domenica 6 novembre 2011

NOCCIOLINE

Qualche giorno fa, qualcuno mi ha detto che non saprebbe dire cos'è l'amore.
Io, ho sempre pensato di saperlo.
Poi ci ho riflettuto.

Ci ho riflettuto.

I pensieri sono sgorgati uno dopo l'altro, come acqua da un tubo rotto. Nel mezzo, c'era qualcosa che stonava. Come una macchia di sangue su un tappeto bianco. Senza che riuscissi ad individuare cosa fosse, d'improvviso, più niente. L'idraulico, penso, deve aver riparato il guasto.


Ma non mi do pace. Perciò ci ritorno, lo tormento, lo cerco. Voglio vederla ancora una volta, quella gocciolina di ribellione in mezzo ad una convinzione. Provo a scrivere. Apro questa schermata una decina di volte, rileggendo il silenzio dopo la prima frase.
Anche ora, le mie dita si inceppano, ingolfate dai troppi pensieri. Il mio cervello si sente come lo stomaco il giorno di Natale.
Che cos'è che non mi torna?


Io so quando amo. Lo sento. Dalla testa ai piedi. Il cuore che si gonfia al ritmo del respiro di qualcuno, gli occhi che oscurano il resto per vederne solo altri due, i piedi che non si chiedono dove stanno andando se accanto c'è quella persona. E poi la libertà. Mi respira l'anima quando amo. Ogni fibra di me, ogni minuscolo, insignificante atomo del mio corpo, mi dice che siamo fatti d'aria, d'acqua e d'amore; e che niente di ciò che abbiamo inventato per definirlo, può in realtà contenerlo. Tantomeno spiegarlo.


Questa persona, mi ha detto anche che è in grado di dire cosa ama fare, ciò che ama e che può descrivere concretamente. Ma le persone, sono così piene e stratificate, che proprio non saprebbe dire se e quando ama.
Io credo che l'amore sia tutt'altro che immune da contraddizioni.
Discrimina. Non si ama chiunque.
E' democratico. Tutti amano.
E' arbitrario. Si ama a prescindere dal fatto che il destinatario sia o meno "degno", sia o no la persona "giusta" , indipendentemente dai difetti.
E' subordinato. Si ama un insieme di caratteristiche che, nonostante sia arduo da circoscrivere (probabilmente perchè diverso di volta in volta), è quello che determina la nascita dell'amore, il suo manifestarsi. Forse, in una certa misura, sono i difetti stessi a contribuire all'amore.

E allora, penso che forse non lo so dire nemmeno io che cos'è l'amore.
Tutto e niente.
Pieno e vuoto.
Felicità e dolore.
Due mani che mancano; due mani di troppo.
Le parole che sollevano, quelle che trafiggono.
La presenza e l'assenza.

Quello che non mi torna, di tutta questa faccenda, quella nocciolina in fondo alla tasca che le mie dita indagano curiose da giorni nel tentativo di darle un nome, è il fatto che io so di amare, di avere amato, ma non so dire il perchè, non so dire, ogni volta, come mi sono sentita, cosa fosse, pur riconoscendo la sua figura stagliarsi contro ognuna delle lune in cui è venuto a frantumarmi il cuore di felicità, a colmare crepe preesistenti, a ingigantire il mio mondo solo in virtù dell'esistenza di un altro essere umano. So dire qual era il suo colore quando una persona mi ha detto di andare per la mia strada, trovare ciò di cui avevo bisogno e poi tornare; ricordo il gemito iracondo e doloroso di quando ho ferito e sono stata perdonata; riconosco la vibrazione eterna di chi non è più "noi", ma è sempre qui; mi porto dentro dall'alba al tramonto di ogni giorno di questa vita la grandezza di qualcosa e qualcuno che è e sarà, non importa cosa, non mporta dove.

