domenica 18 marzo 2012

MINIME' - ovvero la sottoscritta versione latte condensato -

Allora, la faccenda è questa.
Sono giorni che medito di scrivere un post, mille post, ma non ne ho il tempo. Una come me, cosa dovrebbe fare in questi casi? Sparire o ridurre il volume delle bulimie verbali?
La prima ipotesi è da scartare, non scrivo qui da qualche giorno e già mi prude il cervello. La seconda comporta un ammutinamento (o mutilamento) delle mie dita ma, almeno, mi consente di non soffocare con tutte queste parole in bocca.
Ergo, visto che da qui in avanti, fino a data da destinare, non avrò tempo per fare altro che non sia starmene leopardianamente china sui libri, dovrò strizzare i pensieri in un tweet o poco più.
E rimandare quelli più contorti a quando non avrò il fiato sul collo.
Oggi non è una gran giornata. Credo che lo standard sia questo al momento, e ce lo faremo andare bene. Le mie paturnie ed io. 

Anzi no. Macchè cavolo dico? Io? Miss bicchiere mezzo pieno e sorriso sempre in tasca? No. Mi rifiuto. Ci sarà pure il modo di relativizzare questo periodo e sorridere comunque! Certo che c'è, ce ne sono a migliaia. I bambini che muoiono di fame, la guerra, le malattie. Ma, senza il bisogno di scomodare le tragedie dell'umanità, anche la striscia di fondotinta a bordo viso di certe donzelle, quelli che usano Facebook Mobile per taggarsi anche dal cesso del Tenax e i sandali coi calzini.
Ecco. Mi è già tornato il sorriso. 
Basta un poco di sarcasmo e la pillola va giù. Ora torno sui libri. Se riesco a scrivere 4 pagine come si deve entro l'ora di cena stasera faccio la torta di mele. 

Questa è la torta yogurt e crema al caramello che ho fatto qualche giorno fa. Inventata di sana pianta. La soddisfazione che mi da cucinare dolci è incommensurabile.
Cucinate, gente, cucinate per quelli che amate. E sorridete, fa bene al cuore.

11 commenti:

Gab ha detto...

sai cosa mi fa impazzire ogni volta di queste tue fettone tortifere? La grana grossa. Sono bitorzolute, ruspanti, corpose. Tutto il resto, a ore come adesso, come domattina, o più tardi, non è torta: è tortura.

(bucano il monitor, mortacci loro!)

Tra cenere e terra ha detto...

Mi fa sorridere il tuo post... quando sei acidella ti addolcisci cucinando?

;)

E' un bel sistema... da gaviscon, non c'è che dire...

Mi fa sorridere anche il commento di Gab! Ha ragione!

miwako ha detto...

@ Gab: L'analogia torta-tortura è geniale! Se vuoi, per smontare il bisogno glicemico posso postare anche le foto degli insuccessi. O preferisci l'elenco ingredienti così magari ti metti a impastare pure tu? ^_^

@ Tra cenere e terra: Per fortuna, tra i miei svariati difetti, l'acidità generalmente non compare...Almeno, non che io sappia! Sono proprio paturnie, un misto di tristezza e insoddisfazione e bisogno di fare. Spignattare come se non ci fosse un domani mi rimette in sincronia, mi rimette al mondo. Quando il mio glorioso metabolismo da cinghiale mi abbandonerà, toccherà mettermi ad intrecciare cestini di vimini! Wahahahaa

neb ha detto...

calzini su sandali...fanno ridere anche me se a portarli è un tedesco di mezzetà con il viso rubicondo.

sui barboni della stazione taccio, invece, non è proprio un sorriso quello che mi si stampa in volto.

presumo tu debba scrivere la tesi (l'unica roba per cui si soffre a scrivere)? magari sbaglio...io le mie le scrissi 1 in 6 giorni (dopo 13 mesi di ricerca d'archivio...) e la seconda in 3 notti (dopo due anni di rielaborazione).risultato: 100 pagine la prima, 200 la seconda. insomma anche la tesi viene di colpo..dopo che hai letto, mandato giù ogni cosa, riletto, riflettuto (?) ti capita la visione nottura e ti ci butti. magari a 8 gg dalla laurea (tesi 1) e dopo due anni dall'esperienza che dovevi scrivere (tesi 2). e ah guai mangiare torte per me...tabù ieri come oggi solo a guardarle metto su le maniglie.

Marzia ha detto...

Se spignattare ti far star bene, fallo finchè la stanchezza non ti assale... una donna è più bella quando sorride, nonostante insoddisfazioni e tristezze d'ogni tipo.

Pier ha detto...

ecco ... l'unica torta che ho cucinato per Emme si è afflosciata una volta tolta dal forno ...
sigh sigh

carpe diem ha detto...

se fa bene al cuore cucinerò giorno e notte io allora!questa torta fango mio è stupenda e chissà che bontà!!!

miwako ha detto...

@ Neb: Rincuorante. Io, che sono un motore a scoppio primordiale, senza frizione, che da fermo non ci sa partire, prendo le tue parole e me le tatuo, così non me lo dimentico. Che si può fare. Ma tu,a scopo sondaggistico, visto che le torte diventano maniglie solo a guardarle, cosa fai quando hai le paturnie?

@ Marzia: Innegabile verità. Ed io, quando impasto farina e cioccolato, sorrido. Sempre.

@Pier: se era un soufflè o una meringa hai scelto un dolce "un tantino" difficile per un neofita. Immagina Messner, a sei anni, che decide di scalare l'Everest. Però che carino che hai fatto un dolce per Emme ^_^

@ carpe diem: era buonissima, e pure un po' laboriosa; mi da troppa soddisfazione quando non sono troppo facili da fare! Ti mando la ricetta!

neb ha detto...

guardo i telefilm.
e per dire mi son vista la prima e la seconda stagione di "the wire" in due giorni.
sono scansafatica a non finire...di quelle con le pile di piatti sporchi sul lavello e tipo 4 lenzuola da lavare.
ecco.

Gab ha detto...

invidia per neb: si sta ciucciando la serie più bella di tutti i tempi. Anzi no, la cosa più bella di tutti tempi. (però falle decantare un po' ste puntate, è roba da vino rosso..)

miwako ha detto...

@ Neb e Gab: so che posso trarre in inganno, ma sono di una pigrizia cosmica pure io. Infatti, approvo le pile di piatti sporchi. Dalla Finlandia, ho portato a mia madre una calamita da frigo che dice (rigorosamente in finlandese) "Piatti sporchi, coscienza pulita". E poi anch'io quando posso mi drogo di telefilm. "The wire" è in lista da ora.