giovedì 24 febbraio 2011

OLTREMARE


Respiro nicotina
Bevo caffeina
Aspetto la mattina
Che viene in sordina
Con una ghigliottina
Per tagliar fettina a fettina
La notte ballerina

E, cazzo, se vorrei uscire
Cazzo se vorrei urlare
Cazzo se vorrei sentire
Tutta la musica che si può udire
E ballare a piedi scalzi
Facendo mille balzi
E cantare a perdifiato
Come a una rivolta del proletariato

E poi lo sai cosa mi manca?
Ciò che da un po'di tempo arranca
E non si trova sotto una panca
E purtroppo nemmeno in banca
Ridere, ridere come mai prima
Di quelle risate che ti fa male il viso
Senza che niente la sopprima
Che esplode senza preavviso
Di quelle che non c'è niente
Anche in mezzo alla gente
Che senti nascere dal fondo del cuore
Nello stesso posto in cui si trova l'amore
Vorrei ridere a crepapelle
Con la testa vuota
E gli occhi rivolti alle stelle
Con l'espressione ignota
Di chi ha visto cose troppo belle

E sentire che allora si può fare, cazzo
Di star bene nella propria pelle 
Come una camicia di forza addosso a un pazzo
Di sentire sotto il sole che muore
Che non c'è stato giorno migliore

martedì 22 febbraio 2011

A BEAUTIFUL MESS INSIDE

-sleeping on the top of the world- Helsinki, may 2010


Parto per un viaggio, un viaggio in macchina, all'avventura, di quelli senza meta e senza valigia. Mi sto vestendo, devono essere le 5 del mattino circa, gli altri mi aspettano nel vialetto di casa, col motore acceso, pronti ad andare, dove non si sa. Mi affaccio alla finestra, riconosco la jeep e riconosco i presenti. Mi sto vestendo, l'ho già detto? C'è odore di caffè e qualcuno mi intima di sbrigarmi dal corridoio. Tolgo, aggiungo, sovrappongo, mescolo, sposto, cambio, rimetto, riprovo, ri-tolgo, 'Arrivo, cazzo, mi sto vestendo'... Ho svuotato l'armadio provando così tanti abiti dai colori improbabili, magliette mai viste, felpe arrivate li da chissà dove, canottiere di tre taglie più piccole e pure bucate, e niente, NIENTE, mi sta bene. Ma soprattutto, niente mi appartiene, sembra che mi sia ritrovata addosso i vestiti di qualcun altro, vestiti che non ho mai visto prima, bucati e che mi stanno pure male. Una sottile angoscia si insinua tra le pieghe di quegli abiti non miei, silenziosa, aprendosi un varco tra gli strati, gelida come sudore freddo, facendosi strada nelle mie viscere con la stessa prepotenza con cui una goccia costante farebbe con la roccia. Apro gli occhi,'Era un sogno cazzo', ma l'angoscia mi rimane addosso come una coperta di lana scadente, che pizzica ovunque e in nessun punto preciso. Mi alzo, mi lavo il viso, mi pettino, mi lascio vivere, i giorni passano ma in qualche anfratto del mio cervello, quel sogno rimane aperto. Così ci ritorno, in quel sogno, guardo i vestiti, le persone, assoluti sconosciuti, la jeep che non appartiene a nessuno, il viaggio verso nessun luogo, e mi accorgo che sono l'unico volto familiare. Ce n'è anche un altro, a dir la verità, conosco chi mi dice 'Sbrigati' dal corridoio, conosco la sua voce e conosco il tono di chi è dalla mia parte e cerca di guadagnare tempo con chi mi sta aspettando. Mi guardo allo specchio indossando strati di roba casuale, e come unica cosa, noto una canotta corta corta, di un rosso sbiadito con un buco sull'orlo.
Azzardo un'analisi, perchè ne ho bisogno, perchè devo fissare i pensieri da qualche parte, perchè ho un blog anche per questo.