Lo so che c'è, l'Amore. L'ho sentito arrivare in punta di piedi, quand'ero piccolissima, stanziarsi dentro di me, crearsi un universo con ciò che avevo dentro, plasmarsi su ciò di cui sono fatta, ciò di cui sono fatti coloro che amo, l'ho sentito abbandonarmi, tornare, cambiare pelle, rinascere ogni volta con una muta differente.
So anche che io non smetto di amare.
Cambiano le maree, le stagioni, le persone e i sentimenti. Ma chi ho amato, amerò. A distanza, senza parlarsi, senza sfiorarsi, senza soffrire, semplicemente con quella capacità quasi ultra-umana di arrivare ad una persona stando esattamente immobili, di fendere il tempo e le cose che stanno nel mezzo, per sussurrare a qualcuno che forse nemmeno sente che speri che sia felice, col cuore colmo di tutto ciò che non fa rumore, che tracima stille invisibili di dettagli trascurabili, gocciolanti e cadenti al solo scopo di ricordarti il senso di ciò che è stato.

Il motivo, nonostante ciò, continua a sfuggirmi. 
Causa ed effetto non funzionano per l'Amore.
Allora, forse, nemmeno io so dire dell'amore, pur sentendolo agitarmisi dentro.



Ci ho riflettuto. Quella persona, quella che mi ha detto che non saprebbe dire cos'è l'amore e semmai abbia amato, è una persona saggia.
E' una persona saggia e ancora non lo sa.
Ha amato e ancora non lo sa.




13 commenti:

carpe diem ha detto...

una persona 2 anni fa mi ha chiesto cos'è l'amore...non ho risposto o meglio ho farfugliato qualcosa...ora dopo 2 anni no ho la risposta fango, perchè torniamo al solito discorso che io e te facciamo sempre...ho paura ,paura della mia, della tua risposta...la verità o il sapere fa male ...

Tra cenere e terra ha detto...

Scalare la montagna delle espressioni, per arrivare in alto, e capire da lì, dall'alto, cosa sia l'amore, per definirlo. Che coraggio che hai. Ci hanno provato i poeti, i filosofi, gli psicologi, gli uomini di religione, il panettiere sotto casa, l'idraulico, il medico, il calciatore, la velina e quanti altri, e senza risultato. Ci ho provato anche io. Niente. Chissà che non abbia mai amato, o che non abbia mai desiderato di amare.

Guido (Ebby per gli amici) ha detto...

Il fatto inconfutabile: di amori ce n'è di tanti tipi. Per l'amante o per l'umanità in generale o per gli animali o per la natura o per un congiunto E l'amore ogni volta cambia al caso, e lo stesso amore a sua volta cambia a secondo delle espereinze dell'età.
Forse, prima di dire "cos'è l'amore?", bisognerebbe vedere quale amore e per chi o cosa, e quando. In ogni caso, meglio parlare di un amore preciso vissuto o che si sta vivendo, in quel dato caso, in quel dato momento.
Domani è un altro giorno, e sarà tutto diverso.
Un bacio sulle ciglia a Mis Fran.

Emily Dickinson ha detto...

Che l'amore sia tutto quel che c'è, è tutto ciò che sappiamo dell'amore.

http://mademoisellemiwako.blogspot.com/2010/09/lalchimista.html

Gab ha detto...

Amore è tutto ciò si può ancora tradire

lo scrisse Andrea Pazienza nella splendida tavola di apertura di "Lupi", ma bisognerebbe leggere tutta la storia..

ciao, Gab

miwako ha detto...

@ Carpe diem: Magari nessuno ce l'ha la risposta; magari, la risposta è diversa di volta in volta, per cui non esiste una definizione universale.

@ Tra cenere e terra: Non mi preme il definire, quanto il capire. Più che coraggio la chiamerei incapacità di accettare qualcosa di inspiegabile. Il non saper dire d'aver amato, non significa non aver amato. Se l'hai sentito, c'era, c'è. Anche senza bisogno di dire una parola a riguardo.

@ Ebby: Come sempre, fai centro. Una manciata di parole, e condensi ciò che sento. Ogni volta è diverso, con ogni persona è diverso. Lo chiamiamo "Amore" per comodità, per avere l'ennesima etichetta afferrabile da tutti a livello comunicativo, ma in realtà, l'Amore è come la sabbia; provi a stringerla, a rinchiuderla e non ne rimane che polvere; provi a riprenderla e non è già più la stessa, non può più esserlo. Tentare di definirlo, di descriverlo, vorrebbe dire renderlo bidimensionale, impoverirlo per renderlo comprensibile. Alla fine, basta sentirlo, ciò che conta è che ci sia.

