giovedì 21 aprile 2011

L'ALBERO DELLA VITA

"Noi vorremmo che la grande, assoluta felicità di cui sentiamo il desiderio, ci venisse data, noi vorremmo raggiungere subito, ora, il porto luminoso della pace. Giorno dopo giorno, in questa attesa, guardiamo sempre al domani, ma ci restano in mano solo briciole. Io non credo che la natura, l'architetto dell'evoluzione, ci abbia messo nell'anima questo stimolo senza un senso. Esso ci costringe a creare sempre e creare migliaia, milioni, miliardi di esperienze, di esperimenti. La natura scopre solo attraverso una incredibile dissipazione.
Miliardi di miliardi di stelle per produrre la vita sulla terra, miliardi di uova per produrre un pesce, miliardi di miliardi di tentativi per produrre un passo in avanti. Non siamo noi, è la natura che cerca. Se quella è la speranza, quella è la direzione. D'altra parte lo sappiamo anche noi, nella nostra vita individuale, che questo è l'unico modo di procedere. E' solo quando il desiderio diventa doloroso ed il presente invivibile che noi riusciamo a spezzare gli ostacoli esterni ed interni e a correre avanti. Il desiderio che ci brucia è veramente il fuoco della vita, il dolore è il caos primordiale da cui emerge il mondo, l'angoscia del molteplice, del diviso, che tende all'unità. Quando, alla sera, noi sentiamo una nostalgia di non sappiamo che, è la vita che cerca la sua mèta: il giardino delle rose che è il suo destino."

L'albero della Vita - Francesco Alberoni-

2 commenti:

carpe diem ha detto...

fango passavo per gli auguri a te e a Stè che non vedo da una vita ormai!ci sentiamo in questi giorni...buona pasqua ad entrambi di cuore dai fanghi di Porto Viro

miwako ha detto...

Grazie mille fanghetto! Facciamoceli di persona gli auguri... di Pasqua e di compleanno!!!