sabato 4 agosto 2012

SE STIAMO INSIEME CI SARA' UN PERCHE'

Cos'è che tiene unite le persone?
L'amore?
La necessità?
L'attaccamento?
I soldi?
La paura?
I contratti?

La chiamano "maturità", quella consapevolezza che, ad un punto imprecisato della tua vita da adulto, dovrebbe colpirti come un cazzotto in viso, svelandoti che l'amore, ad un certo punto, diventa l'ultimo dei motivi per stare con qualcuno, forse, addirittura il meno plausibile.
Le persone si scelgono, si amano, si sposano, fanno i figli e fanno i mutui.
E poi?
Poi niente, cambiano, si allontanano, si odiano, a volte smettono di crederci; ma, come in un patto con qualche entità superiore (o inferi-ore), non possono liberarsi dal ricatto emotivo o economico che insieme hanno stipulato, perchè nel frattempo, nell'orticello degli orrori quotidiani, altre cose sono germogliate, hanno messo radici, diventando le ragioni per cui due persone continuano a stare insieme.
Allora, talvolta, c'è la paura di morire soli, di non saper più fare senza, l'abitudine, il mutuo supporto, l'equilibrio delle cose che puo' persino poggiare sulla rabbia reciproca, sulle litigate del lunedi' sera, sul tacito e vicendevole assenso ad incarnare l'uno il capro espiatorio dell'altro.

Per una come me, che vede l'amore ancora come l'unica cosa degna di far girare il mondo, la cosa è incontrovertibilmente inaccettabile.

Poi, lo so che esistono coppie, persone, famiglie il cui punto cardine è l'amore; ma per quello che vedo, intorno a me, la maggioranza si trova invischiata in qualcosa in cui l'amore è confinato a valore residuale e, per lo più, accantonato, dimenticato, inaridito, asservito a logiche altre, coperto da strati di polvere e quotidianità tanto inafferrabili quanto persistenti. E non ci posso fare niente, la cosa, tuttora, mi rimane indigesta.

Eppure, se ci rifletto, superato il disgusto, c'è qualcosa di poetico, quasi commovente, nell'imperfetto menage tra le persone, nella volontà che sfocia nel sacrificio di restare uniti; qualunque cosa accada. Forse tale volontà è già di per sè una forma d'amore.
Ma allora cos'è questo senso di ingiustizia profonda che avverto nel chiamare "amore" qualcosa che ha a che fare con la disperazione, col disprezzo occasionale, con l'interdipendenza, col bisogno di fare a metà delle angustie della vita e raddoppiare il budget?
Qualcuno sa di cosa sto parlando? Qualcuno mi spiega come tutto questo puo' essere confuso con l'amore?
L'amore ... L'amore, porca miseria, dovrebbe sempre renderci migliori, dovrebbe spingerci a volere niente di meno del meglio per chi amiamo, dovrebbe renderci altruisti all'ennesima potenza, felici di esserlo, ancor più consapevoli di noi stessi e, di conseguenza, degli altri.
Non dico certo che l'amore sia l'unica ragione che debba giustificare lo stare insieme, dico solo che, per lo meno, apprezzerei l'onestà di palesarne le ragioni senza tentare pateticamente di chiamarlo amore. Stare con qualcuno perchè c'è rispetto e volontà di condivisione non è meno  dignitoso di starci perchè c'è l'amore; l'unica cosa che determina la perdita di dignità è la mancanza di integrità rispetto alle proprie scelte, l'ipocrisia travestita da nobile sentimento.

Se io stessi con Hugh Hefner, probabilmente sarebbe per i suoi soldi, per la notorietà, o perchè mi piace l'idea di girare attorno ad un bicentenario costantemente fatto di viagra vestita da coniglietta; e allora? Non si puo' dire? No, certo che no; pero' potrei tranquillamente dire che un amore cosi' mai prima d'ora, che mi fa sentire protetta e che Hugh mi ama per la mia bontà d'animo, casualmente custodita nel corpo di una venticinquenne ossigenata che ha più silicone che pelle.
Ora, io non sono la venticinquenne in questione, non metto in dubbio la possibilità che un amore simile possa nascere; e ammetto pure l'eventualità che tali parole, qualora fossero pronunciate, possano essere vere; ma il punto, qui, è che c'è talmente tanta ipocrisia che se Miss-Silicone-E'-Bello non recitasse la parte di quella il cui amore trascende i 112 anni di differenza, verrebbe socialmente lapidata; non importa se poi, nel momento in cui lei proclama il suo amore ai quattro venti , viene immediatamente criticata, additata come troietta da bordo piscina nonchè falsa, arrivista e arrampicatrice (sociale, oltre che di pali da lap dance), la commedia deve esserci, perchè se non è accettabile che una 25enne fica oltre ogni umana comprensione si possa innamorare di una cariatide bavosa fissata con il sesso, lo è ancor meno l'idea che lei possa affermare il contrario, palesando la reale natura del loro legame.