@ Emily Dickinson: Tana libera tutti. <3

@ Gab: Decontestualizzata, c'è qualcosa che non mi convince. Non ho mai letto Andrea Pazienza, ma forse dovrei.
La mia idea d'amore è abbastanza anacronistica.
La prima cosa che mi viene, è che se è Amore, il tradimento non esiste. Esiste l'altro da noi due (noi due come coppia), l'altro da te, il resto del mondo che è sempre stato e sempre sarà, altri individui che mi daranno qualcosa sfiorandomi lungo il cammino. Qualcuno farà un pezzo di strada con me, qualcun altro si troverà bene e resterà; qualcun altro ancora mi userà come silicone per le proprie lacune finchè non si accorgerà che sono inservibile.

Chi l'ha detto che l'amore è misurato?
A cottimo non si fanno nemmeno più i muri.
Io amo. Immensamente, infinitamente, senza restrizioni. E' questo l'unico modo di amare per me, di amare davvero. Amo nella trasparenza del mio non credere al tradimento, alla monogamia, al matrimonio e al senso del possesso come misura imprescindibile della veridicità di un sentimento.
Si tradisce perchè siamo umani, ci si sente traditi perchè una volta trovata la chimera si è provato a costruirle una gabbia intorno.
Lasciare che l'amore sia libero di respirare, di spiegare le sue ali, di far uscire la parte migliore di te, di portarti dove mai avresti pensato.

Il resto, le relazioni, i progetti di vita, il "futuro insieme", sono altro. Cose costruite sulla base dell'amore (si spera), ma che non sono l'amore. Prova a costruire il più imponente e massiccio dei forti su qualcosa che ha la stessa consistenza delle nuvole e lo stesso loro bisogno d'aria per sopravvivere, e il risultato sarà comunque quello di aver "costretto" dentro un recinto qualcosa che sa essere la versione migliore di se stesso solamente se lasciato scevro da ogni cosa che non sia ciò di cui è fatto.

Fiume in piena.
Non so se hai capito qualcosa o se nella mia testa sia tutto così lapalissiano da non rendermi in grado di chiarire il mio punto di vista.

In ogni caso, ti abbraccio

VICE' ha detto...

Potevi dirlo prima che sapevi cos'era l'amore e che sapevi raccontarlo...certo sul tuo blog ci sarebbe stato un post in meno.
Meglio leggerti.

Summ3rw1nd ha detto...

Ci sono un paio di passaggi che mi sono sentito addosso come la maglietta che indosso...
"arrivare ad una persona stando esattamente immobili", è un casino.

Gab ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gab ha detto...

qualcosa ho capito, non tutto, ma sì.. quasi. Anch'io amo/ho amato/amerò (spero) infinitamente, e soprattutto anch'io amo per sempre. Anche quando l'altra persona è ormai lontana e neanche sa che che spero ancora sia felice.

ho tradito e sono stato tradito, e in tutti e due i casi qualcosa a quell'infinito è stato tolto, anche solo una tacca di sostanza, anche solo un alito, ma dopo, nonostante tutti gli sforzi, è diventato irrimediabilmente infinito meno qualcosa.

Amore è anche reazioni chimiche nel cervello, frutto dell'evoluzione. Se qualcuno sta pensando che ci siamo "elevati" con la nostra capacità di pensiero deve ricordare che sono pochi attimi di storia, quasi illusoria, contro milioni di anni di preistoria, e che nel nostro cervello è ancora nettamente prevalente una forte anima rettiliana. Dunque se quella smania di "possesso", di "controllo", che - hai ragione - non può essere l'unica misura dell'amore, manca però totalmente, io comincio a "preoccuparmi", proprio perché questa mancanza mi risuona in quei neuroni rettiliani spaventosamente innaturale. E io ci tengo alla mia natura. Se poi qualcuno si è evoluto ancora oltre, e riesce a vivere pienamente più cose, che non so come chiamare, benissimo per lui, ne sono felice, forse anche invidioso.

