sabato 28 aprile 2012

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Avrei voluto scrivere che è andato tutto alla perfezione; che la macchina dei miei non si è rotta il giorno prima; che mio padre non ha per poco perso la mia laurea, che non ho saputo che l'ordine di discussione era stato invertito la sera prima, dovendo spostare il rinfresco, riorganizzare arrivi, partenze, posti letto; avrei voluto scrivere che ho fatto una bella dormita pre-discussione, che la commissione mi ha lasciata parlare, spiegare il senso di questa tesi e che la cosa è filata a meraviglia.
E invece, la capacità delle cose di andarsene per conto loro, di sorprenderci puntualmente, è pressochè illimitata.

Mi siedo, nel mio vestito nuovo di pacca; non sento niente, nemmeno l'agitazione, placata dalla consapevolezza che ogni riga di quelle 100 pagine è stata un prodotto della mia mente, delle mie dita.
Inizio a parlare, un po' incerta ammetto.
Il presidente mi ferma, e mi dice di non aver capito il senso della mia tesi, cos'ho fatto e perché.
Tre volte.
E non perché non mi so spiegare, non perché non so rispondere, no.
Semplicemente, la iena, è prevenuta come se si trovasse a dover dormire di fianco ad un serial killer.
Sminuisce ogni cosa che dico. Non "contraddice", "svilisce" letteralmente.
Le argomentazioni, le sue, sono alla stregua del più infimo clichè da chiacchiera al bar sport.
"La Finlandia è al terzo posto nella classifica europea per parità di diritti uomo/donna (...) il senso dell'etica finlandese si avverte in ogni ambito della società (...)"
"Si ma sono pochi, è facile così"

Come aver risolto un'equazione difficilissima e sentirsi dire, senza alcuna cognizione di causa, "Si, ma erano solo sei numeri".
Bene, qualità subordinata alla quantità; mi fa piacere prof.
Non guardiamo al contenuto, sia mai; che qui "ci sono poche immagini, signorina"; "é una scelta, visto che la mia è una tesi analitico-sperimentale". Non le guardi nemmeno le cinquanta pagine di interviste che la sottoscritta si è fatta un mazzo tanto per fare, mi raccomando; si limiti a notare che ci sono poche "figurine" come le ha chiamate la seconda volta che me l'ha detto.
Sarebbe stato bello avere un contraddittorio stimolante, invece di sentirmi dire "Non voglio la lezioncina sul contesto storico, credo che i presenti abbiano una vaga idea di cosa sia la Finlandia". Nessuno insinua il contrario; ma se uso la moda e l'evoluzione dei connotati stilistici come strumento di indagine, magari, il mio è un discorso funzionale all'analisi pseudo-antropologica che mi accingo a fare della società. Magari eh, ipotizzo; l'ho scritta io, sa com'è.
"Il senso d'identità nazionale finlandese ha connotati inquietanti", mi dice ad un certo punto.
"Personalmente, in sei mesi passati a fare ricerche e interviste, ho avuto, al contrario, l'impressione di una genuinità che non credevo possibile"
"Non sono d'accordo; il loro spirito nazionalista è pericolosamente vicino al nazismo"

E via dicendo.

Oggettivamente è stata una discussione terribile.
Ho la tranquillità assoluta data dall'integrità del mio lavoro, dalla meticolosità e dall' entusiasmo con cui l'ho portato avanti, dal non essermene stata zitta alle sue "accuse".
Ma era difficile smontarle visto che lei era la presidentessa e trattava la mia tesi come l'avessi copincollata da wikipedia sul tema "Coco Chanel, la rivoluzionaria"; mentre io ero la studentessa soggetta a giudizio. Nonostante io parlassi per dati, ricerche, approfondimenti, basi concrete e lei per opinione personale di una che non c'è mai stata.

