martedì 2 agosto 2011

SOGNO O SON FUNESTA?

Chiudo l'acqua e sento subito addosso quella piacevole sensazione, quella che ti sale da dentro subito dopo una doccia rigenerante. Metto i piedi fuori dalla vasca, uno dopo l'altro. Nell'appoggiarli a terra, sento un "plash". Abbasso lo sguardo, una piccola pozzanghera surreale mi fa da tappetino. Continuo a pensare che dovremmo comprare una tenda per la doccia.  Mi asciugo in maniera sommaria, infilo un paio di mutande, una canotta e accendo l'asciugacapelli. Distratta dal vento caldo tra i capelli grondanti, mentre mi osservo riflessa nello specchio, non mi accorgo di un dettaglio fondamentale. E quando lo faccio è troppo tardi. Guardo il lavandino, improvvisamente intasato. I miei piedi, fissi nel tappetino d'acqua. I fili scoperti dell'asciugacapelli navigano a vista nel lavandino, non ho nemmeno il tempo di spaventarmi che una luce blu esplode dalla presa elettrica, si trasmette ai fili e poi al mio corpo, ad una velocità incalcolabile. La scossa è mortale. 
Apro gli occhi in un sussulto, le membra tese ed elettriche, galvanizzate dalla scossa, dal sogno, o semplicemente dal fatto che sono viva.
Sono viva. Me lo ripeto e mi rimetto a dormire.

Il giorno dopo, nel mezzo di una giornata fitta d'impegni, dimentica delle macabre produzioni oniriche lasciate tra le lenzuola, trovo il tempo per fare una lavatrice, Apro il cestello, e mentre mi accingo ad estrarre il groviglio di lenzuola umide, appoggio una mano al lavello che mi sta a fianco. Non mi rendo nemmeno conto di cosa stia succedendo quando una scossa fortissima sale svelta dal braccio fino alle clavicole. E' un attimo. Ma riesco a staccarmi. Caccio un urlo, di quelli vagamente soffocati da un pericolo scampato. Guardo attonita la lavatrice mentre mi massaggio il braccio destro. La mia mente, alla stessa velocità dell'elettricità che poco prima mi aveva persorso il braccio, corre alla notte precedente, a quel sogno. Non che io abbia mai creduto ai sogni premonitori, ma in alcune circostanze, viene realmente da dubitare del fatto che i sensi siano solamente cinque.

9 commenti:

Ebby (Guido Sperandio) ha detto...

Però.

Pier ha detto...

uh secondo me serve anche un salvavita nuovo all'impianto elettrico. E poi che sogno premonitore sia, magari in compagnia di un bell'elettricista :)

enzo ha detto...

Fatti sistemare l'impianto idraulico dell'appartamento; poi come dice Pier sistema anche l'impianto elettrico e la messa a terra. Non scherzerei troppo con queste repliche casalinghe del " Miglio verde"

miwako ha detto...

Pratici e saggi, a differenza mia. Io mi sarei limitata ad indossare una tuta aerospaziale isolante per fare il bucato. Meglio se chiamo il padrone di casa, non appena torna dalle ferie. Nel frattempo, bucato al fiume, anche se considerando che si tratta dell'Arno, forse i panni sarebbero più puliti prima del lavaggio.

Ebby ha detto...

E poi si tratta di panni e non di Promessi Sposi e tu non sei Manzoni.

miwako ha detto...

Vero. Meglio se mi atteggio a gran signora e, invece di lavarli, li butto i panni sporchi. Mi piace pensare che anche Zsa Zsa Gabor avesse quest'abitudine.

Ebby ecc. ha detto...

Ollalà, conosci Zsa Zsa Gabor!
Sono non so se commosso o intenerito...

miwako ha detto...

Quella donna è un mito! Non capisco come sia potuta passare inosservata a gran parte della mia generazione. D'altra parte, ancora una volta, devo ringraziare mia madre, non mi avrebbe permesso di diventare grande senza conoscere Zsa Zsa!

Ebby dixit ha detto...

Persone, libri, film...
Cult e miti e successo prendono forma e sopravvivono per canali e ole imperscrutabili, imprevedibili (e forse spesso anche immeritati, mi viene da pensare).
Quanti anonimi di valore sono andati e vanno persi?
Anche se, in fin dei conti, c'è pur sempre la livella a livellare.