lunedì 23 aprile 2012

# 5 #

Ogni volta che il treno abbandonava la stazione, lasciavo che gli occhi vagassero fuori di lì, a destra o a sinistra, a seconda del lato da cui sedevo.
La cercavo sopra le rotaie, su quella piccola collina rocciosa, come un quinto punto cardinale.
E lei c'era sempre.
Difficilmente avrebbe potuto sparire, così, da un giorno all'altro. Ma era come se sentissi di dover controllare.
E' insolito rendersi conto di quante siano le cose, al di fuori di noi, che contribuiscono al nostro equilibrio.
La casa di legno rosa chiaro, era una di queste quando vivevo ad Helsinki. 
Era alta, mesta, vecchia e bellissima. Non ho mai smesso di chiedermi chi ci abitasse. 
Un pomeirggio di giugno, in una delle infinite passeggiate, in compagnia di Mr.Gorgeous, finimmo da quelle parti.
A ripensarci ora, fu una giornata bizzarra.
Ero passata a prenderlo verso le tre, MamaGorgeous era di umore nero, quel giorno; in casa non c'erano soldi, aveva dovuto impegnarsi un bracciale al banco dei pegni per pagare il gas. Entrai, con l'immancabile secchiello da passeggio di caffè nero ma non troppo; Venla mi corse incontro, saltellante e un po' spocchiosa, come sempre.
Ogni volta che entravo in quell'appartamento, non riuscivo a non rimanere sorpresa per la luce bianchissima che illuminava tutto; sembrava costantemente di trovarsi in un posto fuori dal mondo. Non so se fosse dovuto alla posizione, ma mi sembrava improbabile, visto che si trattava di una casetta al piano terra affossata in una strada zeppa di condomini.
Davanti allo specchio dell'ingresso, c'era una sedia, adibita a svuotatasche, solo che quel giorno era inclinata di 45° rispetto al solito. Sopra, un portafogli aperto con una manciata d'euro che usciva per metà, a ventaglio. Li guardai, istintivamente; Mr.Gorgeous sorrise vedendo il punto interrogativo che dovevo avere in mezzo alla faccia.
Uscimmo in strada, dopo aver salutato MamaGorgeous; c'era un sole di una bellezza ingiusta nei confronti di chi non poteva goderne.

" E' scaramantico. Gli specchi attraggono tutto ciò che riflettono, incluse le cose positive e negative; perciò la mamma ci mette davanti i soldi, cosicché il destino provveda"
"Mmmh... E' un'altra delle tue teorie sull'universo?"
"Esatto! Funziona, sempre! E' una questione di energie cosmiche; se vuoi qualcosa, l'universo non ti remerà mai contro. E' ovvio che non puoi aspettarti che ti piova una Mercedes tra capo e collo, ma se hai bisogno di qualcosa, se non sai come fare ma cerchi comunque di mantenere un atteggiamento positivo, di metterci tutto il tuo impegno, l'universo provvederà."

Sorridevo, ascoltando le sue bizzarre leggi sull'universo, sue e di sua madre. Non dubitavo che ci fossero delle energie a muovere il cosmo, ma pensare che addirittura l'Universo "in persona" si prendesse la briga di favorirci in qualche modo, sembrava troppo pure ad una svampita e un po' naive come me.

" Love the universe" mi ripeteva.
Era una persona così fragile; ho sempre creduto che il suo problema fosse la paura di lasciarsi vedere.

Pareva che i piedi sapessero dove andare, in quel dedalo di sentieri e strade e case e alberi. Anche i miei, nonostante la mia totale mancanza di senso dell'orientamento.
Finimmo su un ponticello rosso, che non avevo mai visto prima e che non ho mai più ritrovato; un gruppo di turisti spagnoli era intento a fotografarsi in  improbabili posizioni acrobatiche; il sole a picco, e lui che mi ripeteva che l'Universo ci ascolta.

Si ferma, occhi a terra.
Si china e raccoglie qualcosa.
Sono soldi.
Non un portafoglio, un fermasoldi, niente, nessuno intorno; perfino gli spagnoli non ci sono più.
Solo quei 150€.
Si rialza, si volta e mentre il sole gli inonda il viso niveo, un sorriso incredulo fa la stessa cosa.
Eravamo così eccitati che iniziammo a ridere e saltellare, come bambini.

Tuttora mi rendo conto che non può entrarci il Signor Universo in questa storia.
Eppure ...

"Andiamo, bella, stasera offro io; che ne dici se ci smezziamo un cinese untissimo?"
"Ma non è meglio se li usi per scopi un po' più nobili?"
"Ehi, ho detto che ti offro un cinese, mica ti porto da Carusel! Il resto va a mamma!"

Ripresero a girovagare, i nostri piedi; nel fitto di un boschetto inaspettato, dovevamo spostare i rami con le mani per non prenderli in piena faccia. L'aria satura dei posti dove le piante sono in numero nettamente superiore agli umani, le geometrie ballerine create dal sole che s'infilava tra i rami, io e lui in silenzio. Era bellissimo.
Cavato dal viso anche l'ultimo ramo, ci ritrovammo su una collinetta rocciosa. Mi voltai, verso destra, e lei se ne stava lì, legnosa, maestosa, rosa. La casa, la mia casa sconosciuta preferita. Sembrava disabitata, eppure giurerei fosse viva. Era ancora più incantevole, vista da vicino. Rimasi immobile per un tempo indefinito, a fissare le fondamenta e quel torrettino colonnato lassù in cima, quasi sopra il cielo, finchè a Mr.Gorgeous non venne fame.

Andammo al cinese di fronte a Karhupuisto, vicino casa sua. Ridemmo come matti, in mezzo a tovaglie troppo sontuose e bacchette usate per tutto fuorchè per mangiare.

Fu una delle ultime giornate che passammo insieme.

Tempo dopo, quando lui era già partito, passeggiando in quel parco davanti ad Hakaniemi, inciampai in qualcosa di impalpabile.
Era estremamente difficile, per me, non tenere il naso all'aria. Gli alberi da indovinare, le chiome sempre più verdi, i mille cieli pronti a declinarsi in gradazioni che non credevo possibili; tuttavia, lì, a quattro passi da casa di Mr.gorgeous e due dal mare, decisi di voltarmi e guardare in basso, per una volta, invece che regalare gli occhi all'Hakaniemi Round House.
Sola, col mio "addio" in tasca, pronta a lasciare la Finlandia poco dopo, realizzai che, davvero, l'Universo può.
Non so ancora bene cosa, ma può.

5, come i sensi. Usarli tutti, simultaneamente, consapevolmente, è una delle esperienze più stravolgenti al mondo. Anche se solo per passeggiare, si.


4 commenti:

Monia83 ha detto...

INCANTEVOLE
il post
la casa di legno rosa chiaro
l'universo che ci ascolta

L'arcigno Venerabile Vetusto ha detto...

Vedi che ti capita perfino di scrivere una pagina eletta?
Voglia dirmi, signora, a quale altezza del petto appuntarle la medaglia al fine di evitare di infilzarle il capezzolo.

miwako ha detto...

@ monia: anch'io rimango sorpresa quando "capto" l'universo; è bellissimo.

@ Mefistofelico Venerabile Vetusto: la preferisco sul naso, così quando cammino mi sventola davanti e la vedo di continuo!

Venerabile Vetusto (seconda puntata) ha detto...

Imbattibile commento, applausi:)))
(E cuoricini...)