giovedì 2 febbraio 2012

LA MONACA DI MANZO E L'INNOMINATO INGREDIENTE SEGRETO

Ne succede di ogni sorta, nell'appartamento di via G. Si mescolano le mani, i mestieri, i sapori. E allora, in una fredda, freddissima, giornata di inizio febbraio, può succedere che il vento del nord che spira incessante fuori da queste quattro mura, s'infili in questo spazio minuscolo e porti lo scompiglio più totale.
Mi guardo intorno, alla mezzanotte di questo bislacco mercoledì, e se dovessi descrivere quello che vedo, non saprei neanche da dove partire.
Qualcuno, ad esempio, ha spostato dell'erbetta dal piatto alla sigaretta.
Qualcun altro, stilista e creatore di cose straordinarie di giorno, stringe tra le mani un aggeggino rumoroso e inchiostrante e sta tatuando la spalla di uno degli abitanti di questa casa.
Qualcun altro ancora, si ritrova davanti ad una ciotola di zucchero e un tubetto di maionese che non vogliono saperne di separarsi.
Avete capito bene.
Amoreggiano sul tavolo, si rincorrono e si prendono a farinate in faccia.
Ovviamente mi tocca intervenire.

  IO: "Cosa fate insieme che fate schifo? Non vi posso neanche guardare! Fatela finita"
Risate generali. La maionese e lo zucchero si prendono a braccetto e iniziano a cantare:
ZUCCHERO&MAIONESE: " Miwa' non fa la stupida staseeeraaaa! Dacce na mano e facce divertì! Prendi'er burro a lamelle, tufface 'e fruste e poi vai, affà gonfià sta mischia, sinò so'guai!"
   I: "Ma per farci cosa, ma lo sapete che insieme siete da conato isterico-culinario?"
Z&M: "Nun te scordà de mette la farinaaaa, schiatta'a palla in frigo, a riposàààààà"
   I: "Giammai, mi rifiuto di collaborare a qualsivoglia intruglio disgustoso."
Z&M:"Prendi'o stampino moscio, taja, poi inforna e vedraaai, Miwa, si nun lo fai te famo neeeraaa"
  I:  "Questo è oltraggioso! Ma chi pensate che io sia? L'assistente ad una casa di produzione di film a sfondo erotico-culinario? Questa è pornigrafia dolciaria, chi diavolo vi ha mandato, l'Imperatrice degli Orti? Se è stata lei giuro che le strappo quel ciuffetto odioso da sopra lo scalpo!"
Z:"Imperatrice? Ma che sta'addì questa? Imperatrice de 'sti cojoni"
  I: "SSSSSHHHH!!! Fate piano! Se vi sentono i veganissimi ci sarà poco da ridere per voi due!"
M: "Oh, zuccherì ma lei nun te sembra quer pezzo de bisteccona che stava ner firm de Tinto Braciola?"
Z: "Nooooo!!! La monaca di manzoooo!!! Un ce credooooo!!!"
  I: "Ma quale Monaca di Manzo e Tinto Braciola!!! Io non le faccio certe cose, VERGOGNATEVI! Ditemi piuttosto chi vi ha mandato o giuro che faccio una strage!"
Z&M: "Ce manda a'Arababonazza
  I: "Chi?"
M: "L'ARABAFELICE, si sorda?"
  I: "..."

Oddio. L'arabafelice? Proprio lei?
Quella BellaBravaBuonaIntelligenteIronicaIncredibilmenteTalentuosa???
  I: "Ma perché proprio io? "
M: "E perché, perché? E' da na settimana che stai a rompe'cojoni su quer sito e guardà sta benedetta ricetta! Ora te tocca! Nnamo, tira fori 'a pirofila e inizia a impastà!"
  I: "Ma io ... veramente ... "
Z: "Allora si pure scema! TE FAMO NEERAAA! Ce devi cucinà!"

Con la coda tra le gambe, spaventata dal pensiero che l'Arabafelice sappia che spio quella ricetta con un misto di curiosità e disgusto (più disgusto però) da più di una settimana, decido che a questo punto non posso più tirarmi indietro.
Tiro fuori l'indispensabile (o almeno quello che ancora non sta saltellando e urlando scurrilità sul mio tavolo) e inizio sbattendo lo zucchero e il burro.
Poi unisco la maionese e mescolo con cura.

Z: "Te piace eh? Hahahahaaaa!"
M: "'A prossima vorta se famo n'orgia pure co' pancetta e cioccolato, eh bella monacona?"
  I:"Non oserete, pervertiti che non siete altro!"
Z: "Sarà, ma noi ce stiamo a divertì e a te te tocca impastà! E tra un po' c'hai pure da infilacce'e dita! Hahahahahaaaa!"
  I: "Ora aggiungo la farina. Non setacciata. Spero vi ci soffochiate con quei grumi"
M: "A'Miwa', quarcuno c'ha er dente avvelenato? Hahahahaaaa!"

