martedì 5 giugno 2012

OGGI SONO IO, DOMANI SI VEDRA'


Stavo pensando che potrei far partire un altro conto alla rovescia in vista del salto successivo ... Ha ha ha ha, scherzo! Cioè, ci ho pensato seriamente, ma non lo farò.
Però voglio scrivere il più possibile.
La me stessa del futuro mi sarà grata per aver fissato da qualche parte il trascorrere di questi giorni.

Non ho ancora fatto niente di quanto avrei dovuto in vista della partenza. Assolutamente niente.

In compenso ieri, dopo aver dormito tre ore (rigorosamente vestita e rigorosamente sul divano), ho preso la mia bella macchinina (ovvero quella dei miei), ho guidato per sessanta chilometri per farmi perforare una gengiva e, conseguentemente, il portafoglio, ho trotterellato allegramente sotto il diluvio universale per fare qualche acquisto funzionale a questa estate che avanza nonostante la mia contrarietà, mi sono tagliata chiudendo quel rottame di ombrello pieghevole (io ODIO gli ombrelli pieghevoli, l'ho mai detto?), sono entrata in un negozio a caso a chiedere asilo e una forbice per tagliare una strisciolina ragionevole dal rotolo di cerotto che avevo, Dio solo sa come, nella tasca della borsa, ho ri-guidato per sessanta chilometri sotto una specie di apocalisse acquatica, ho ciarlato amabilmente davanti ad un caffè triplo e un paio di amiche, ho nuotato per 40 minuti di cui 20 senza sosta alcuna, ho fatto un po' di spesa funzionale alla nutrizione serale, sono uscita per un caffè e una ciarla dall'amica di cui prima, sono rientrata per un appuntamento con mammà e quel nuovo programma su quelli come noi che accumulano roba fino a rimanerne sepolti, ho ricevuto A. per un orzo e due risate e, non paga, sono rimasta sveglia a scribacchiare fino alle 4,incapace di andare a dormire nonostante il sonno incalzante.

Il plenilunio là fuori, ha risvegliato quel granello di licantropia che devo avere incastrato nel DNA; ed io avrei solo voluto uscire, togliermi i vestiti di dosso e far l'amore sull'erba fresca, aspettando l'alba per vedere Venere che ruba la scena al sole per la prima e unica volta in questo secolo.
Invece, la mia vile esistenza mi ha vista sola, davanti ad uno schermo, con gli occhi a bancomat e una sigaretta tra le labbra. Ho ceduto al sonno prima dell'alba, e non ce l'ho fatta a vedere Venere davanti al sole. Peccato. Sarà per la prossima volta; in fondo, per allora, avrò "solo" 128 anni.

Mi piace dormire con la persiana alzata, così da farmi svegliare dalla luce del giorno; un tempo non l'avrei tollerato. Anche portare le mie chiappe a nuotare è una cosa che non mi sarei sognata di fare senza coercizione. Il fatto che io non rischi di non alzarmi quando ho solo poche ore di sonno, è un'altra cosa che pensavo non avrei visto in questa vita. Di miele, fino a qualche mese fa, credo di averne consumato meno di mezzo barattolo in 28 anni. E chi l'avrebbe detto che sarei arrivata ad odiare dormire più di sei ore? Tanti quanti quelli che avrebbero detto che un giorno l'ozio mi sarebbe pesato.

Sono cambiata. Non me n'ero accorta, lì per lì.

4 commenti:

Mami ha detto...

In questo momento ti sto invidiando tantissimo... Io ultimamente la mattina non riesco mai ad alzarmi, il pomeriggio ho sempre sonno e spesso (tipo ieri) dormo (e io ODIO dormire il pomeriggio!), e la sera alle 10 crollo .__. Perché non mi hanno fatta insonne???

Gab ha detto...

Oggi pensavo che Venere passa tutti i giorni davanti al Sole, dipende solo dal punto di vista, e noi siamo fin troppo legati al nostro, infinitesimale, terrestre. Comunque fai ancora in tempo, è l'alba di oggi! :)

(occhio agli occhi però..)

ciao

carpe diem ha detto...

fango vorrei dirti tante cose, tutte le cose che ieri sera non sono riuscita a dirti...goditi questi giorni ancora qui con i tuoi, con i tuoi amici,col fango...

miwako ha detto...

@ Mami: Me lo domando anch'io. Non ti credere, nei lu(uuuuuuuuuu)nghi mesi della tesi e del lavoro e dello stage non avevo il tempo di dormire e l'adrenalina mi teneva sveglia. Ora, sento che il mio cervelletto pigro non disdegna di dormire anche più del necessario, sono io a non volerne sapere. E' una fatica comandarlo a bacchetta senza l'ansia da obiettivo da raggiungere, perciò ti capisco. Me la sono augurata pure io, l'insonnia.

@ Gab: Ottimo spunto (di vista) il tuo. Empatizzare anche con gli altri pianeti della galassia era una cosa che non era passata per la testa nemmeno ad un'univers(al)ista convinta come me! ^_^

@ Carpe Diem: Ti conosco così bene che non ce n'è bisogno, sento anche quando non dici, fanghetto.