martedì 19 febbraio 2013

CRESCERANNO I CAVOLETTI A BRUXELLES

Avere la febbre, fare le pulizie ascoltando buona musica, sbucciarsi un labbro e sentire il sangue in bocca, rimanere senza un soldo, mettere le mani in tasca, a cercar l'accendino, un po' di calore o un po' di fortuna, scrivere una lettera appassionata, i piedi freddi, il mosaico di luce riflessa nell'acqua della piscina in piena estate, correre e perdere l'autobus, correre e prendere l'autobus, dire "grazie", i panni appena lavati, l'acqua bollente sotto la doccia, storcersi una caviglia, ridere di sè stessi, ripensare alla prof di filosofia delle superiori, aggrapparsi al cielo con gli occhi, la notte, svegliarsi tardi, il rumore della pioggia, fare la spesa con calma, il the alla menta, trovare una vecchia valigia per la strada, dare l'acqua alle piante, la tromba che suona, qualche piano più in alto, entrare a casa propria, la lentezza, comprare le arance e annusarle fino a casa, l'ultimo tiro, spegnere la lampada, perdersi nella folla delle sei, un volto amico e inaspettato, le paure, il sole al mattino, insieme al caffè, le banane maculate, andare soli in un museo, pensare a domani, tenere la mano a qualcuno, trovare un sorriso per la strada, meglio di dieci euro per terra, rimanere in silenzio, la terra sotto i piedi, la neve quando cade, i discorsi inutili, leggere fino a tardi, il solletico, ritagliare aerei di carta, chiedere aiuto, sognare di avere la coda, di nuovo, i momenti di lucidità, dire la verità, trovare una buona pescheria e sentirsi felici, le finestre sul giardino, un merlo che ti guarda negli occhi, la cera sulla tovaglia, sapersi difendere da sè stessi, le mani screpolate, sorridere a qualcuno appena svegli, parlare a bassa voce, saltare di gioia, gli occhi chiusi, i cani e i loro padroni, meglio oggi che domani, i tulipani in vaso come pesci, le notti insonni, girini in uno stagno, portare da mangiare a qualcuno, sentirsi bene e sentirsi male, lasciarsi convincere, bocca serrata, una delle tre scimmie, incontrarsi a metà strada,i carciofi di Mimongo, le meningi che fanno ginnastica, l'odore dei quotidiani, una torta al cioccolato, cacciarsi il berretto in testa, il rumore del frigo di notte che è lo stesso della solitudine, la quiete, aspettare l''arrivo di qualcuno, aspettare la primavera, aspettare la fine che è l'inizio che è la fine che è l'inizio.

4 commenti:

Gab ha detto...

tornare su un blog sperando ci sia qualcosa di nuovo e trovarlo, leggere le parole di un'amica lontana e immaginare la sua voce, sorridere davanti a un monitor sapendo che "la fine che è l'inizio che è la fine che è l'inizio".

bello lo scioglilingua di stanotte! ^_^

carpe diem ha detto...

fango spero che tu stia molto meglio..che la febbre sia passata e che torni presto perchè mi manchi

Guido Sperandio ha detto...

Oh che post simpatico! Ti sei raccontata tutta. Come in altro modo e più efficace non potevi. Ho colto questo: "il rumore del frigo di notte che è lo stesso della solitudine". Ebbene, la giuria all'unanimità (la giuria e cioè io e poi io e un altro che sono sempre io ecc.)lo elegge senz'altro a perla-top.
Sono tanto contento che tu sia riemersa e ricambio l'abbraccio.

miwako ha detto...

@ Gab: Quasi come vedere il pop-up dei commenti che si apre e sperare, tra vari, di trovare anche la voce di un amico lontano che una volta ti ha portato a passeggiare per un'incantevole Roma innevata ^_^

@ Carpe Diem: La febbre è passata, rimane la tosse e un po' di stanchezza che non avrò tempo di recuperare fino a domenica, ma sto prendendo le vitamine e sto decisamente meglio. Non so quando torno ancora ... manchi anche tu fanghetto.

@ Guido: Sono contenta (e non avevo dubbi su cò) che tu abbia colto e apprezzato, come si fa coi fiori.
E tu stai bene, o venerabile?