mercoledì 4 aprile 2012

STALKER TEXAS RANGER


 Ecco, questa è una di quelle cose che ho sempre voluto fare. Trovarmi casualmente ad inciampare in una connessione, munita di portatile, nel bel mezzo di un aneddoto succoso. Certo, non mi sarei esattamente auspicata questa particolare circostanza, ma mica si può sempre scegliere, no?
Facciamo che ve la racconto e basta, così, in estemporanea. 

C’è la fila davanti al bancomat. E c’è pure una bella panchina che sembra aspettare me. Mi siedo e, mentre mangio un panino, risistemo l’introduzione e ciarlo al telefono (si, tutto insieme; di questi tempi mica ci si può andare tanto per il sottile), mi accorgo che c’è un losco figuro, in coda, che mi osserva. Continuo a farmi i fattacci miei, come sempre. Poi inizia a piovere, io invoco divinità afferenti ad ogni religione conosciuta mentre cerco di trasportare tutto allo scalino riparato più prossimo a me; il tutto, ovviamente, al telefono. Ad un certo punto realizzo che la fila per la cassa continua si è esaurita, ma il tizio , nel frattempo, si è seduto ad aspettare non-si-sa-cosa proprio di fronte a me. Non pago, dopo essersi alzato incerto, si blocca al passaggio di una signora, ed io realizzo che lui spera ardentemente che lei debba prelevare, così da farla passare avanti e poter rimanere a fare il suo dovere di pedinatore seriale. Finta nonchalance come il caso richiede, continuo a parlare, raccolgo la mia roba e me ne vado. Mi eclisso sotto un arco di pietra sotto cui si trova un pub che frequento spesso, fumo una sigaretta, vicino all’ingresso e, tempo cinque minuti, eccolo là, in un angolo, vicino ad un vinaino, intento a ”leggere un giornale”. Riattacco, finisco la sigaretta e, mentre sono coperta da uno stuolo di turisti di passaggio, entro nel pub, ordino un caffè americano e mi siedo nella saletta interna. Riavvio il portatile, riapro i (milioni di) file della tesi, e mi rimetto a lavorare. Il caffè è incandescente. Certo, avrei evitato di ustionarmi se, alzando lo sguardo davanti a me mentre cercavo di indovinare la temperatura del suddetto, non avessi visto lo stalker con l’aria innocente e un caffè in mano far capolino dalla stanza principale. 

Ora se n’è andato, mi dice la barista. Tra 5 minuti devo uscire, ho un appuntamento. Nel caso mi trovino a brandelli in un vicoletto, sappiate che era un incrocio tra Lorenzo Lamas e Magalli; aveva una coda brizzolata, basso, corporatura medio-robusta. E, sempre nel caso, è stato un piacere conoscervi.

5 commenti:

carpe diem ha detto...

fango con chi eri al telefono casualmente a quell'ora da quasi un mese ormai????!!!! mi sento fortunata ti ho tenuta lontana dallo stalker!

enzorasi ha detto...

Sono le 17 e 48 qui a Catania e spero tu sia al sicuro da qualche posto con un caffè meno ardente davanti e una tesi in stato avanzato di finitura.
Secondo me il vero obiettivo del tizio era il tuo prelievo bancomat.
Alla tua domanda di 2 post fa rispondo che non si tratta di accanimento terapeutico e nemmeno di ritrovata fiducia nella blogosfera.E' solo speranza nella comunicazione.Però capisco che uno con una storia come la mia in rete possa dare spazio a molte illazioni.

Tra cenere e terra ha detto...

Non dirmi che aspettava di entrare anche nella tua tesi...;)

Pier ha detto...

oh cazzo ... s'è accorta del sicario che le avevo mandato. Vabbè, tanto non lo avevo ancora pagato :P

miwako ha detto...

@ Carpe diem: peccato che LUI non stesse lontano da ME!

@ Enzo: Alle 17.48 ero salva, in altro luogo davanti ad ulteriore caffè. Fortunatamente. Di qualunque natura fosse l'interesse dell'energumeno, trovo molto scocciante e fuori luogo pedinare qualcuno. Il rischio è che inizi a comportarmi di conseguenza e diventi, non solo a parole, altrettanto scocciante e sgarbata.
la speranza nella comunicazione non si deve esaurire. C'è la consapevolezza di agire in un non-luogo variegatissimo, nel bene e nel male, che può dar luogo a cose estremamente spiacevoli. Ma anche ad altre sorprendentemente piacevoli.

@ Tra cenere e terra: Sono talmente lanciata in questa tesi che, se me lo chiedessero, saprei davvero tracciare un parallelo persino tra Giancarlo Magalli e la moda finlandese! Wahahahaaa!

@ Pier: Avrei dovuto sospettarlo che, dietro tutto questo, c'era uno dei tuoi scagnozzi. Fossi in te mi guarderei le spalle. Si sa mai che ti trovi l'incrocio tra Vanna Marchi e Wendy Windham appostata dietro un cespuglio intenta a bere un caffè e prendere appunti!