venerdì 12 agosto 2011

THE TWILIGHT ZONE

C'è una luna grandissima, la fuori. E non è neppure piena. Se lo fosse, probabilmente sembrerebbe giorno. In tempi antichi, specialmente presso le popolazioni nomadi, era diffusa la credenza che la luna morisse ogni notte, inghiottita dal mondo delle ombre. Non credo esista un pensiero più romantico di una luna che muore ad ogni alba e nasce ad ogni tramonto.
Ho messo lo smalto rosso. Mi piace, mi sta bene; guardo le mie dita mentre scrivo e sembrano fiammelle intermittenti che saletllano lungo la tastiera.

Mi piace lavorare la sera. Anche se è stancante, anche se mi salta la cena. Mi piace uscire dal lavoro quando la notte è fondente come il cioccolato, passare qualche ora in compagnia di amici, vecchi o nuovi, e poi tornarmene a casa quando l'oscurità è macchiata dal chiarore di un nuovo giorno. I miei passi rimbombano solitari e ritmati, uno dopo l'altro. Ogni tanto rallentano, si fermano per lasciarmi contemplare qualcosa, o semplicemente cercare una sigaretta, e poi riprendono. Il sole sta sorgendo anche stavolta, mentre cammino verso casa. Nonostante io sia figlia della notte, è la parte del giorno che preferisco. C'è qualcosa in quel momento che sta nel mezzo che ha un potere incredibile. La città è anche più bella a quell'ora. Camminando per le strade deserte a quell'ora, puoi sentire la sveglia di qualcuno suonare da una finestra aperta; puoi sentire il profumo del pane e dei croissant freschi che ti si infila da qualche parte, tra le narici, lo stomaco e il cervello; puoi vedere così tanti uccelli nel cielo e sull'asfalto, che quei pochi esseri umani che non sono nelle loro gabbie, sembrano ospiti di un mondo alato che non è il loro; puoi ascoltare i rumori di chi sta già lavorando, sbirciare da una finestra e vedere una donna con gli occhi stanchi che prepara un caffè in silenzio lasciandosi svegliare dalla brezza di un giorno che nasce; puoi vedere la città nuda, prima che venga coperta dal marasma di persone, quando l'aria è tersa come in nessun altro momento della giornata
Posso quasi vedere i miei pensieri camminare al mio fianco. E la vita sembra così bella in quel momento, le persone sembrano così piccole, i problemi così stupidi, e l'idea di attraversare la vita senza avere progetti speficici, nemmeno poi così folle.

E la cosa affascinante è che tutti questi pensieri, queste sensazioni, perfino queste vibrazioni che la terra mi manda, hanno modo di esistere solo e soltanto in una zona crepuscolare, in bilico tra luce e oscurità, quando, per un istante, si ha un perfetto equilibrio tra il maschile e il femminile, il bene e il male, lo ying e lo yang. Poi, la magia si rompe, quei pensieri per un attimo congiunti, si separano bruscamente; alcuni ammantati dalle tenebre, altri bruciati dalla luce. E la realtà riprende spessore. Ma è stato bello. Lo è sempre.

2 commenti:

Guido Sperandio (Ebby) ha detto...

Il passaggio dalla notte al giorno è magico. Per anni mi sono alzato infatti anche alle 4 del mattino, d'estate già era chiaro, d'inverno nebbia e buio fondo. Le suggestioni erano di genere diverso, a secondo della stagione, ma sempre piacevoli e stimolanti. Ricordo la delusione, ogni volta, all'arrivare delle 7 e delle otto, quando ormai la città si risvegliava, e subentrava l'umanità a piene forze. E si dissipavano le energie positive accumulate e gli incanti.
Ho letto da qualche parte che anticamente, in Giappone, capi e generali facevano le loro riunioni decisionali ed operative proprio all'alba perchè a quell'ora i campi energetici erano considerati favorevoli.

carpe diem ha detto...

vedo l'alba spesso fango, mi alzo presto ultimamente alle 6 circa tu vai a nanna io mi alzo e davanti a me ho un'altra giornata nuova, da scoprire!pero' mi piace di più la luna..è romantica e misteriosa