In pratica, cara venticinquenne, se ti sei innamorata del vecchio Hugh, preparati a non essere creduta e a sentirti dare della poco di buono ben oltre i confini della magione o di qualunque luogo sia deputato all'espressione di tale sentimento; se non lo sei, dovrai fingere di esserlo per poi subire lo stesso trattamento di cui sopra. In ogni caso, rassegnati, se dirai la verità non ti crederanno, se dirai il falso non ti crederanno; se dirai quello che si aspettano tu dica, non ti crederanno ugualmente.
Semmai c'incontreremo e tu mi dirai che Hugh sta con te perchè lo rendi arzillo come nemmeno un flacone di viagra ingollato per intero, e che tu stai con lui perchè sogni una folgorante carriera nel glitterato mondo del pornosoft patinato, io ti stringero' la mano, augurando a te e Hugh che la vostra sia un'unione soddisfacente; e faro' lo stesso se mi dirai che vi siete ritrovati dopo quattro reincarnazioni andate a vuoto.

Non credo che qualcun altro, oltre la sottoscritta, saprebbe aprire un post parlando dei legami che uniscono le persone e chiuderlo con un monologo indirizzato all'ipotetica dolce metà di Hugh Hefner.
Bhe, io si.
Infatti non è esattamente qualcosa di cui andar fieri; percio' lo chiudo qui, questo post.
Punto.

10 commenti:

Blackswan ha detto...

credo che principalmente le persone stiano insieme per paura della solitudine, anche se qualche volta ci si ritrova più soli di prima... anche l'abitudine è un forte collante. Poi ci si fa l'amante...ma non si può dire ...

Marzia ha detto...

Meravigliosamente Te.

neb ha detto...

Ah l'amore...sparirá dal dizionario.prima o poi. siamo automi.

Venerabile Vetusto ha detto...

Ottima la prima parte, applausi.
Ottima la seconda parte, applausi. E che siano due parti, e che tu ne sia perfettamente conscia, vedi la tua stessa dichiarazione che, sotto questo punto di vista, anche questa va a costituire tua medaglia. (La tua ben nota intemperanza passa da peccato mortale a veniale... Ti ci vorrebbe ciònonostante una penitenza, così, per questione di principio, se non altro...)
Comunque hai fatto un'analisi che ti si direbbe alla tua settima vita, con grande visuale di bilanci.
Sei una ragazza in gamba.
Ti costerà.

enzorasi ha detto...

Miwako hai descritto perfettamente cosa NON è amore e cosa viene maliziosamente spacciato per esso. Ma non hai detto cosa è l'amore. Peccato ci speravo, speravo che una ragazza riuscisse in poche parole a dirmi dove si trova e come si presenta e come e quanto va guardato e preso l' amore. Quello che esula dal silicone e dal viagra. Il post mi è piaciuto molto nonostante tu mi abbia lasciato in balia di un dubbio amletico su Hefner e la bionda venticinquenne.

neb ha detto...

il mio precedente commento si è smaterializzato in 3,2,1.

Torno a scrivere, dai un po' meno caustica.

Cos'è l'amore? quella parola che sta tra ammanettato e ampolla. ce ne saranno altre, nel mezzo.
l'amore romantico, invenzione dell'uomo...moderno? occidentale? (i matrimoni combinati esistono ancora, eccome, se qualcuno se lo chiedesse).
ormoni impazziti, più che amore, e poi rimanere incastrati nelle norme sociali. ecco cos'è.
all'uomo le parole piacciono assai è che poi fa confusione e finisce per chiamare fishi i fiaschi e amore le passioni passeggere o gli odi di una vita.

tutto, tranne l'amore, tiene unite le persone.
a me, personalmente, come spiegazione va bene. e ti giuro che non vado a letto augurandomi l'amore degli harmony.

Tra cenere e terra ha detto...

Mi piace tanto quando "esplodi", al punto che il contenuto, per quanto interessante, passa in secondo piano. Sei la vittoria dello stile! Mi sei mancata.

miwako ha detto...