Sono soddisfatta di come ho gestito la cosa. Della mia laurea, del mio 102, del cerchio che si chiude.
Ho odiato non aver reso giustizia a quanto ho sudato, su quella tesi; alle conclusioni cui sono giunta, non aver potuto ma anche saputo mostrare il mio lavoro.
Fossi stata più preparata all'esposizione, probabilmente me la sarei cavata meglio; è anche vero che tutto mi aspettavo, meno che di trovarmi di fronte alla regina della polemica sterile, inacidita, casuale e inferocita.
Rimane l'amaro in bocca; per quelle persone che hanno fatto l'impossibile per esserci, per sostenermi, per aiutarmi, per i miei genitori che avrei voluto inorgoglire, in un giorno come questo. Non per il voto, o la laurea in sè, solo per il lavoro che, volente o nolente, con o senza colpa, non ho spiegato come meritava.
E lo so che le persone che mi amano sono comunque orgogliose di me.
Ma quel "comunque" non avrebbe dovuto esserci.

Alla mia relatrice, la presidentessa ha detto che mi sono difesa bene; "Allora lei ammette di averla attaccata?", ripeteva con quel suo buffo accento tedesco. E' un mito la mia relatrice. Lei lo sa bene, quale è stata la portata di questo lavoro; io pure, e va bene così.

Non sembra, ma sono felice.
PROFONDAMENTE FELICE.
Dovevo solo lasciar uscire queste cose orribili, scinderle da come mi sento in relazione alla mia laurea, alla mia tesi, alla giornata fantastica che è seguita, alla gioia suprema che mi ha quasi fatto venire una paralisi alla mandibola a forza di ridere per tutto il giorno.
Parlerò anche di questo, a tempo debito; ora la dottoressa si concede un meritatissimo riposo. E' finita. Si chiude una porta, si apre un buco nell'ozono.

Dottoressa. ^_^

0. Zero assoluto e non relativo. Nullo. Inesistente. Come il peso che voglio che abbia questa cosa, in relazione alla mia laurea.
Ci vorrà un po'.


12 commenti:

Stefania Orlando ha detto...

Mi hai ricordato una esperienza moooolto simile vissuta dalla sottoscritta.
Lo so quanto ci si rimanga male, e soprattutto impotenti.
Ma poi passa ;-)

Buon riposo, dottoressa!

Gab ha detto...

Dott. Miw, sei stata fortunata invece! Avrai davvero qualcosa di diverso da raccontare in futuro, e il racconto diventerà romanzo, il romanzo leggenda, la leggenda mitologia classica. Ho visto tante di quelle lauree noiosissime in cui nessuno ascoltava, qualcuno parlava a telefono, qualcuno DORMIVA con tanto di russatine svisate... Vuoi mettere la iena che attacca e tu che ti difendi bene? Non c'è paragone! Grande, sono contentissimo per te.. :)

baci, Gab

neb ha detto...

"mi raccomando non dire mai dittatura che il presidente è marxista internazionalista..." tempo un minuto e salto fuori con dittatura. più forte di me. poco da fare. penso che la mia lode sia sfumata anche per quello ma chi se ne frega.

chi se ne frega. è tua. nessuno te la può portare via.

si fotta il sistema scolastico italiano tutto. i non professori che vi insegnano.
le stronze e i cretini
gente pagata per scaldare sedie e fare critiche inutili di cose che non conosce.

si fotta tutta.

massimo rispetto per chi cerca di difendersi :)

ma l'ubriacatura degna di nota c'è stata almeno? heheheheh

Summ3rw1nd ha detto...

Congratulazioni!!!!
Brava brava brava.

Sorvolo sulla scadente prestazione di Miss Nontrombodallanottedeitempi, e mi congratulo anche per la calma che hai saputo tenere.

Il tuo impegno è li, nero su bianco...le sue parole invece sono perse nell'aria.

Goditi il meritato riposo e fatti un bel regalo :-)

Un abbraccio!

Il Venerabile Vetusto (grinze sulla faccia in aumento) ha detto...

Pare sia tipico del sistema italiano sterminare subito al primo sorgere le voci che rivelino idee proprie. O semplicemente delle idee. Inconcepibile concedere almeno l'onore delle armi. Non si spiegherebbe altrimenti, la ben nota fuga di cervelli che qui sono solo ostacolati, anzi annientati. E poi, intanto, con buona pace delle signore presidenti (ma se ne rendono conto che è anche grazie alla loro testa?), lo spread sale. Perchè la Finlandia è economicamente come la Germania nei confronti dell'Italia.
Chi è causa del suo mal pianga stesso, dice il vecchio adaGIO. Aggiungo: E la smetta di dare poi la colpa agli altri.
Ciao, dottore. Il bello incomincia ora. (Me ne intendo)

Tra cenere e terra ha detto...

