giovedì 9 febbraio 2012

E' LUNA DI NOTTE

Ho un post in cantiere e non ho il tempo di finirlo.
E non posso esimermi dal dedicargli il respiro che si merita.

Non dovrei nemmeno essere qui, considerando che non ho tempo. 
Ma ho un bisogno tale di lasciar andare le dita, che non riesco a resistere.

Niente di trascendentale da dire.

Ma c'è una luna stasera che meriterebbe un poema. Mi sembra un motivo più che valido perchè il mondo trattenga il fiato e si prenda il tempo per ammirarla.
Mi sembra un motivo più che valido per fermarmi un secondo e venire qui a scriverne.
Gravida e rotonda, luminosa e limpida come nella sua forma migliore, è di una bellezza tale da sembrarmi la prima volta che la vedo.
E me ne accorgo mentre torno a casa filata dal lavoro, dove ho avuto un principio di assideramento causa riscaldamento rotto da qualche giorno.
Me ne accorgo dopo una giornata discutibile, in cui le cose potevano decisamente andare meglio.
Me ne accorgo solo una volta giunta in Piazza Beccaria, quando il dedalo di vicoletti medievali che conduce a casa, si squarcia in un crocevia imperniato su quell'arco di pietra vecchio almeno 700 anni.
C'è una magnolia giapponese, dall'altro lato della strada.
Ogni giorno, mi dà il "bentornata"; la vedo e so che sono a casa.
La sua, è una fioritura precoce, con fiori rosa e carnosi che sbocciano prima delle foglie. A febbraio. Fine gennaio quando l'inverno è particolarmente mite.
Non è questo il caso, ovviamente.
Ma lei, non curante del turbine (più mediatico che altro in quel di Firenze) di gelo da cui tutti aspettiamo di uscire, ha già messo germogli. Piccoli, verdeggianti, dormienti; ma pur sempre germogli.
Tira vento.
Mi si sposterebbero i baffi se ce li avessi.
E' una di quelle serate fredde e cristalline, in cui tutto sembra ricoperto di zucchero.
Il cielo è del colore che viene in mente quando si pensa al freddo.
E lei è la.
Lei la magnolia.
Lei la luna.
L'una appesa ai rami dell'altra.
Sono di una bellezza commovente, insieme.
Le osservo oscillare illusoriamente al ritmo dei miei passi e penso che quello è un bel momento.
Anzi, Il Momento.
Quello da cercare in ogni giornata, quello da cui farsi trovare per rimettere le cose nella giusta prospettiva.
E' stata una giornata orribile, ho ripetuto mentalmente fino a poco prima. Negativa per alcuni versi, assolutamente insignificante per molti altri. Orribile sembra riassumere bene. Poi, come se mi fossi ritrovata davanti quell'unica persona che non vedo da tempo immemore e che sarebbe stata in grado di robaltarmi quelle labbra corrucciate con la sua sola presenza, la luna mi rapisce gli occhi e li porta in alto, tra i rami di magnolia, trascinando con sé anche i pensieri.

Mi fermo.
Nuvolette di talco sembrano uscirmi dalla bocca ad ogni respiro.
Il naso all'aria, un soffio di sorriso mi si appoggia sulle labbra, e gli occhi intanto si bevono tutto il cielo.
E penso, che in fondo, aver visto questa luna e questi fiori che ancora non sono, dà a questa giornata tutto un altro senso. Le cose negative sono ancora lì, come quelle insignificanti e il principio di congelamento ad atrofizzarmi le mani.
Ma ho sentito il cuore respirare, gli occhi togliersi la sete, l'anima trovare ciò di cui si nutre. E allora, forse, ciò che conta è al suo posto. E il resto, non ha molta importanza.

9 commenti:

Marzia ha detto...

l'ho vista anch'io, e non ci crederai, ho pensato le stesse cose :)

miwako ha detto...

E tu non crederai al fatto che dopo essermi chiesta se, anche questa notte, complice l'insonnia, avresti lasciato una traccia da queste parti, mi sono chiesta se non la stessi addirittura guardando quella luna.

carpe diem ha detto...

la luna è magica fango...

Gab ha detto...

tutte le volte che vedo una luna così penso a come si sentono mentre la guardano quei 12 che ci hanno camminato sopra..

Marzia ha detto...

il filo che ci unisce
i pensieri
le coincidenze
questo qualcosa d'inafferrabile
è incredibile
l'ho sempre pensato
ne abbiamo parlato
eppure
ogni volta
nonostante tutto
non può
non lasciarmi
a bocca aperta.

Tra cenere e terra ha detto...

"Il naso all'aria, un soffio di sorriso mi si appoggia sulle labbra, e gli occhi intanto si bevono tutto il cielo". Sì, guardiamo insieme questo cielo...!

miwako ha detto...

@Fango: Devo darti ragione. Sarà che è così lontana e che ci si nasconde dietro il sole?

@Gab: Bella domanda. Una volta mi si è conficcata una "scheggia" di patata arrosta in una tonsilla. Era fastidiosissimo, non si staccava, mamma ha dovuto trovare una pinza abbastanza lunga da prenderla ed estrarla. Credo, forse, siamo io e altri tre esseri umani a poter dire cosa si provi ad avere una patata arrosta letteralmente conficcata in gola. Credo sia la stessa cosa per il camminare sulla luna; se non ci sei stato non te l'immagini. Questo esempio fa pena, effettivamente, ma hai capito cosa intendo.

@Marzia: Filo invisibile ma incredibilmente reale. Pensa, sarà capitato anche prima che ci conoscessimo che io e te ci trovassimo a guardare la stessa luna, pensare le stesse cose, fumando la notte sulla terrazza del mondo. Assurdo. E bello.

@Tra cenere e terra: Spero davvero tu l'abbia vista quella luna. Sembrava di sentirla parlare.

Un abbraccio

Gab ha detto...

l'incontro ravvicinato con la patata fu durante la missione dell'APollo-al-forno 11, vero?

...

WUaHahAHAh! (scusami..)

miwako ha detto...

Gab, questa è geniale, sono qui in cucina che rido da sola! Wahahahaaaa