LA PARTENZA: Forse un nuovo inizio (maddechè? ne ho già troppe di cose iniziate e mai terminate), il bisogno di andare, andare sia fisico che metaforico, partire col buio perchè il viaggio è lungo.
GLI AMICI: Nel sogno li conoscevo, ma in realtà, perfetti sconosciuti. Persone di contorno, forse rappresentazione degli altri, in senso generico.
LA VOCE DAL CORRIDOIO: E' Ste, lo intravedo anche, ad un certo punto. Mi dice di sbrigarmi, ma lo fa con un tono gentile, comprensivo, non per mettermi fretta. Una persona fidata, che mi guarda le spalle forse, che mi consiglia. per tutto il tempo, rimane in corridoio.
VESTIRSI: forse a rappresentare la necessità/capacità di adattamento, ma anche il bisogno di cambiare pelle, di mettermi qualcosa di adatto a ciò che sto per fare. Noto solo ora che, riflesso nello specchio, non vedo mai il mio corpo nudo, il mio viso chiaramente, vedo solo vestiti sovrapposti malamente.
LO SPECCHIO: Sono in camera mia, tutto è come nella realtà, riconosco ogni cosa, il tutto riflesso nella parete a specchio di quell'immenso affare che  è l'armadio di camera mia. per quasi tutto il sogno mi guardo con la sensazione spiacevole di vedermi a malapena.
I VESTITI: Sono decisamente di qualcun altro, nessun dubbio. Mi stanno male, non li riconosco, non mi appartengono, e mi stanno tutti stretti, nessuno mi sta troppo largo. Certo è che simboleggiano altro. Cosa però, è un po'più difficile da determinare.
L'ANGOSCIA: Non è il fatto di essere in ritardo di per sé, o di far aspettare qualcuno di preciso, è il fatto di non riconoscere i miei vestiti, di provarci comunque a mettermi addosso qualcosa, ma di non riuscire a trovare niente che mi vada bene, che mi stia bene. Non so nemmeno dove sto andando, "con chi" sembra del tutto irrilevante e mi preoccupo dei vestiti. Mi sento inadeguata, ecco. Perchè non sono i miei e perchè mi stanno stretti.

Forse ha a che fare proprio con l'inadeguatezza, con l'immagine che gli altri hanno di me, perchè vedere il proprio riflesso nello specchio, non corrisponde ad essere ma ad apparire, non corrisponde a come ci si sente ma a come si viene visti; i vestiti, in questo caso, simboleggiano qualcosa di più del semplice coprirsi, una seconda pelle che, ipotizzo, non è la mia. Forse un desiderio che qualcuno mi veda per quella che sono, senza mettermi addosso cose (aggettivi? etichette? ) che non mi corrispondono, in cui io non mi riconosco. O forse, peggio, la volontà che qualcuno mi veda non per quella che sono, ma per come vorrei essere vista; perchè non ho il desiderio di essere nuda (e quindi senza maschere, vulnerabile), ma il desiderio di essere vestitia con i miei abiti, con qualcosa in cui io mi riconosca e che, di conseguenza, dia agli altri l'immagine che voglio abbiano di me. Il fatto che tutto avvenga nella mia stanza, luogo familiare ed ospitale, e che sia poco prima di una partenza, non credo sia casuale. La stanza, è un chiaro legame con la famiglia o comunque con persone vicine (infatti c'è pure Stè); la partenza forse simboleggia il bisogno di cambiare, di dare una svolta. Non lo so, so solo che lo snodo focale, è che qualsiasi cosa peschi dall'oceano di vestiti della mia camera, (dove nell'insieme generale della visione periferica e marginale non c'è niente fuori posto, niente che non riconosca) non mi appartiene. Forse questa è un'interpretazione troppo semplicistica, magari sono completamente fuori strada e questo sogno era solo un rigurgito adolescenziale delle litigate con mammà a causa del Caos imperante che, da sempre, domina la mia vita camera, non so. Si accettano suggerimenti, interpretazioni alternative e numeri di telefono di psicanalisti in cerca di casi umani.