Capisco la tua delusione, ma è stata stronza. Magari non scopa da un po' (scusami, ma quando ci vuole...). Capirai quanto vale questo giorno da ciò che diverrai. Io sono felicissmo davvero. Non ti conosco, ma è come si fosse laureata una di famiglia!! Ti abbraccio io, invece tu bevi, festeggia, grida, sorridi. E poi sogna. Qui c'è gente che ti adora. Olè! ;)

Pier ha detto...

è andata, show must go on .... per esperienza nessuno e dico nessuno, si è mai preoccupato, durante un colloquio, di chiedermi del mio voto di laurea.

miwako ha detto...

@ Arabafelice: Non sono la sola, allora; mi fido, so che passerà. Nel frattempo, mi rilasso!

@ Grazie Gab. Questo è un ottimo punto di vista da cui guardare al tutto. E poi, lo sai, sono una persona che tende pericolosamente alla felicità; perciò farò di quest'esperienza uno spunto da cui crescere.
Un abbraccio

@ C'è stata una una scimmia momentanea conseguente alla lettura del lunghissimo papiro; poi basta, niente alcool, volevo godermi la mia laurea da sobria; e sai che c'è? Sto realizzando che ho vinto comunque, a prescindere dalla discussione.

@ Summ3rw1nd: "Il tuo impegno è li, nero su bianco...le sue parole invece sono perse nell'aria", questa frase è da incorniciare per quanto è vera e riassuntiva; grazie Vento ^__^

@ Venerabile: Oltretutto non capisco come mai sentirsi così punti sul vivo; ok, era un'indagine comparativa e forse, da italiana, posso intuire perché ci si senta presi di mira, ma in luogo di discussione, il giudizio dev'essere sul lavoro svolto, scevro da coinvolgimenti emotivi di sorta. E' come quando, alle elementari, il tuo amichetto ruba la merenda a qualcuno e tu, solo perché gli vuoi bene, lo difendi dicendo che aveva fame; i campanilismi, se proprio devono esistere, è sicuro dovrebbero rimanere fuori dalle aule e dai parametri di valutazione di un lavoro. Però, come hai detto tu, il bello comincia adesso, sarà tutto in salita e sarà bellissimo, ne sono sicura.

@ tra cenere e terra: Grazie mille; non mancherò di fare ognuna delle cose che hai elencato. Dormita lunghissima, domenica in piagiama con le amiche, cazzate, caffè, ukulele e crepes al forno; ed è solo l'inizio.

Un abbraccio

@ Pier: Sono soddisfatta del voto, e lo direi con fierezza pure ad un colloquio; in realtà sono soddisfatta di tutto. The show WILL go on.

carpe diem ha detto...

dottoressa Fango ..quello che conta è che ce l'hai fatta.ci vediamo giovedì...

Mami ha detto...

Purtroppo è così, a questa gente non interessa niente della tesi della gente e di tutto il lavoro svolto, credo considerino addirittura farti un piacere lo stare lì ad ""ascoltarti"". Però hai saputo difenderti, e con argomentazioni più valide delle sue, il che dimostra di gran lunga la tua superiorità.

E adesso hai finito e non pensarci più! :D
Congratulazioni!!!

Monia83 ha detto...

Certo che hai vinto Miwako, e devi solo essere fiera di te.
Sinceri complimenti dottoressa, vicino a te avevi la tua famiglia e i tuoi amici ed è quello che conta!
Ancora mille volte congratulazioni ;)

miwako ha detto...

@ carpe diem: Dottoressa fango no, eh? Perdo subito di credibilità ^__^

@ Mami: Lo so, è che uno ci crede in quello che fa, e crede che avrà quei (miseri) venti minuti per mostrare quanto ci crede; poi le cose vanno diversamente, perché in realtà, non frega niente a nessuno della tua tesi. Ma sai che c'è? C'è che è a me che non frega niente se non c'è interesse, io so che il valore del mio lavoro, non lo possono certo decretare quei babbioni che non l'hanno nemmeno letta. Grazie maialinooooo

@ Monia: Non potrei essere più d'accordo! Grazie mille Monia ^_^