domenica 18 settembre 2011

DI MORTE, DI NECROFILI E DI ... VE LO DICO ALLA FINE CHE E' MEGLIO!

Questa cosa della necrofilia mi ha sconvolto. Nella mia ignoranza cosmica (e non credo di essere l'unica), ho sempre dato per scontato che la definizione popolare di "necrofilia" fosse quella esatta. Trattasi, teoricamente, del (discutibile) piacere nell'intrattenere rapporti di qualsivoglia natura sessuale con un defunto. In realtà, questa è solo l'accezione più clamorosa del termine, ma la necrofilia, designa una serie di atteggiamenti e comportamenti, talvolta sopiti, che si allargano agli ambiti più insospettabili della vita, che hanno una significanza altra dal sesso, e che spesso sono insospettabili.
La necrofilia è una tendenza verso la morte. Una pulsione, non obbligatoriamente sessuale, verso la morte. Morte intesa, non solo nel senso più ovvio del termine, ma anche in quanto amore smisurato per il passato, passione per ciò che non è più, che non ha più vita.
Hitler era un necrofilo. L'odore dei cadaveri, il terrore scritto negli occhi di tutti quegli esseri umani, erano cose che lo eccitavano. Ma anche chi colleziona farfalle infilzate o animali impagliati ha tendenze necrofile; chi ama parlare di malattie, di funerali, di stragi; e se per il primo caso non mi viene in mente nessuno di mia conoscenza, per il secondo potrei tranquillamente infilarci tutte quelle signore che si danno appuntamento dopo "MEDICINA 33" per decidere la top ten settimanale dei modi in cui morire.

Non è che mi sia presa questa fissa della necrofilia così, a caso; ultimamente, ho letto un saggio di Fromm che parla, appunto, di tendenze di vita e tendenze di morte, tracciando profili abbastanza completi, per quanto generici, di chi sono i biofili e chi sono i necrofili. E la cosa che mi ha lasciata sconvolta, è che dopo aver letto quel libro, ho iniziato ad accorgermi che ci sono diverse persone che hanno tendenze necrofile. Alcune le conosco bene, altre decisamente meno, ma in diversi casi, mi sono trovata davanti ad un caso di folgoramento da verità lapalissiana; della serie " oh mio dio, sei un necrofilo! come ho fatto a non accorgermene prima?". Semplice, non avevo le conoscenze, gli strumenti per farlo, e me ne rendo conto; in ogni caso, è stato sorprendente accorgermi che il mondo è popolato da una nutrita schiera di necrofili senza che io l'abbia mai minimamente sospettato. (n.d.a. mi sembra ancora di dire una parolaccia dicendo "necrofilo")

Ora, con queste informazioni, ci faccio poco; sapere che il balcone traboccante di fiori carbonizzati della mia dirimpettaia, probabilmente non è infausta carenza di pollice verde, bensì estasi mortuaria da piante in putrefazione, non cambia poi di molto la mia esistenza; però mi fa riflettere.
Innanzi tutto su cosa sia a determinare la propensione verso l'una o l'altra tendenza. Lasciando da parte l'ovvietà di cose come l'imprinting, la famiglia, l'educazione ( proprio per il paradosso che le vuole parte in causa, sempre e comunque), ci devono essere altri fattori che rendono questa spinta decisiva. Quali sono? Perchè la morte piuttosto che la vita? Qual è l'attrattiva della morte? Non lo so. Troppi dubbi e informazioni insufficienti per dare una risposta. Anche perchè, se si pensa che il necrofilo NON E' un aspirante suicida, una persona che vuole morire ma, paradossalmente (di nuovo), qualcuno che vive per la morte, la cosa sembra farsi ancor più complicata.
Forse, è un altro degi inspiegabili dualismi dell'essere umano. O comunque spiegabile fino ad un certo punto, superato il quale, si naviga nell'ignoto in quanto si tratta di tendenze insite in noi in maniera duplice.

Con questi pensieri, me ne vado a dormire. Sarà una lunga domenica. Semmai dentro di me dovessero nascondersi tendenze necrofile, sono certa si esprimano in ambito letteral-musicale. Guardo al passato, sempre e comunque. Perciò vi lascio con un video. Suono, canto e mi dimeno. Scherzo. Riguardo al "mi dimeno". E' solo un (modesto, modestissimo, vergognoso e pronto ad essere distrutto) tentativo di omaggiare il vecchio Frank Sinatra. Ne seguiranno altri, visto che si tratta solo di un 1-2-3 prova. E se questo fa di me una parzialmente necrofila, beh, magari mi merito pure un grazie. Altrimenti, l'omaggio sarebbe andato (che so) a DJ Francesco.

p.s. Mettetvi le cuffie o vi esploderanno le casse; a quanto pare il video maker del mio pc non ama molto gli acuti. E scusatemi se mi sono permessa, non solo di tributare al Re Frank, ma di postare la cosa insieme ad un pippone sulla necrofilia. Non me ne vogliate. E siate clementi.

8 commenti:

Guido sempre Sperandio ha detto...

Devo essere sincero, mia gentile e cara notturna (o albeggiante) delle 05 e 35 di un anonimo 18 settembre?
A interessarmi ed a trovare veramente interessante più che il finale è proprio quello che tu definisci "pippone". Per cui non solo non te ne voglio ma neanche mi necessita clemenza.
La riprova? La mia richiesta di un tweet sarebbe stata colpevolmente riduttiva.
Un abbraccio (sempre che tu me lo consenta).

