questa naturale e ineluttabile selettività.
Per qualche motivo la magnolia mi ricorda mia nonna, in una versione giovane, che ho solo intravisto, con l'ossatura robusta, tre figli, una bottega, una casa e un marito, quella instancabile, che non conosce riposo, che possiede il vigore e l'intelligenza del fare delle donne di un tempo. Non ci avevo mai pensato, ma non poteva essere altrimenti, mia nonna è come una magnolia, bella di una bellezza concreta, senza tempo, di un'intelligenza e astuzia inconsapevoli, di una forza interiore plasmata dalle intemperie della vita, di una saggezza assorbita inconsciamente, con la sbrigatività e al contempo pazienza necessaria per gestire una vita affollata e non sempre facile. Non so se gliel'ho mai detto e non so se coglierebbe il paragone, credo che una donna d'altri tempi non avesse il tempo per fermarsi ad elaborare considerazioni sugli alberi, analogie tra questi e le persone; non so nemmeno se qualcuno, la fuori, abbia idea di cosa sto parlando quando dico che mia nonna e tutte le donne come lei, sono come magnolie che imperiture popolano i nostri giardini e le nostre vite, perciò forse mi limiterò a dirle che l'ammiro davvero tanto.

foto: le magnolia di Battery Park. Charleston, South Carolina

3 commenti:

carpe diem ha detto...

il tuo giardino è pieno di mille cose fango...peccato che a me l'autunno non faccia impazzire,ammiro pero' i colori delle foglie,colori accesi,colori forti...che con l'inverno spariranno...
ps:tua nonna,la mia sono davvero donne d'altri tempi...

Pier ha detto...

che bello associare le persone agli alberi, con un loro carattere con alcune similitudini. Prendersi del tempo per un buon caffè in compagnia di un portico da cui sbirciare un giardino è un pensiero affascinante.

miwako ha detto...

@ carpe diem: solo pensando a quanto hanno vissuto, a cos'hanno visto avvicendarsi negli anni, non potrebbero non essere donne d'altri tempi!
@Pier: Non ho un portico ( non ancora ^_^) ma un giardino e un terrazzo si, perciò anche in pieno inverno, quando il sole è debole e i sopravvissuti all'inverno sono solamente i sempreverdi, è bello sedersi li, con una coperta e un caffè fumante tra le mani ad ascoltare gli alberi e stare a vedere a chi assomigliano.
Grazie della visita