domenica 8 aprile 2012

PAS-QUAnd je suis seule, PAS-QUAnd je ne suis.

Non mi succedeva da anni.
ANNI.
Di ritrovarmi inginocchiata a terra a piangere dal dolore.
Lancinante, abbacinante, obnubilante.
Un'ora e venti minuti.
Senza sosta, senza respiro, senza coscienza quasi.
Cerco spigoli vivi dove battere la testa, mani sul viso per soffocare i singhiozzi e non svegliare nessuno, un solo pensiero fisso:

 Ma le persone sole, come fanno quando stanno male?

Le medicine, come polvere di gesso nell'acqua, si depositano sul fondo del mio stomaco senza scalfire minimamente il dolore. Una dopo l'altra, in mezzo ai capelli umidi e il sale delle lacrime, come niente fosse. 
Non ce la faccio, sveglio Stè, scendiamo nella pioggerella fredda di una Firenze addormentata, prendiamo la macchina e andiamo a cercare un dottore, uno sciamano, un santone, mi va bene chiunque al momento.
Lo troviamo.
Una donna con i rasta canuti mi apre la porta dell'ambulatorio fasciata in un kimono, con un paio di occhialetti sottili poggiati sulla punta del naso.
Sorride serena.
Noncurante, tranquilla e rilassata, mi prescrive una bombatomica sedativa senza nemmeno visitarmi. - Cosa pensi che sia?- mi chiede. Io lo so cosa penso che sia. Ma, tra le due, quella con le credenziali per affermarlo si suppone sia tu. Ma va bene comunque, "malasanità" si può leggere anche "Ma-La-Sanità?" Che fine ha fatto?
Impugno il foglio, usciamo, farmacia, gocceatomiche, letto. Ore 7.30. Dormo fino alle 16. E finalmente, il dolore non c'è più.
Il pensiero però rimane lì. Polvere di gesso, una volta ancora.

Ma le persone sole, come fanno quando stanno male?
Come farò io quando questo pezzo di vita scadrà ed io sarò sola, in un'altra città, senza il lusso di avere qualcuno da svegliare in piena notte per correre al pronto soccorso?

Oggi, oggi che sto bene, oggi che è Pasqua, ci sono solo io in questa casa, nessuno se non un tarlo a forarmi il cervello. I coinqulini, partiti; rispettivi paesi, pranzi, nuclei familiari; i miei, a 300 km da qui, siedono a tavola in questo momento, a ridere tutti insieme, con la nonna alticcia e lo zio che punzecchia la "piccola" di casa. Io, grande assente, me ne sto qui di fronte a libri, appunti e fogli word, pensando alla solitudine brutta bestia.
D'altronde, Natale in libreria, Pasqua sulla tesi; non fa una piega.
Per fortuna, ho intorno persone che si preoccupano per me. 
Due inviti a pranzo, declinati per rispetto all'imprescindibilità del vincolo sanguigno come cardine di questi ritrovi annuali. Inviti sentiti, lo so, non lanciati a caso. E mi ha fatto un bene immenso, anche solo sapere di essere voluta, voluta bene.

Poi ieri sera è passato qualcuno a fumare una sigaretta tra una bibliografia e una nota a piè pagina. In tesi, tutti. Intesi, noi. Non se n'è andato che un'ora fa. 
Due in tesi, due intesi, a dormire abbracciati, col buio a fare da coperta, l'odore della pelle e dei pensieri a lasciare il cuore nudo.
Non sono sola, anche quando sono sola. Lorenzo non ha detto niente di nuovo. Sono sola anche quando c'è qualcuno. Anch'io non ho detto niente di nuovo.
Pasqua, d'altra parte, significa passare oltre.
Ed io passo oltre il dolore, la solitudine, le prove del fuoco e del nove. E tutto torna. Soli lo siamo tutti. Però se lanci un urlo, forse qualcuno arriva. Chiedi e ti sarà dato.
E' che a volte non so chiedere.
Fortunatamente, chi mi conosce, ascolta anche quello che non dico.
Quindi ora, un grazie, lo dico. Col cuore. Nudo.

Buona Pasqua

7 commenti:

Tra cenere e terra ha detto...

Sei molto intima. E mi immagino a gridare anch'io la notte, senza un amore... C'è che la meravigliosa solitudine è una bella parola. Ma è per gli altri che viviamo. Ti stringo forte, come fossi lì a smezzarmi una sigaretta con te. Bacio e buona Pasqua.

miwako ha detto...

Grazie.
L'ho appena accesa, la sigaretta a metà.
La meravigliosa solitudine quella che fa male, ti ci porta a forza anche dove è buio, paludoso e di solito ti rifiuti di metter piede. E fa bene. Si dispiegano come ali d'aquila, i cambiamenti, nella solilatitudine dei pensieri; si esplicano e si sostanziano quando veniamo a contatto con gli altri. Imprescindibilità di un processo bifasico, come inspirare ed espirare, inglobare ed esternare, prima soli, poi col mondo.

Ti stringo anch'io.
L'appoggio qui accanto la tua mezza sigaretta.
Buona Pasqua, col cuore.

enzorasi ha detto...

Miwako sarai molto intima ma sei anche molto isolata e senza alcuna diagnosi del dolore che ti ha colpito. Non mi sembrava un dolore mestruale, e nemmeno un forte mal di denti. Propenderei per una colica renale o un forte attacco di depressione esistenziale ( la tesi? la visione del futuro remoto?)
Buona convalescenza e fatti una rx addominale.

Il solito V.V. perchè di salute ce n'è una sola ha detto...

Non farti cavalcare dalla gioventù ma tieni la briglia.
Fronzoli letterari a parte, approfitta della mutua visto che ne esiste una, bene o male.
Parola di Venerabile Vetusto.

miwako ha detto...

@ Enzo: Grazie del pensiero Enzo, ma non preoccuparti, nonostante sia una persona disattenta e poco meticolosa, sono sorprendentemente scrupolosa circa la salute. So che è un dente che sta facendo harakiri. Il dentista è fissato per domani. Dio li benedica, i dentisti. Le loro parcelle un po' meno.

@ V.per Venerabile: transigo solo sulle ore di sonno, 4-5-6, a seconda delle neecessità. Ma considera che fino ai 26 anni ho fatto di quelle dormite neonatali spaventosamente vicine al coma. Per il resto, sono attenta alla mia salute. Mangio equilibrato, cammino spesso, se ho un dolore non lo ignoro e, a differenza di molti miei coetanei, frequento i dottori quand'è necessario, senza procrastinare. Inspiegabilmente, però, se tu dovessi indovinare l'età che ho da quanti acciacchi ho avuto, penseresti che devo averne almeno un centinaio per riuscire a stipare tutte 'ste magagne in una sola vita. Bel mistero.

Gambetto ha detto...

Cercavo la foto di Marisa Laurito senza mutande e quindi sono decisamente nel posto sbagliato per valutare la leggerezza di un dolore traslato dal fisico all'intellettuale andata&ritorno, con finestra sui rapporti interpersonali.
Ho mangiato per un quasi 4 anni tutte le sere da solo, certe sensazioni a modo mio penso di conoscerle ma non sono qui per dirti niente...in fondo cercavo la foto di Marisa Laurito :P
PS
Spero tu stia meglio :)

miwako ha detto...

Pur non avendolo mai letto e non avendo in programma di farlo entro breve, a volte mi ci sento un numero primo. Dolorosamente bello. Ho visto cose che, altrimenti, mai avrei potuto anche lontanamente sperare di captare. Sono felice.
E domani starò meglio, santo subito il dottor S.

Ciao Gambetto, grazie di essere passato