Pier ha detto...

'amore smisurato per il passato, passione per ciò che non è più'
... ecco si.
romanticamente necrofilo.
In fondo la morte è una parte considerevole della vita.

Takùs ha detto...

Indirizzato qui dal blog di Pier ho letto con interesse la tua riflessione. In parte concordo, in gran parte dissento. Anche nella stessa interpretazione di Fromm che citi.Eros e thanatos sono nostri inscindibili compagni di viaggio dal momento in cui veniamo al mondo. E' da allora (ma per la verità ancora da prima) che la morte diventa compagna di viaggio (la morte delle cellule, etc). Il discorso è troppo lungo e complicato per affrontarlo qui. Penso però che un sano amore per la vita si accompagni ad un sano pensiero della morte, non può essere altrimenti. E' parte della vita stessa: rifiutarne l'idea è rifiutare codardamente la vita stessa. Boh, rinuncio a chiarirmi, nn ho spazio. Diversa è la "fissa" ossessiva della morte che può essere paura e rifiuto della vita. Perdona la sconclusionatezza del mio intervento, per giunta da estraneo, il tema è troppo affascinante per non intervenire.
PS Complimenti per la performance!

miwako ha detto...

@ Guido: Twittare questo sarebbe un'impresa e, come sottolinei tu, inutilmente riduttiva. Anzi, non so se hai notato, ma sono stata volontariamente succinta, onde evitare di ammorbare con tediose elucubrazioni!

@ Pier: Pienamente d'accordo. La morte è una parte fondamentale, senza la quale non esisterebbe uno dei due estremi in cui la vita segna il suo passaggio.

@ Takus: Mi trovi d'accordo in relazione al fatto che la morte rappresenta un tema centrale della vita. E mi spiace di aver trattato l'argomento in maniera riduttiva. Non lo faccio mai. E' stato un tentativo di mettere in chiaro una serie di considerazioni a riguardo, evitando di erigere un trattato, come al mio solito. E te lo dico con la consapevolezza che mi accompagna da quando avevo 15 anni che la vita e la morte sono indissolubili, pur restando l'una il paradosso dell'altra. La biofilia, non sta nell'ignorare la morte e la sua ineluttabilità: la biofilia è una propensione verso la vita, verso ciò che conduce alla vita, nel senso più ampio del termine. Un biofilo non finge che la morte non esista, come un necrofilo non finge che la vita non esista. Il nodo pulsante del discorso è che la biofilia, porta in grembo una serie di atteggiamenti, idee, comportamenti universalmente positivi (se così si può dire) rispetto alla necrofilia. E non per un mio giudizio personale, tanto meno per uno generico, sociale. Piuttosto a causa della pura constatazione della sana volontà di vivere, di sopravvivere che dovrebbe guidare l'uomo, in condizioni di "normalità" (concedimi il termine).

Fromm, parlando di biofilia, non si riferisce ad una esaltazione della vita slegata dalla realtà, che rifiuti di prendere atto dell'insindacabilità della morte in quanto dato di fatto, parte della vita. Come non esaurisce il concetto di necrofilia con la negazione della vita. C'è piuttosto la malata prevalenza della pulsione che spinge verso la morte. Entrambe le pulsioni coabitano in noi, niente finto buonismo, nessuno eslcuso. Ma la disquisizione nasce quando alcuni di noi, individui finiti ma vivi, con la morte in attesa che non discrimina, ma fino ad allora vivi in ogni fibra del nostro essere, scelgono più o meno consapevolmente di assecondare (in modi più o meno evidenti) la spinta verso la morte. In questa scelta di non-vita sta il seme patogeno della necrofilia, che la condanna inappellabilmente ad essere una piaga umana prima che sociale. Il punto di vista del necrofilo non è quello di chi vuole morire, o quello di chi nega la vita come dato di fatto; è quello malsano di chi sceglie la non-vita, di chi sceglie l'esaltazione della morte nella vita, piuttosto che la morte in sè. In questa scelta, inevitabilmente, confluisce una serie di atteggiamenti, dinamiche, idee, più o meno consapevoli che sono parte in causa della scelta stessa; per cui risulta particolarmente complicato tentare di addurre motivazioni plausibili per una determinata scelta piuttosto che un'altra.

Questo, ovviamente, è solo il mio (opinabile) punto di vista.
Non ti scusare per la sconclusionatezza, anzi, ti ringrazio per avermi dato l'opportunità di scrivere qui ciò che avevo omesso nel post. Le genuine discussioni sono cibo per la mente. Quindi, se ripasserai di qui, sentiti libero di commentare come e quanto meglio credi, mi farebbe piacere.
Un abbraccio, e grazie dei complimenti!

Alice ha detto...

che bei capelli! adoro quella chitarrina! ^_^

ps non ho letto la roba sulla necrofilia perchè ho bisogno di pensare posititvo. sorry per il commento insulso.

miwako ha detto...

Wahahaha, non preoccuparti Alice, fai bene a pensare positivo!!! Vero che il mio ukulele è un amore? E, si, modestie a parte, anche i miei capelli lo sono, anche se ogni tanto mi verrebbe voglia di tagliare tutto alla giovanna d'arco!Wahahaha

Summ3rw1nd ha detto...

Mmm....wow, effettivamente anche io riconducevo il significato del termine necrofilo solo al sesso. O_o
Fly me to the moon: ADORO :D

miwako ha detto...

Anch'io la adoro; dovrei migliorare la qualità delle mie performance per rendergli il giusto onore ^_-