@ Blackswan: Alla gente, chissà come mai, piace il senso del proibito; metà delle persone che hanno un amante non ce l'avrebbero se non si dovessero nascondere nel buio e dovessero, invece, fare i conti con la noiosa realta' quotidiana di un "amore" che si consuma al sole. L'altra metà l'amante se lo terrebbe comunque perché, è probabile, si sia innamorataBlogger. Riguardo la solitudine, ciò che ancora sfugge a molte persone, è che le ragioni del proprio malessere, andrebbero cercate dentro, non fuori, in un'altra persona; cercare l'altro, in questo caso, è come prendere un'aspirina quando hai una polmonite, tappare una prdita con una spugna, per un po' può funzionare ma il problema rimane irrisolto.

@ Marzia: Potrei dire lo stesso di te.

@ Venerabile Vetusto: Se non peccassi di animalesca intemperanza verbale non sarei io. Se la penitenza suggerita prevede il coinvolgimento del signor Hefner, non so se ce la posso fare.
Ma un abbraccio dal Venerabile me lo prendo come premio; così, all'italiana e senza merito alcuno.

@ Enzorasi: Direi che se già potessimo pensare di saper circoscrivere tutto ciò che non è amore ma viene spacciato per tale, saremmo a buon punto. Siccome non siamo ancora a quel punto lì, ed io non so nemmeno se l'amore voglia essere messo in parole, per ora continuo la caccia al non amore; un giorno, potrebbe essere che, a forza di discernere, per esclusione, riesca a mettero all'angolo. Allora, sarei probabilmente una stupidotta qualunque che guarda un muro e nient'altro, senza nemmeno il famigerato pugno di mosche.

@ Neb: Fromm disse che, senza amore, l'umanità non sopravviverebbe un solo giorno. Mica perché è Fromm, citerei anche mia nonna se l'avesse detto lei, è che, davvero, come pensi che quasi sette miliardi di individui potrebbero coesistere senza amore? Il "romantico", le infauazioni, gli odi di una vita, quelli li puoi mettere sotto "non amore spacciato per tale"; ma l'amore, che tu ci creda o no, ha una potenza che potrebbe far girare la terra al contrario. Metaforicamente, s'intende; ma non stiamo parlando di unicorni, di magia o di Dio, qui non si tratta di crederci o meno, si tratta dell'impossibilità che sia altrimenti, si tratta di due incoscienti che si trovano, si innamorano e pensano veramente che questo possa bastare; ci credono talmente a fondo che fanno pure dei figli. Poi, magari, va tutto alle ortiche e inizieranno una normale convivenza basata su odio reciproco e vendette trasversali di infima categoria, ma quando si sono amati, porca miseria, l'hanno fatto credendoci con ogni fibra del proprio essere, scegliendo, addirittura, di sancire e ribadire questo amore mettendo al mondo qualcuno che fosse l'unione di due metà, giuste o sbagliate che fossero l'uno per l'altra, sembrava non importare in quel momento. E poi l'amore di un genitore, di un fratello, di un amico, perfino del tuo cane, anche l'amore tra te e il tuo cane rende questo mondo un posto migliore.
Ma, mi sa, che sto per essere scambiata per una di quelle invasate new age che sparano cazzate utopiste sull'universo, pur non augurandomi, come te, l'amore (sessista, stereotipato e misogino) degli harmony.

@ Tra cenere e terra: Hahahaha, "esplodo" direi che è la parola giusta! Non ci posso fare niente, proprio mi prudono le dita e non riesco a censurarmi! ^_^

"A." ha detto...

C'è sempre qualcuno che rimane stupito del fatto che io sottolinei a matita frasi dei libri che leggo. Tu coi libri come ti comporti? Da come ti racconti posso quasi immaginarlo.

Stasera nel riprendere la lettura di un libro iniziato nel 2006 ho ritrovato, sottolineate, queste frasi: "La loro unione poggiava su solide basi. Margot era troppo bella perchè Macomber divorziasse da lei e Macomber aveva troppi soldi perchè Margot si decidesse a lasciarlo".
Intelligenti pauca.

Beh mi è tornato in mente il tuo post (te l'avevo detto che continuo a leggerti, no?).
Buon proseguimento in quel di Bruxelles.

A.

miwako ha detto...

Sapendo che non li rileggerò, difficilmente sottolineo i passaggi interessanti. Però li trascrivo. Penna, qualsiasi cosa che assomigli ad un foglio e li annoto dove non li scordo più. Mi comporto così, con i libri.
Forse è pieno il mondo di margot e Macomber.
Ovunque tu sia, buon proseguimento anche a te, cara A.