Finalmente l'impasto con l'(ingrediente)Innominato è pronto per essere messo in frigo per venti minuti. A tacere.
Nel frattempo, scaldo il forno, preparo la teglia e lo stampino a forma di coniglio; estraggo il panetto. lo stendo e inizio a stagliuzzare. La ricetta originale prevede che, prima di coricare i biscotti sulla carta da forno, siano passati nello zucchero. Presa da un istinto del momento, decido di mescolare lo zucchero bianco a quello di canna e a dei semi di papavero.
Dopo aver titubato ancora un po', essermi presa della " 'Nfame snobb co'a puzza sotto er naso", ed essere pure stata morsa all'indice (non chiedetemi come e perché, fatto sta che il mio consiglio del giorno è: Diffidate della maionese con forte accento romano; morde) saluto i biscotti e li mando a (meritata) morte al forno, decretando l'agognata fine di un incubo a luci rosse e giallo maionese.

14 minuti per la cottura, un'oretta per il completo raffreddamento ed è il momento dell'assaggio.

Sorvolando sul fatto che quelli dell'Imperatrice Dei Foodblogger hanno un aspetto magnifico, mentre i miei si presentano sottoforma di lepri obese con la varicella, apro le fauci ancora dubbiosa e ne addento uno.
Zucchero.
Si scioglie.
Sento il burro.
La farina.
E un saporino squisitamente indefinito a chiudere il cerchio.

Ommioddio sanno di buono! Com'è possibile? Non ne ho idea, so solo che la C.P.O.I.B. (leggasi Commissione per le Pari Opportunità nell'Ingredientistica Biscottifera), composta da Marie Antoinette, Alice nel Paese delle Meraviglie e il tizio che fa occhio alla spesa, annovererebbe questi biscotti tra il necessaire per un the delle cinque come Dio comanda, condannando invece la sottoscritta che ha osato dubitare della riuscita della cosa e, quindi, dell'Arabafelice.

Ovviamente, ai commensali designati per l'assaggio, ho rivelato l'ingrediente misterioso solo ad assaggio avvenuto. Tutti increduli ed entusiasti, tranne uno (che però se n'è mangiati sei) che proprio non riesce a pensare di intingere qualcosa che contenga maionese in un the o un caffè.
"Sacrilegio", ha invece  proferito mia madre facendo tremare la finestrella di Skype; "Non ti azzardare a portarli, quando vieni!"
Va bene mamma. Ma sappi che quello che tu non vuoi nemmeno vedere sulla soglia di casa, quello che stai rinnegando davanti a Sua Santità il Burro ( quindi a Dio, nell'iperuranio dei biscotti e delle frolle), è un biscotto degno della miglior pasticceria danese da the.
E se lo dico io che non amo i biscotti al burro ma che sono un'assaggiatrice di fama mondiale, c'è da scommetterci che sia una bontà inaspettata.
Provateli.
La ricetta la trovate qui.

CREDITS: Mi scuso con l'Arabafelice ignara di tutto (sempre sia lodata), per l'uso e abuso del suo nome e della sua ricetta, e in più la ringrazio infinitamente, 'chè se avessi trovato questa ricetta in qualunque altro sito, mai e poi mai le avrei dato una chance.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Santo iddio!A leggere quella pagina sui biscotti mi è passata la voglia di studiare tutta quella robaccia che dovrei..e invece mi è venuta quella di sfornellare!Tra l'altro i coniglietti sono bellissimi, anche se hai sfidato il consiglio di non utilizzare formine. Continuo ad avere qualche dubbio sulla maionese, ma mi fiderò e li proverò anch'io.
Sofia

arabafelice in cucina ha detto...

Oh mamma, i biscotti alla maionese sono onorati dall'aver passato il test :-) ed io mi sto schiantando dal ridere.
Che dirti, se non grazie ? ;-)

miwako ha detto...

@ Sofia: Provali, ti stupiranno! E il giorno dopo sono pure meglio ^_^

@ Arabafelice: Oddio, l'Arabafelice a casa mia, quale onore (o vergogna visto le cazzate che ho scritto)! Sono io a doverti ringraziare per le squisitezze che posti e per le risate che mi fai fare! E' sempre un piacere multiplo passare a trovarti!
I coniglietti obesi ti salutano ^_^

carpe diem ha detto...

fangoooo mi hai fatto morire dal ridere...assomigliano un po' a Camilla non trovi?!

miwako ha detto...

E' verooo!!! Se la Camillina è così buona da mangiare è meglio se la nascondi quando verrò a trovarvi :D