"Lupi" è una storia di violenza inaudita che non ha niente a che vedere con l'amore. Ma è forse proprio per questo che la prima tavola, dedicata alla nascita di una dolce bambina, mi è rimasta conficcata nella testa per così tanto. Per contrasto. Avrò letto il fumetto una manciata di anni dopo l'uscita (ha esattamente la tua età, miwako) e quando stavi/stavate cercando una definizione valida dell'amore, quell'incipit è subito eruttato scoperchiandomi il cranio. Se ti interessa Pazienza non comincerei comunque da questa storia. Sceglierei Pompeo. Si può soffrire e gioire allo stremo davanti a un romanzo, un vero romanzo, scritto a fumetti? Non lo so se è così per tutti, ma a me con Pompeo è certamente capitato.

altra cosa: sentivo che la definizione non ti avrebbe convinto, contestualizzazione o meno (e non l'ho scritta apposta per questo, è stato il vulcano di cui sopra, anche se molte volte preferisco sapere di non convincere piuttosto che venire incontro), e questa cosa un po' mi spaventa. Ti sto leggendo molto e mi sto sentendo anche in colpa, soprattutto sui tuoi post più personali. Non so bene cosa fare. Non mi sento "autorizzato", sto conoscendo troppo di te e non so se posso continuare. Anche in archivio ho cominciato a saltarne alcuni, orientandomi su quelli più "narrativi" (che personali sono sempre, ma in un altro modo). Tu non sai un cazzo di me, e certe volte mi sento come se preferissi avere uno scambio di prigionieri su un ponte fra le due Berlino, vorrei rivelare una mia debolezza, un dubbio che mi scava, per poter continuare a indagare i tuoi. Lo so che è un blog pubblico, ma di sicuro è nato per una cerchia che ti conosce, poi si è allargato ad altre persone che oramai anche loro ti conoscono, mentre io non c'entro niente. E chissà se ogni volta che scrivi pensi a un pubblico generico, oppure se ogni post è indirizzato a una persona in particolare. Mi sentirei ancora più in difficoltà. Anche se uno dei tuoi pregi, enormi secondo me, è che chiunque ti legga si sente toccato e chiamato in causa direttamente, una capacità che ti ruberei volentieri se potessi.

altro che fiume in piena! Scusami. Puoi cancellare tutto se è un problema, e sai benissimo che puoi anche non rispondermi. Tranquillissima, lo so che lo sei e mi piace così.

in ogni caso, ti abbraccio anch'io

notte, Gab

Marzia ha detto...

Anni fa, ad una mia ex compagna, dissi che capii di amarla quando mi sorpresi a parlare dei suoi difetti col sorriso sulle labbra.
E' una piccola cosa, un'inezia, un indizio.
Oggi io penso
che l'Amore
sarebbe costretto
se si riuscisse
a definirlo.

Non so se sono riuscita a spiegarmi.

miwako ha detto...

@ Vicè: Uno ci prova; si costruisce delle convinzioni, basandosi su una serie di ragionamenti, e crede di averci capito qualcosa.
Poi, le opzioni sono due. 1) Sei convinto di essere arrivato alla verità, a tal punto da non rimetterci più piede in quei pensieri, citanddoli a memoria nell'assoluta certezza di essere approdato a qualcosa di concreto. E' probabile che non cambierai idea perchè hai smesso di farti delle domande.
2) Succede qualcosa che ti obbliga a riflettere. Il dubbio (fecondo come nient'altro, sempre sia lodato) si insinua, ti fa ipotizzare di non averci capito un'emerita mazza. Da qui riparti, esplori, domandi, ti rispondi, approdi a qualcos'altro che andrà bene fino all'arrivo del nuovo dubbio.
Scelgo la seconda, ovviamente.

@ Summ3rw1nd: Allora lo sai anche tu di cosa sto parlando?! E' un casino, si.

@ Gab: Ho deciso che ti rispondo con una mail. Lunghezza imbarazzante -_-

@ Marzia: Hai sintetizzato esattamente ciò che si può dire dell'amore. Ovvero che non si può dire di lui, altrimenti sarebbe costretto. Se lo senti però, se c'è, gli indizi ci sono e dicono anche ciò che non sapremmo descrivere.
Eccome se ti sei spiegata.

monia ha detto...

Non è proprio questo il bello?
Cos'è l'amore?
E chi riesce a spiegarlo?
Con le sue mille sfaccettature... è meglio viverlo, ognuno a modo suo, sempre diverso, sempre nuovo, a volte debole, oppure forte, leggero, pesante, che cambia e si evolve... che si incolla al tuo essere, a come sei, a quello che vuoi diventare...
Io nemmeno la vorrei trovare la vera definizione di "amore": non sarebbe sempre riduttiva e un pò deludente?
Io intanto penso a vivermelo, che è già una grande cosa...