giovedì 17 febbraio 2011

DEGLI ERMELLINI, DELL'AMORE E DEL CAMMEO


Avrei voluto scrivere di Londra, di tutte le cose belle che ho visto, di quelle ancor più numerose che non ho veduto, delle persone che ho rivisto con un tuffo al cuore e che ho salutato, un'altra volta ,tra le lacrime. Ma non ora. Ora non ho le foto, ed è decisamente troppo tardi per imbarcarmi in un post del genere. Ci sarebbero 3000 cose di cui vorrei scrivere, perchè è un po'che non scrivo, perchè spesso quando sento il prurito ale dita non ho accesso ad un pc, perchè fuori piove e perchè il mio umore non era così ballerino dai tempi della pubertà (quindi, se non erro, dall 1812 circa. hahahahaa). Quindi preparatevi ad un post random, come solo io so fare!
1) La tecnologia: dev'esserci qualcosa che non va. Prendete qualunque orpello che contenga un minimo sindacale di tecnologia (esauribile anche con due semplici pile stilo), mettetelo in casa mia e state pur certi che smetterà di funzionare. Mia mamma sostiene da sempre che casa nostra si trova insindacabilmente sulla nona porta dell'inferno. Mio padre non distingue il telecomando dal cordless. Mio fratello, graziato della famiglia, ha lo stesso pc dal 2004 e funziona che è quasi una meraviglia. Io, ho finalmente ricomprato il portatile, dopo mesi di scrocco&astinenza e, dopo 3 giorni, ha iniziato ad avere qualche problema. Ora è al centro assistenza, scheda madre da cambiare. Preciso che non si tratta di un HD, una cinesata tarocca comprata usata al "COMPUTEL DISCOUNT", ma di un signor HP pagato la bellezza di 600€. Ergo, dev'esserci qualcosa che non va. E il cane si morde la coda.
2) L'università: questa sconosciuta. Cinque anni di militanza nella triennale, mancano due esami e improvvisamente mi sembra di essere un cane assonnato che viene trascinato fuori senza capirne il motivo. Punto i piedi in avanti e sembra proprio che non abbia nessuna intenzione di uscire. Eppure, se ci penso, voglio laurearmi, andarmene all'estero, iniziare qualcosa di nuovo, lo voglio davvero. E allora cosa c'è che non va'? Non so, ma la pipì non mi scappa, quindi niente passeggiata. Nel frattempo mi morderò la coda. L'ho visto fare a Rin Tin Tin e sembrava divertirsi.
3) La storia: Quand'ero piccola ero ossessionata dagli ermellini e dagli scoiattoli. I furetti ancora non li avevano inventati, sennò li avrei adorati. C'era una favola, di cui non ricordo il nome, la trama, il libro, niente, solamente un'illusrazione dove c'era una ragazza coi capelli lunghi, dei vestiti bizzarri e un'espressione triste sul volto. Se ne stava tra i ghiacci, circondata da ermellini, ed io sognavo di essere come lei. Non so come mi sia tornata in mente, ma a pensarci bene, anche oggi mi venderei mia nonna per un ermellino. Se qualcuno è interessato c'è pure una batteria di pentole in omaggio.
4) L'amore: Dopo 5 anni, 5 anni di amore, convivenza, litigate, sfuriate, risate, chiacchierate, ci si conosce a fondo. Ma è bello sapere che non è abbastanza da perdere la capacità di sorprendersi. Ed è successo. Con un anello. Anzi, l'Anello. STOP: piccola digressione necessaria, non si tratta di un anello di fidanzamento, perciò niente profumo di fiori d'arancio, promesse d'amore eterno scambiate davanti a un babbione con addosso tovaglie di seta e niente fruscìo di tulle. Uccidete sul nascere ogni fantasia che mi vede cavalcare una flotta di ermellini fino all'altare e leggete bene. E'una storia vecchia come il mondo. Da anni vado a zonzo sproloquiando su quanto mi piacciano gli anelli delle nonne, su quanto un giorno avrei assolutamente dovuto avere un cammeo e di come mi mancasse solo quello per completare il mio outfit terza età alla Rita Levi Montalcini. E lui, lui che solo lui avrebbe potuto, non si è limitato a regalarmi un cammeo. Nossignore. Lui ha cercato e trovato un cammeo Pompeiano del '50, dopodichè si è rivolto ad un orafo ed ha fatto costruire una montaura apposita in oro, della misura esatta del mio anulare, così, senza nemmeno saperla. Non so se vi rendete conto, QUALCUNO ha fatto costruire un anello su misura per me. Sono l'unica persona al mondo ad avere quest'anello. E' la cosa più bella, preziosa e significativa che qualcuno mi abbia mai regalato. E non sono i 5 grammi d'oro puro, il cammeo antico, la costruzione artigianale della montatura (anche se tutto questo non guasta ovviamente), è il fatto che lui mi abbia ascoltata in questi anni, si sia preso la briga di perlustrare una città alla ricerca del cammeo perfetto, il fatto che non si sia accontentato di una montatura qualunque ma che ne abbia fatta fare una che sapesse di me, il fatto che sul biglietto ci fosse scritto "Ovunque saremo, ovunque sarai, ovunque sarò, avrai sempre qualcosa di me". Quand'è così, quand'è l'amore a parlare ( o un anello fatto su misura con incastonato uno splendido cammeo antico ^_____________^ ), non c'è altro da aggiungere.

mercoledì 2 febbraio 2011

GOD BLESS THE QUEERS... EHM, QUEEN!

Sparisco per qualche giorno, vado a chiedere alla regina se vuole sposarmi ... Se dice "si", farò annettere l'Italia all'Inghilterra, ucciderò la regina e con lei la monarchia, poi passerò a fare un po'di "pulizia" da queste parti e trasformerò l'Italia in un posto migliore. In seguito mi occuperò della pace nel mondo! See you soon!